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Feste Sospese, i Candelieri in tempo di pandemia

Sabato scorso sulla facciata di Santa Maria di Betlem visioni in video-mapping dei trasporti votivi nelle città della Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane Patrimonio dell’Unesco

Sassari. Sabato scorso 12 settembre sulla facciata della chiesa di Santa Maria di Betlem, la “casa” dei Candelieri, sono state proiettate le immagini della Faradda degli ultimi anni: “Feste sospese – Lucigrafie – Il nostro tempo infinito e sospeso. Visioni in video-mapping dei trasporti votivi nelle città della Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane”. Si è voluto così restituire seppure solo per alcune decine di minuti una presenza ai trasporti votivi della Rete delle Grandi Macchine a Spalla, Patrimonio dell’Unesco, feste sospese per la prima volta nella storia a causa della pandemia. Nelle scorse settimane il team della OpenLab Company e il regista Francesco De Melis hanno fatto tappa con le loro visioni a Viterbo, dove i video sono stati proiettati sulla cattedrale di San Lorenzo, poi a Gubbio, coin-volta sebbene non ancora reinserita nella Rete, e a Nola, per approdare a Sassari. Gli eventi, con le proiezioni, sono stati filmati con droni e alte tecnologie, per far parte del film complessivo di una esperienza itinerante, che trova nuove forme per dare valore al patrimonio immateriale quando esso è impossibilitato a esprimersi con tutta la sua potenza.

«Il nostro tempo infinito e sospeso è un bellissimo progetto che coinvolge l’intera Rete delle Macchine, un lavoro che realizziamo in sinergia con il Ministero sul bando che abbiamo rimodulato in emergenza Covid con il Comune di Sassari e che si avvale del know how di altissime professionalità qualificate», ha commentato Patri-zia Nardi, responsabile tecnico-scientifica della Rete. Sua è l’idea di partenza, per un evento itinerante modulato sul progetto dell’Istituto Nazionale per il Patrimonio Immateriale, “costruito”, con un piano condiviso tra comunità e istituzioni, insieme all’Ufficio Patrimonio Unesco del Mibact, nell’ambito del progetto “La rete. Patrimo-nio del cuore, patrimonio dell’umanità. Una proposta integrata in prospettiva” finan-ziato a valere sulla L.77/2006 sui Patrimoni Unesco. Accanto a lei Salvatore Sanna, padre guardiano del Convento di Santa Maria: «Quest’anno il Voto all’Assunta è stato sciolto in maniera inusuale. Ma come i nostri padri si rivolsero a lei per allontanare la peste, noi oggi abbiamo chiamato Maria per chiederle aiuto, come si fa con la mamma, come ha ricordato Papa Francesco». «Abbiamo dovuto ridefinire in tempi brevi la Festa del 14 agosto. Per noi quest’anno è stato davvero un tempo sospeso», ha aggiunto Fabio Madau, presidente dell’Intergremio.

Una grande mostra diffusa quindi, che tocca la città della Rete fino al 19 settembre. Il progetto è stato reso possibile grazie al lavoro del Comune di Sassari, responsabile amministrativo del progetto, a Patrizia Nardi, allo sforzo dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, con l’impegno del suo Direttore Leandro Ventura, della responsabile dell’archivio audiovisivo dell’Istituto Stefania Baldinotti, dei progettisti e web designer della Openlab Company, che con il loro contributo ideativo, hanno fatto uscire dagli argini dello schermo le immagini del regista antropologo Francesco De Melis, fino a farle danzare nella realtà sospesa dei nostri giorni.

«In questo filmato abbiamo visto gli attori di feste meravigliose, le spalle, le gambe, ma soprattutto il cuore di queste città. E il cuore della nostra Sassari, che il 14 agosto ci porta dalla Vergine Assunta e ci ha fatto entrare nella storia. A zent’anni, a zent’anni e a zent’anni. Grazie a tutti. E ci rivediamo ad agosto, ha detto al termine della proiezione il sindaco Nanni Campus.

«Il mio grazie sentito al Comune di Sassari – ha richiamato in una dichiarazione a margine dell’evento ancora Patrizia Nardi –, al sindaco Nanni Campus, all’assessora Rosanna Arru e agli splendidi dirigenti del settore che hanno lavorato insieme a me. Grazie a Fabio Madau, che ha rappresentato la comunità dei Candelieri nel gruppo di lavoro sassarese, a Raimondo Rizzu e Gavino Sale. Questo è un lavoro pensato per le comunità: il vederci così belli e così grandi sui palazzi e sulle chiese delle nostre città che sia da sprone per tutto l’impegno che ci verrà richiesto per superare questo difficile momento. Guardando al futuro, con speranza e determinazione, come un Patrimonio Unesco».

«L’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, che dirigo, sta seguendo da alcuni anni la campagna di documentazione, promozione e valorizzazione delle feste della Rete delle Grandi Macchine a Spalla. L’esperienza costruita sul campo ci ha consentito di sperimentare delle nuove modalità di documentazione visiva delle tradizioni rituali e festive, fondendo la tecnica di documentazione etnografica tradizionale con finalità proprie della video-arte. Quello che vogliamo offrire a Sassari e alle altre città della Rete, in questo momento segnato dalla crisi pandemica, è quindi una via alternativa di percezione della festa che non si è svolta, attraverso delle immagini proposte con uno sguardo estetico, emotivo e, in definitiva, impostato artisticamente in maniera innovativa, per conservare la memoria di un’assenza», ha fatto sapere Leandro Ventura, il direttore dell’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale.

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