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Garante dei detenuti, il Consiglio comunale revoca l’incarico a Unida

Esito scontato giovedì pomeriggio. L’opposizione di centrosinistra: «Triste e vergognosa pagina. Ora arriveranno tanti altri nodi al pettine»

Sassari. Con 17 voti favorevoli e uno contrario il Consiglio comunale ha revocato ad Antonello Unida l’incarico di garante dei detenuti del carcere di Bancali. Giovedì pomeriggio si è consumato in poco meno di trenta minuti l’ultimo atto di una vicenda che aveva messo in imbarazzo l’Amministrazione comunale. Lo scorso 8 novembre Palazzo Ducale aveva preso posizione con una nota ufficiale, dopo le esternazioni di Unida contro il green pass. Dichiarazioni che avevano avuto una grande eco sui media nazionali. «L’ingresso nelle strutture penitenziarie, come prevede la normativa, già dal 15 ottobre è consentito soltanto ai titolari di certificazione verde – si leggeva nella nota –. Scegliere di non munirsi del green pass vuol dire scegliere di non entrare nella casa circondariale dove il Garante svolge la sua attività. Inoltre le dichiarazioni del Garante hanno causato una sovraesposizione mediatica negativa per Sassari che ha creato un notevole sconcerto e disagio nella comunità cittadina, tale da minare il rapporto di fiducia che deve esistere tra i componenti dell’Assemblea civica che nominano e la persona nominata».

La revoca era ormai scontata. La votazione, a scrutinio segreto, con 18 presenti e altrettanti votanti (i numeri, ristretti, sono quelli della maggioranza civica) è arrivata al termine di un passaggio a porte chiuse dei lavori dell’Assemblea Civica. Il presidente Maurilio Murru ha invitato infatti pubblico e stampa a uscire dall’aula, applicando l’articolo 35 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale, dedicato agli “argomenti da trattarsi in seduta pubblica e segreta”: 1. Gli argomenti sono di regola trattati in seduta pubblica eccettuati i casi in cui, per espressa disposizione di regolamento, sia altrimenti stabilito. 2. La seduta non è pubblica quando si tratti di questioni concernenti stati, fatti e qualità di persone e cioè che involgono apprezzamenti sulla condotta, sui meriti e demeriti delle stesse. I cronisti sono così rimasti nell’androne, mentre in aula intervenivano i consiglieri e il sindaco. Interrotta anche la diretta streaming della seduta. Dopo il voto la stampa e il pubblico sono potuti rientrati per ascoltare l’esito. «Tutto ciò dispiace, ma era venuto a mancare il rapporto di fiducia con il Consiglio. Quanto prima ci attiveremo perché il carcere di Bancali non resti senza una figura così importante», ha spiegato il presidente del Consiglio comunale, Maurilio Murru. Nessun commento invece da parte del sindaco Nanni Campus.

«Questo epilogo della vicenda del garante per i detenuti stupisce solo chi non conosce fatti, storia e persone», è invece la posizione dell’opposizione di centrosinistra. «In città sono rimasti sorpresi solo i membri di questa maggioranza, gli stessi che a suo tempo hanno avvallato, con il proprio voto, l’opportunistica scelta dell’attuale capo della compagine di governo. Ricordiamo tutti quanto facesse comodo a suo tempo spegnere la voce di un personaggio che da anni ci aveva abituato a colorite performance, utilissime solo a costruire la fortuna elettorale di un sindaco che, sulla retorica e su un facile qualunquismo, ha disegnato una alternativa politica di cartapesta, un illusione che oggi si infrange sugli scogli della realtà amministrativa. È questa una vicenda simbolo del fallace slogan #connoisipuò. Ecco, con loro si possono fare danni che gettano nel ridicolo un’intera comunità, oltre che mortificare un istituto così delicato com’è quello dell’ufficio del Garante dei Diritti dei Detenuti. È questa una triste e vergognosa pagina della storia istituzionale dell’Ente. Ora arriveranno tanti altri nodi al pettine, questo è solo il primo».

In serata, sul profilo personale di Facebook, Unida, che non ha partecipato alla seduta del Consiglio comunale, ha pubblicato un post sintetico: «05.11.2019 16.12.2021. È stata una Grande Esperienza. Il mio pensiero ORA, va a loro in questo periodo di feste, senza Garante».

Lu.Fo.

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