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Giancarlo Carta (Sardegna 20Venti): «Sarò il consigliere del territorio»

«Le priorità sanità, trasporti e lavoro», spiega il consigliere comunale sassarese. «Solinas rappresenta la perfetta mediazione delle anime del centrodestra». L’intervista

GiancarloCarta
Giancarlo Carta

Sassari. Giancarlo Carta, consigliere comunale di lungo corso (ha fatto parte delle diverse vesti del centrodestra, da An al Pdl fino a Forza Italia), si ripropone agli elettori, stavolta per il Consiglio regionale, alle elezioni del 24 febbraio prossimo. Ha recentemente aderito alla lista Sardegna 20Venti, promossa da Stefano Tunis nell’ambito della coalizione di centrodestra, civica, sardista e autonomista.

Sono questi gli ultimi giorni di campagna elettorale. Come sta andando?
«Direi molto bene. Sardegna 20venti ha presentato delle liste fortissime in ogni provincia della Sardegna, proponendo agli elettori professionisti affermati, consiglieri comunali, tantissimi sindaci. Stefano Tunis, il nostro leader, è il cavallo vincente di questa campagna elettorale. Stiamo trovando tanto entusiasmo e tanta voglia di cambiamento. La nostra lista rappresenta la vera novità».

Il centrodestra propone Christian Solinas alla presidenza della Regione.
«È la perfetta mediazione tra le diverse anime della coalizione».

E invece Massimo Zedda, l’avversario più accreditato di Solinas?
«È il bel visino che deve sostituire Pigliaru. Circola sui sociale una vignetta nella quale Zedda è la testa di un cavallo di Troia. Questa è la realtà. Zedda copre il fallimento di cinque anni di disastri».

Quali sono le priorità per la Sardegna da affrontare?
«Innanzitutto una sanità più attenta alla salute e non alle poltrone. Non deve più esistere quanto abbiamo visto ultimamente con anziani buttati nei pronto soccorso. Abbatteremo le liste di attesa, con turnazioni h24 e 7 giorni su 7 e miglioreremo tutta la diagnostica. Poi una maggiore assistenza domiciliare. Sui trasporti una migliore continuità allargata alle città medie della Penisola. Terzo punto il lavoro: non come assistenzialismo o sussidi ma impieghi stabilizzati».

E Sassari?
«Voglio diventare, se eletto, il consigliere di Sassari, come città e come territorio. Il nord ovest vede il momento più difficile della propria vita. Vediamo aziende che chiudono, problemi nei trasporti, nei servizi e nella sanità, cose che non vediamo altrove nell’isola. La classe politica locale non ha avuto molto a cuore il proprio territorio. Chi ci ha preceduto una volta superato il confine di Oristano un po’ si… perdeva».

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