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Futuro e giovani, una sfida per il Sassarese

Iniziativa della Cisl territoriale con l’obiettivo di formulare idee e proposte da presentare alle forze sociali, economiche, politiche e istituzionali

Sassari. Una riflessione a più voci per fare il punto sulla situazione nel Nord ovest della Sardegna a più di dieci anni dall’inizio di una crisi insidiosa, aggravata dalla recente diffusione della più grave emergenza sanitaria degli ultimi cento anni. È il senso della tavola rotonda organizzata e promossa martedì a Sassari dalla Cisl territoriale nella sala Angioy del Palazzo della Provincia dove si sono incontrati, in presenza e in modalità webinar, esponenti della politica, del credito, rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico-imprenditoriale per offrire una panoramica sulle potenzialità del Sassarese anche in previsione di un piano strategico mirato al 2030. «Oggi più che mai, abbiamo bisogno di unità, coesione e solidarietà – ha spiegato Pier Luigi Ledda, segretario generale della Cisl di Sassari – per affrontare la fase difficile di una nuova “ricostruzione”, nella consapevolezza che dopo l’emergenza sanitaria, niente sarà più come prima. A partire da alcune questioni che vanno affrontate e risolte, tra cui la Zes (zona economica speciale) e l’area di crisi complessa, all’interno della quale si può sperimentare la conversione ecologica, la creatività negli investimenti e la capacità di innovazione». L’iniziativa, inserita nell’ambito del Patto per il Nord Ovest, varato a suo tempo dal sindacato di via IV Novembre, è stata organizzata a conclusione di un progetto, partito nella fase di lockdown in modalità online, nato con l’intento di coinvolgere i giovani nella formulazione di idee e proposte da presentare alle forze sociali, economiche, politiche e istituzionali.

Durante la tavola rotonda si è parlato diffusamente delle condizioni economiche del territorio. Secondo la valutazione di Gavino Carta, segretario generale della Cisl sarda, serve un impegno straordinario sulle infrastrutture materiali e immateriali e un investimento su digitalizzazione e banda larga, sull’energia con una riqualificazione e modernizzare dei servizi sociali, della sanità, della pubblica amministrazione e dell’istruzione. Il piano europeo da 750 miliardi di euro, previsto dal Recovery Fund, offre all’Italia e alla Sardegna una straordinaria opportunità di sostegno agli investimenti. Ne è convinto il presidente del Consorzio industriale Valerio Scanu che dice: «Vogliamo pensare che nella nostra isola possano essere destinate risorse ingenti anche in considerazione del fatto che siamo un’area in grave difficoltà dove si trovano due insediamenti industriali già qualificati come aree di crisi complesse».

«Il Governo si è impegnato a darci risposte concrete in tempi brevi su alcune questioni essenziali», ha rimarcato Pietrino Fois, amministratore straordinario della Provincia di Sassari. Dal canto suo, il presidente del Banco di Sardegna Antonello Arru rimarca che «L’Istituto guarda con attenzione alle attese dei giovani come dimostrato dall’interesse con il quale segue e sostiene le giovani imprese». Il presidente di Confindustria centro nord Sardegna, Giuseppe Ruggiu, prendendo spunto dai lavori di 4 gruppi di giovani imprenditori, ha lanciato la proposta di studiare un modello innovativo nelle politiche attive del lavoro che coinvolga i soggetti che hanno partecipato all’incontro per offrire ai giovani sardi un nuovo sistema di incontro offerta-domanda rimarcando come Confindustria sia impegnata a sostenere la nascita di nuove imprese giovanili.

Ai lavori è intervenuta anche l’assessora regionale Alessandra Zedda mentre le conclusioni sono state affidate a Andrea Ciampani, presidente dell’Associazione Vincenzo Saba.

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