CronacaEvidenza

Flash mob a Sassari

Per dire no al fascismo. Promosso martedì sera sul sagrato della chiesa di San Giuseppe dall’Anpi e dal coordinamento antifascista

SitInSanGiuseppe1Sassari. L’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani) e il coordinamento antifascista hanno promosso ieri sera (martedì) un flash mob sul sagrato della chiesa di San Giuseppe, nello stesso luogo dove domenica scorsa si era svolta la commemorazione fascista del professor Giampiero Todini, scomparso sabato mattina. «Grazie a tutti gli antifascisti che ancora una volta hanno ribadito che l’Italia nata dalla resistenza non tornerà più ai giorni bui della dittatura fascista», si legge sulla bacheca Facebook della sezione sassarese dell’Anpi. Al flash mob, a cui hanno partecipato erano presenti partiti di sinistra, tra cui il Pci e Leu-Mdp, insieme alla Cgil e ad alcuni esponenti del Pd (consiglieri comunali e militanti).

 

SitInSanGiuseppe2Il fatto è oramai noto: a Sassari, durante il funerale del professor Giampiero Todini, uno sparuto gruppo di fascisti, fra cui il figlio del professore defunto e esponenti di Casa Pound, hanno trasformato una cerimonia funebre e di esequie private in uno spettacolo indecente e oltraggioso dei valori e dei principi della nostra Costituzione, offensivo nei confronti di una società che vuole essere democratica e antifascista. Ostentazione della bandiera della Repubblica di Salò, schieramento tipo picchetto d’onore, saluti romani ripetuti tre volte, uso di termini fascisti: un vero tuffo nel passato, un passato contro il quale pensavamo di essere stati abbondantemente vaccinati dalla guerra di liberazione, dai nostri partigiani, dalla nascita della Repubblica democratica che adottò una Costituzione antifascista. Un passato quindi condannato dalla storia.

Evidentemente ci siamo sbagliati.

Nonostante la Costituzione e la legislazione ordinaria (Scelba-Mancino-Fiano), da qualche tempo si assiste, non solo a Sassari ma su tutto il territorio nazionale, a manifestazioni di diverso genere, riconducibili alla riaffermazione dell’ideologia fascista, che spesso rimangono impunite, a volte tollerate e/o sbrigativamente liquidate come ragazzate, comunque sempre sottovalutate.

Pensiamo sia necessario un vero processo di defascistizzazione della società, dello stato, delle istituzioni. Pensiamo che la condanna per episodi come quello di Sassari debba essere forte, decisa e unanime. Prima di tutto deve essere una condanna politica: bene hanno fatto il sindaco di Sassari, il presidente del Consiglio Regionale, il presidente della Giunta Regionale, il sindaco di Alghero, a condannare con parole inequivocabili quest’ultimo episodio di arroganza fascista.

Così come bene ha fatto la città di Sassari – la città che diede i natali a Enrico Berlinguer e Luigi Polano – a rispondere in modo immediato e deciso con una mobilitazione quasi spontanea, segno inequivoco di una sana reazione da parte della cittadinanza all’arroganza fascista.

Ma alle parole devono seguire fatti concreti: se ci sono gli estremi, e noi pensiamo che ci siano, deve intervenire la magistratura a condannare una ostentata apologia di fascismo. Non ci sono giustificazioni, nè politiche nè giuridiche, che possano impedire ad associazioni, organizzazioni politiche, istituzioni, singoli cittadini di avvalersi delle leggi in materia per invocare la condanna, anche sul piano giuridico, di qualsiasi manifestazione di tipo fascista, come l’ultimo episodio di Sassari.

La rete delle associazioni e dei partiti antifascisti di Sassari: Anpi, Arci, Cgil, Noi Donne 2005, Mos, Alisso, Diritti al Cuore, Andalas, Theatre en vol, Udu, Sioux, Emergency, Associazione Luigi Polano, Associazione Enrico Berlinguer, Officine Musicali, PD, PCI, LEU, Potere al Popolo, PC

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