CronacaEvidenza

Freemmos a Bortigali, alla scoperta del centro del Marghine

Fra testimonianze e interessanti spunti, sono emerse nuove idee e iniziative per contrastare il fenomeno dello spopolamento

Bortigali. È andata in archivio con soddisfazione e nuovi spunti la tappa di Freemmos che si è svolta sabato 29 giugno a Bortigali, uno dei centri nevralgici del Marghine. Dopo l’esibizione della Corale Polifonica di Bortigali e il saluto del sindaco Francesco Caggiari, che ha ricordato che l’unione dei comuni sta lavorando su progetti specifici contro lo spopolamento che coinvolgono le comunità del territorio, ha preso il via il dibattito, coordinato da Ornella Porcu e dedicato alle imprese che lavorano e producono nel Marghine, esempi che dimostrano che le eccellenze ci sono, garantendo posti di lavoro.

Luca Mulas, fabbro di terza generazione di Bortigali, ha portato la propria testimonianza di artigiano che lavora in un settore di nicchia, realizzando anche manufatti artistici. «Mi rivolgo anche a una clientela che arriva da fuori, oggi è più semplice rispetto al passato, grazie ai social network e a youtube. Dobbiamo essere positivi e intraprendenti, spesso se si ha una passione si possono superare certe difficoltà».

La parola è passata poi a Pierpaolo Milia, amministratore delegato della Profenda, azienda leader nel campo delle produzioni di mangimi per il settore zootecnico e dei prodotti chimici per l’agricoltura, comproprietario del Gruppo Milia, tra i marchi più noti nel settore della lavorazione delle carni. «Diamo lavoro a 100 dipendenti, una realtà che rimane in Sardegna, con 35 milioni di euro di fatturato puntando su qualità e innovazione».

Sergio Sulas, imprenditore agricolo e presidente del Gal Marghine dal 2016, ha rimarcato l’esistenza di un ritardo strutturale. «Entro il 2020 vanno definiti i bandi, perché poi parte la nuova programmazione. Sul sociale stiamo intervenendo con un progetto di informazione e valorizzazione dei prodotti del territorio nelle scuole».

Fausto Mura, presidente dell’Associazione Nino Carrus, ha annunciato la nascita della rete delle associazioni che si occuperà del fenomeno dello spopolamento e del rilancio dell’economia delle zone interne. In chiusura, Leonardo Marras presidente della Fondazione Maria Carta ha annunciato che il viaggio della carovana di Freemmos all’interno delle comunità della Sardegna continuerà coinvolgendo il mondo della scuola.

Nel pomeriggio, come di consueto è stata la musica a prendersi la scena. Un momento di aggregazione e incontro fra artisti che con grande disponibilità e spirito hanno accettato l’invito della Fondazione Maria Carta. Sul palco si sono alternati alcuni fra i migliori “vecchi e nuovi” musicisti sardi, da Mariano Melis, Beppe Dettori, Andrea Desole e Denise Gueye, ai Double Dose e ai Bertas. Proprio l’esibizione di questi ultimi rimarrà indelebile nei ricordi per l’esecuzione di “Fatalità”, canzone del 1967 riproposta a Bortigali con la voce di Carlo Costa, nella storica band sarda dal 1965 al 2016, per l’occasione sul palco insieme a Bruno Sini e Franco Castia, oltre agli attuali componenti Enzo Paba, Mario Chessa e Marco Piras. Nel fine serata, l’emozionante Ave Maria proposta dai Niera in ricordo di Maria Carta. Applausi anche per il promettente organettista sedicenne Antonio Moro e per i bambini del Gruppo Ballo Minifolk di Bortigali, accompagnati all’organetto dal piccolo Antonio Idini.

Tags

Articoli collegati

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: