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“Freemmos” va in Friuli Venezia Giulia

Lunedì 25 marzo il presidente della Fondazione Maria Carta Leonardo Marras presenterà il progetto ai sindaci della regione

Gorizia. Freemmos, il progetto della Fondazione Maria Carta rivolto a sensibilizzare istituzioni e cittadini sul fenomeno dello spopolamento dei piccoli comuni della Sardegna, varca i confini regionali. Domani, lunedì 25 marzo, è in programma a Capriva del Friuli, in provincia di Gorizia, un incontro con i sindaci del Friuli Venezia Giulia, ai quali il presidente della Fondazione Leonardo Marras presenterà Freemmos. Parteciperà Serafina Mascia, presidente dei circoli dei sardi in Italia, insieme a una delegazione di emigrati. Sarà presente inoltre il presidente dei piccoli comuni del Friuli Venezia Giulia, Daniele Sergon, e diversi sindaci di piccoli comuni del territorio.

Presidente Marras, cos’è Freemmos?
«Il progetto Freemmos, ideato e promosso dalla Fondazione Maria Carta, è un’iniziativa culturale pensata per sollevare l’attenzione sul tema dello spopolamento che interessa in particolar modo numerosi piccoli comuni delle aree interne della Sardegna, ma che coinvolge direttamente anche alcuni dei principali centri urbani regionali. Consci che la scomparsa di intere comunità rappresenta una grave perdita culturale, sociale ed economica, abbiamo ideato questo progetto seguendo ciò che prevede lo statuto della Fondazione, ossia la valorizzazione e la diffusione della cultura sarda per la crescita del territorio e delle sue popolazioni».

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Al microfono il presidente Leonardo Marras

Il nome stesso racchiude il significato del progetto.
«È un neologismo, che nel suono riprende una parola della lingua sarda. “Free-mmos” racchiude il concetto di libertà (free) e di permanenza con la parola sarda ‘frimmu’ (fermo), per condividere con i sardi, soprattutto i giovani, una precisa volontà: poter rivendicare il diritto di rimanere nella propria terra. E allora, ‘liberi di restare’, magari dopo aver fatto un percorso formativo e professionale, ma con la possibilità di ‘ritornare’ per vivere attivamente le comunità locali, l’economia e la cultura sarda».

Dal 2017 avete organizzato una decina di eventi.
«Il progetto ha al suo attivo una serie di eventi culturali e musicali, con protagonisti diversi intellettuali sardi, giornalisti e opinion leader, sociologi ed economisti e soprattutto tantissimi musicisti, che hanno animato dibatti e concerti con un pubblico sempre maggiore via via che l’evento ha avuto la sua visibilità attraverso i media regionali».

Freemmos2Non solo cultura, musica e dibattiti. Elementi importantissimi sono l’imprenditoria e la presenza economica, necessari per contrastare lo spopolamento.
«L’intervento della Camera di Commercio di Sassari a sostegno dell’iniziativa ha permesso di focalizzare l’attenzione anche sul versante della promozione e valorizzazione dell’economia locale. In occasione degli eventi promossi non sono mancate alcune testimonianze di imprese di successo, fondate e condotte da donne sarde. Si è posta ulteriormente l’attenzione sull’importanza del sistema imprenditoriale che a fianco degli amministratori può agire per arginare il fenomeno e individuare misure ed interventi di impatto economico e sociale per ‘rianimare’ le comunità minori e frenare la tendenza demografica già in atto anche nei centri urbani».

Freemmos può essere esportato fuori dalla Sardegna?
«Grazie alle testimonianze emerse nelle due edizioni precedenti di Fremmos, nel 2017 e nel 2018, nasce l’idea di far crescere il progetto attraverso l’interlocuzione con attori istituzionali, pubblici e privati, che possano affiancare la Fondazione in un percorso più vasto, volto a sollevare l’attenzione sullo spopolamento a livello regionale e nazionale. L’obiettivo è individuare progettualità e misure per la creazione di circuiti virtuosi, in cui cultura ed economia consentano la rinascita delle piccole comunità e favoriscano la permanenza e il ritorno dei residenti, in particolare modo i giovani».

E tra un mese Fremmos riparte, ovviamente dalla Sardegna. Il primo evento per il 2019 è in programma il prossimo 28 aprile (“Sa Die de sa Sardigna”) a Monteleone Rocca Doria, dove la carovana di Freemmos arriverà per la terza volta. Sarà riproposta una giornata articolata in un doppio evento: un convegno sul tema dello spopolamento e uno spettacolo musicale dedicato ai suoni dell’Isola.

Luca Foddai

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