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“Freemmos” a Collinas, il progetto della Fondazione Maria Carta ha fatto tappa in Marmilla

Mercoledì scorso spettacolo musicale con Double Dose, Ignazio Cadeddu, Giancarlo Seu, Maria Giovanna Cherchi,  Fantafolk, Beppe Dettori e Raoul Moretti

Ignazio Cadeddu

Collinas (Sud Sardegna). Favorire il ripopolamento delle piccole realtà investendo nei valori delle comunità e richiamando l’attenzione anche con iniziative che possono costituire occasione di incontro e socialità, pur nell’attuale rispetto delle prescrizioni anti covid. Mercoledì scorso 9 settembre “Freemmos”, il progetto della Fondazione Maria Carta contro lo spopolamento dei comuni della Sardegna, ha fatto tappa a Collinas, centro di 800 abitanti nella Marmilla (provincia del Sud Sardegna), per la quinta iniziativa promossa nel 2020. Un evento che, come sempre, ha suggerito ampi spunti di riflessione su un fenomeno che se non contrastato con efficacia rischia di lasciare danni sociali ma anche economici difficili da cancellare. «Già ritrovarci in piazza con Freemmos è una dichiarazione di voler resistere non solo alla minaccia del covid ma allo stesso tempo è una dichiarazione d’intenti per come affrontare le sfide che si presentano ai piccoli comuni. Proprio questa emergenza che stiamo vivendo negli ultimi mesi può essere il momento per rivedere la nostra vita sociale. E allora i paesi, con i loro spazi, sono luoghi dove si può vivere bene», ha spiegato il sindaco di Collinas Francesco Sanna. «Con Freemmos portiamo musica e dibattiti. E abbiamo l’opportunità di conoscere amministratori locali di grande livello e disponibilità nei confronti dei loro concittadini, veri e proprio sindaci guerrieri, che combattono realmente per le loro comunità. Continueremo a girare la Sardegna per cercare di svegliare coscienze, perché il virus vero da estirpare è quello dello spopolamento. Questa malattia vigliacca che ci sta bloccando ci ha fatto capire però una cosa che non avevamo tenuto nella giusta considerazione: nelle piccole realtà si campa di più e si campa meglio», ha detto Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta. All’evento ha assistito anche Lino Zedda, sindaco di Baradili, il più piccolo comune della Sardegna.

La targa consegnata al sindaco Francesco Sanna

Lo spettacolo musicale, che ha completato una serata iniziata con i festeggiamenti religiosi in onore di Santa Maria Angiargia, ha visto la partecipazione di nomi di richiamo della scena artistica sarda, come la formazione sassarese Double Dose, da qualche tempo impegnata nel dare un’impronta del tutto personale anche a brani della tradizione isolana, Ignazio Cadeddu, di Assòlo (Oristano), chitarrista e ricercatore in etnomusicologia, e Giancarlo Seu, apprezzato suonatore di launeddas. Non poteva mancare Maria Giovanna Cherchi: la cantante di Bolotana ha proposto con la sua inconfondibile voce canzoni che mettono insieme suoni della Sardegna e arrangiamenti pop per un pubblico di tutte le età. E poi Beppe Dettori, fresco vincitore del Premio “Maria Carta”, sul palco insieme all’arpista italo elvetico Raoul Moretti, con il quale ha recentemente realizzato un cd che, a cominciare dal titolo, “Incanto rituale”, si rifà all’eredità musicale della grande artista di Siligo. Presente a Collinas anche il duo Fantafolk, ovvero Andrea Pisu alle launeddas e Vanni Masala all’organetto, che da alcuni anni portano in giro per l’Europa, con tappe in altri continenti, sonorità che affiancano alla tradizione isolana melodie moderne. La serata, particolarmente apprezzata dal pubblico del centro della Marmilla, si è conclusa con un fuori programma, un inedito duetto tra le launeddas di Andrea Pisu e la chitarra di Ignazio Cadeddu.

Ha presentato Giacomo Serreli.

 

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