CulturaEvidenza

Florinas in Giallo, lunedì Renato Troffa e Ciro Auriemma

Nella piazzetta di via Sassari presenteranno “Piove deserto”, noir scritto a quattro mani ambientato a Carloforte

Florinas. Cosa resta quando finisce un sogno collettivo calato dall’alto e a lungo considerato – per abitudine o incapacità di progettare – l’unica fonte di sviluppo? Se lo chiedono Ciro Auriemma e Renato Troffa nel noir a quattro mani “Piove deserto” (DeA Agostini), ambientato in una Carloforte in bilico tra l’immobilità del presente, un passato avventuroso e meticcio, e i postumi di un’industria crollata con la stessa repentinità con cui era sorta nel secolo scorso.

Auriemma e Troffa, entrambi cagliaritani, già nel Collettivo Sabot fondato da Massimo Carlotto e co-autori anche di “Sette giorni di maestrale”, arrivano a Florinas – lunedì alle 21 nella piazzetta di via Sassari – come ospiti del terzo appuntamento della sezione estiva (“A balla sola”) di “Florinas in Giallo – L’isola dei misteri”, il festival letterario organizzato dal Comune di Florinas con la direzione artistica dei librai Maria Luisa Perazzona e Elia Cossu (Libreria Cyrano, Alghero) ed Emiliano Longobardi (Libreria Azuni, Sassari). Quest’anno la prima parte di “Florinas in Giallo” ha come sottotitolo “I luoghi del giallo e del nero”, e il romanzo di Troffa e Auriemma – che lunedì dialogheranno con il pubblico insieme a Ignazio Caruso – rientra perfettamente nel tema. In “Piove deserto” (stesso titolo della canzone dei Sikitikis), infatti, Carloforte, e il Sulcis, non si limita a fare da sfondo ma diventa un personaggio a tutti gli effetti di una vicenda che ruota intorno alla misteriosa sparizione di Davide, un operaio, che forse è morto, o forse ha semplicemente deciso di far perdere le proprie tracce per incassare i soldi dell’assicurazione.

Indaga sul caso Leo Mari, il detective appena nato dalla penna di Troffa e Auriemma, che come assicurano i due autori, «tornerà nei prossimi romanzi, l’abbiamo immaginato come un personaggio seriale, e poi i lettori e le lettrici ci dicono che vogliono saperne di più sul suo passato da ex poliziotto, ex alcolista, ex marito, quindi in futuro lo metteremo ulteriormente alla prova». Per il momento si sa che è scappato da una Carloforte immobile e senza prospettive di futuro quando era ragazzino e che adesso è tornato non per affetto nei confronti di Davide, al quale lo legava un’amicizia giovanile, ma per soldi: la società di assicurazione per cui lavora lo pagherà, infatti, solo se riesce a risolvere il caso.

Attraverso la figura di Leo Mari e l’ambientazione scelta, la piccola cittadina di Carloforte, Auriemma e Troffa affrontano una serie di temi coinvolgenti e complessi. Per esempio, anticipano, «quello di una purezza di cui non si fa altro che parlare in questo periodo, ma che in realtà non esiste. Con il titolo “Piove deserto” volevamo ricordare che appena tira un po’ di scirocco le macchine diventano rosse per la sabbia del deserto. Milano è molto più lontana da Cagliari, o da Carloforte, di quanto lo sia Algeri. I Carlofortini vengono dall’isola di Tabarca, noi quelle terre le abbiamo abitate, ci siamo “contaminati”, il meticciato è diventato una ricchezza culturale e antropologica. Solo che dopo un po’ abbiamo iniziato a guardare al nostro ombelico come al centro dell’universo, abbiamo smesso di crescere e abbiamo consentito ad altri di imporci dei modelli culturali, economici. Se continuiamo a stare alla finestra aspettando che ci dicano cosa dobbiamo fare, resteranno solo macerie».

L’ultimo appuntamento con la prima parte di “Florinas in Giallo” è il 10 agosto con Cristina Cassar Scalia e Giancarlo De Cataldo. Dopo la pausa estiva, il festival ricomincia dal 12 al 15 settembre con la seconda parte intitolata “A ballas e istoccadas”.

Tags

Articoli collegati

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: