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Francesco Demuro al Concerto di Capodanno di Venezia

Il grande tenore protagonista insieme al soprano Francesca Dotto, al baritono Luca Salsi, al contralto Valeria Girardello e al direttore coreano Myung-Whun Chung

Francesco Demuro

Venezia. Il grande tenore portotorrese Francesco Demuro ancora una volta protagonista di un evento internazionale. Al Teatro La Fenice di Venezia è stato uno dei quattro cantanti del Concerto di Capodanno. Con lui il soprano Francesca Dotto, che il pubblico sassarese ha avuto modo di apprezzare nel 2013 al Teatro Comunale nel ruolo di Violetta nella Traviata verdiana, il baritono Luca Salsi, che lo scorso 7 dicembre ha magistralmente interpretato il perfido Scarpia nella Tosca di Puccini sul palcoscenico della Scala di Milano insieme alla star della lirica Anna Netrebko, e il contralto Valeria Girardello, mentre l’Orchestra della Fenice è stata diretta per il terzo anno consecutivo dal maestro coreano Myung-Whun Chung.

Il concerto di Venezia

Dopo il “Sanctus” tratto dal Requiem di Giuseppe Verdi in apertura, il programma del concerto è proseguito con alcuni brani tratti dalla tradizione operistica italiana. Innanzitutto l’aria di Musetta “Quando men vo” dalla Boheme, bene eseguita da Francesca Dotto. Poi il duetto, ancora dalla Boheme, “O Mimì tu più non torni”, con Francesco Demuro e Luca Salsi. Demuro ancora al centro dell’attenzione con un grande classico pucciniano, l’aria di Calaf “Nessun dorma” dalla Turandot. Subito dopo la cabaletta di Violetta “Sempre libera degg’io” dalla Traviata, con la bravissima Francesca Dotto, dal Rigoletto “Cortigiana, vil razza dannata”, con un convincente Luca Salsi, e il quartetto dal sapore monicelliano (ricorre in “Amici miei”) “Bella figlia dell’amore” ancora dal Rigoletto. Oltre ai brani operistici sono stati eseguite due composizioni orchestrali: “Amarcord Suite” di Nino Rota nell’arrangiamento di William Ross e il celebre “Can can” dall’operetta “Orfeo all’inferno” del compositore franco-tedesco Jacques Offenbach.

Il finale è stato tutto per il coro “Va’ pensiero” dal Nabucco, il finale della Turandot “O padre augusto” e il brindisi “Libiam ne’ lieti calici” dalla Traviata, con la splendida voce di Francesco Demuro che ben si adatta all’Alfredo verdiano.

La musica del Concerto è stata accompagnata sul piano visivo dagli inserti video dei ballerini del Corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli con le due stelle del Teatro Bol’šoj di Mosca, Olga Smirnova e Jacopo Tissi, unico italiano del balletto russo. Le coreografie erano firmate da Giuseppe Picone.

Il Concerto di Capodanno da Venezia è ormai entrato nella tradizione musicale degli eventi del primo dell’anno. Trasmesso in diretta su Raiuno da oltre 15 anni (fu un’idea dell’allora direttore della rete Fabrizio Del Noce per la riapertura del ricostruito Teatro La Fenice), viene poi ripreso da altre televisioni europee tra cui il consorzio Arte che trasmette in hd in Germania e Francia. In contemporanea, a Vienna si è rinnovato l’appuntamento con il tradizionale Concerto di Capodanno dei mitici Wiener Philharmoniker, trasmesso in diretta mondovisione (la Rai lo ha trasmesso in differita in versione integrale sul secondo canale) e quest’anno diretto dal lettone Andris Nelsons, direttore stabile dell’altrettanto mitica Orchestra del Gewandhaus di Lipsia. L’evento viennese, che per la prima volta ha compreso nel programma le “Contraddanze” scritte da Ludwig van Beethoven di cui quest’anno si celebrano di 250 anni dalla nascita, si è concluso, smentendo le errate interpretazioni della vigilia (in realtà è stata solo ridimensionata l’introduzione marziale, aggiunta negli anni ’30 e non prevista da Johann Strauss padre), con la classica “Radetzky-Marsch” accompagnata dal battimani del pubblico.

Luca Foddai

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