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Festa della Repubblica, il pensiero del sindaco Nicola Sanna

Il primo cittadino sassarese ricorda che «il Paese ha bisogno di restare unito per garantire progresso, libertà, benessere economico»

Il sindaco di Sassari Nicola Sanna
Il sindaco di Sassari Nicola Sanna

Sassari. Il sindaco Nicola Sanna interviene sulla Festa della Repubblica, celebrata oggi 2 giugno. «Una celebrazione che non è scontata e che oggi dovrebbe essere ancor meno rituale, se non nelle forme, nel sentimento, nell’immaginario collettivo della nostra nazione», esordisce il primo cittadino sassarese. «Gli anni scorsi ho preso parte alla sfilata ai Fori Imperiali a Roma – scrive – e devo sottolineare, con tutta onestà, che l’appuntamento nazionale, da due anni a questa parte, si è completato di una fondamentale presenza in apertura della manifestazione, una presenza che, in settant’anni di storia, non era mai stata presa in considerazione. Un vuoto che il presidente Mattarella ha giustamente e opportunamente colmato facendo aprire la manifestazione dai sindaci italiani».

«Con quella decisione e in accoglimento della proposta formulata dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, il presidente Mattarella ha voluto unire tutte le democratiche istituzioni rappresentative. I sindaci sono l’avamposto quotidiano della nostra Repubblica, dell’unità dello Stato Italiano. Nel 2016 ho avuto l’onore di sfilare per la prima volta e ho sentito in me, innanzitutto, tutta l’emozione e il carico della rappresentanza dei miei concittadini. Ma, con questa fascia tricolore e insieme ai tanti colleghi sindaci, mi è sembrato che stesse sfilando l’Italia intera. Dico questo cercando di immaginare come era l’Italia del 1946, e come si sentivano gli italiani in quell’anno – continua Nicola Sanna –. Il 1946 è stato un anno di grandi cambiamenti per le sorti del nostro paese, perché per la prima volta l’Italia vedeva la partecipazione di tutte e tutti al voto. Uomini e donne si trovavano fianco a fianco in fila ai seggi elettorali».

«A distanza di 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione possiamo dire che l’Italia ha bisogno di riconoscersi nei valori e nei principi fondativi e fondamentali che quel documento contiene – conclude Nicola Sanna –. Il Paese ha bisogno di restare unito per garantire progresso, libertà, benessere economico. E scandendo, parola per parola, il primo articolo della nostra Costituzione, possiamo comprendere quanto sia necessario essere rispettosi di quel dettato, in ogni circostanza, davanti ad ogni difficoltà, ogni qualvolta desideriamo rinnovarci. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Viva la Repubblica, Viva l’Italia».

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