Cultura

“Florinas in Giallo” si tinge di rosso con Dacre Stoker

Insieme al pronipote del famoso autore di “Dracula” arrivano al festival letterario Massimo Carlotto, Luca Crovi, Antonio Paolacci, Paola Ronco e Giuliano Turone

Florinas. Alle note gialle e nere di “Florinas in Giallo – L’isola dei misteri”, sabato 14 settembre si aggiunge un’inquietante sfumatura di rosso. Con un grande ospite internazionale, Dacre Stoker, pronipote del famoso scrittore irlandese dell’Ottocento Bram Stoker, il creatore di Dracula. Dacre Stoker ha scelto “Florinas in Giallo” come unica tappa sarda (alle 21.30, piazzale della Chiesa di San Francesco) del tour di presentazione di “Dracul” (Editrice Nord), di cui è autore insieme a J. D. Barker e che costituisce un prequel anomalo del più famoso “Dracula” del 1897. L’idea vincente del libro ruota intorno all’ipotesi fantastica che Bram Stoker, oltre a creare il suo immortale capolavoro, sia stato a sua volta vampirizzato da bambino, guarendo in tal modo da una misteriosa malattia che lo tormentò per i primi sette anni di vita.

Dacre Stoker presenta il libro, insieme a Luca Crovi, alle 21.30 sul piazzale della Chiesa di San Francesco, al culmine di una intensa serata dedicata al ricordo di Andrea Camilleri, che si apre alle 18.30 in Piazza del Popolo. Ospiti, gli scrittori Antonio Paolacci e Paola Ronco, Luca Crovi e Massimo Carlotto, il giudice Giuliano Turone.

Antonio Paolacci e Paola Ronco (alle 18.30) sono una coppia nella letteratura e nella vita. “Nuvole Barocche” (Piemme), ambientato a Genova, è il loro primo romanzo a quattro mani, e come recita il sottotitolo è anche la prima indagine del vicequestore Paolo Nigro, alle prese con l’omicidio di un giovane il cui cadavere, avvolto in un cappotto rosa shocking, viene rinvenuto nel Porto Vecchio della città. Sul loro investigatore, dicono gli autori: «La sua omosessualità è sicuramente un aspetto importante, ma non è certamente l’unico in grado di caratterizzarlo. Nigro conosce la discriminazione e il pregiudizio, ma è anche un quarantenne risolto e sereno. In questo la sua figura rappresenta una relativa novità nel panorama del giallo italiano».

Alle 19.15 Luca Crovi e Massimo Carlotto sono i protagonisti della lezione d’autore “Il giallo di Massimo Carlotto”. Redattore alla Sergio Bonelli Editore, dove cura tra l’altro la serie del commissario Ricciardi, il personaggio creato da Maurizio De Giovanni, Crovi ripercorre il suo legame con la prima direttrice artistica di “Florinas in Giallo” Tecla Dozio, con Andrea Camilleri e con Andrea G. Pinkettes, le tre personalità, insieme a Massimo Bordin, a cui sono dedicate le quattro giornate settembrine del festival. «Grazie a Tecla Dozio e alla sua Libreria Sherlokiana – ricorda – ho letto per la prima volta Massimo Carlotto e ho avuto modo di incontrarlo e di fare con lui l’adattamento di “Arrivederci amore ciao”, che ci ha dato un sacco di soddisfazioni. Andrea G. Pinketts è stato per me il fratello maggiore scanzonato che ha scritto le sue regole del giallo come introduzione al mio primo saggio, e Andrea Camilleri l’autore che si è raccontato con più piacere nelle lunghe interviste che gli feci su Radio2». Il creatore dell’Alligatore, Massimo Carlotto anticipa alcuni contenuti della serata: «Il noir ha saputo raccontare l’Italia di oggi conquistando il favore dei lettori italiani ed esteri. I nostri romanzi hanno spaventato, commosso, inquietato, divertito. Ogni volta che incontriamo in occasioni pubbliche coloro che ci hanno letto, si mette in atto uno scambio continuo di idee, percezioni, stimoli. A Florinas avrò la fortuna di confrontarmi con Luca Crovi nella veste di autore e di critico. Di sceneggiatore di fumetti e molto altro. Sono certo che i lettori si divertiranno».

Il delitto Moro, la P2, la strage di Bologna e altri eventi efferati del triennio maledetto 1978-1980 sono al centro dell’accurata ricostruzione “Italia occulta” (Chiarelettere) di Giuliano Turone, il magistrato che ha scoperto la P2, arrestato Liggio e rinviato a giudizio Michele Sindona. L’autore presenta il libro sabato alle 20, intervistato da Giovanni Fancello. «La storia dell’Italia contemporanea – spiega Turone – è una storia piena di misteri, che certi ambienti di potere occulto (solo in parte smascherati) hanno fatto di tutto per mantenere tali. La storia della nostra Repubblica, è terribilmente intrecciata con la storia di eventi agghiaccianti (e decisamente criminali) che si ricollegano a tre peculiarità storiche, le quali differenziano il nostro paese da tutti gli altri paesi dell’Europa occidentale: 1) le mafie storiche autoctone, 2) i mille anni di papa-re, 3) la presenza in Italia del partito comunista più potente del mondo occidentale, proprio qui, sul confine di Yalta del 1945».

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