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Fabio Pinna (Pd): «Per Murru e Campus la Befana porterà solo carbone!»

«L’unico dato politico rilevante tratto da questi messaggi di fine anno del sindaco e del presidente del Consiglio comunale è il passaggio ufficiale di quest’ultimo nella maggioranza»

FabioPinna

Sassari. Fabio Pinna, consigliere del Pd a Palazzo Ducale, commenta le dichiarazioni di fine anno del sindaco Nanni Campus e del presidente del Consiglio comunale Maurilio Murru. «Vanno lette insieme e non separatamente se si vuole comprendere meglio la qualità della politica al governo della città. Al netto della strumentale drammatizzazione, a tratti patetica, di una situazione sulla quale sputano di giorno, ma apprezzano di notte, come dimostrano le recenti approvazioni dell’Assestamento di Bilancio e della Relazione d’attuazione del programma 2019-2020, l’unico dato politico rilevante tratto da questi messaggi di fine anno è quello del passaggio ufficiale del presidente Murru (quindi di ciò che resta del M5S sassarese) nelle fila della maggioranza di governo (Lega e l’uomo del centrodestra hanno già dato). Maggioranza che presto calerà la maschera per trasformarsi da #civica in una larga coalizione di destra, conservando qualche ignaro esemplare moderato usato per confondere ancora quell’elettorato che mai in un assetto così chiaro, a giugno, li avrebbe votati nello stesso modo. Ma i due rappresentati di governo non fanno certo paura per questo motivo. Fanno paura, invece, per quello che dicono e per quello che diversamente pensano e poi fanno».

Confstampafineanno2019
La conferenza stampa del 30 dicembre scorso

«Il sindaco, non avendo preso i giusti appunti al momento del passaggio di consegne con il predecessore (si vedano le dichiarazioni di ieri dell’ex sindaco), faticando ancora a leggere i fascicoli dei tanti progetti in corso di realizzazione in città, pensa bene di barricarsi dietro il vecchio e stantio linguaggio di inizio secolo, travolto dalla moderna amministrazione fatta di bilanci armonizzati ed equilibri di cassa. “Fastidiosi” vincoli di finanza per governare i quali ci vorrebbe una buona dose di capacità manageriali moderne, qualità che un uomo che vive di ricordi di “giovinezza” stenta a mostrare. Per lui, terminati i fasti delle luci di Natale (pagati con fondi recuperati dalla fiscalità locale rigenerata dalla lotta all’evasione degli ultimi anni e dai cospicui esborsi fatti dai commercianti) verrà presto il tempo nel quale dovrà rivelare quale segno vorrà lasciare ai posteri, dimostrando di uscire dalla retorica della campagna elettorale. Oppure, prima di metà mandato, salire sulla prima scialuppa di salvataggio indossando il più comodo salvagente con stampato sopra “è colpa di quelli che….”».

«Per il presidente Murru, invece, il discorso cambia. Non ha diretti ruoli amministrativi anche se, sempre più spesso, fa la comparsa sorridente durante le conferenze stampa della Giunta, non aspetta quasi più di essere tirato per la giacchetta e sempre più volentieri sostiene le posizioni di chi tiene le chiavi del Palazzo, si gira dall’altra parte senza alcun imbarazzo quando in aula passa l’aumento di poltrone gettonate a favore della maggioranza di governo, ma non si distrae quando deve garantire nomine per ogni dove alla capogruppo pentastellata. Trova la forza però di chiudere l’anno addirittura con un appello per far sì che “il Consiglio Comunale sia all’altezza delle prossime sfide” e dichiararsi pronto a “restituire dignità ed importanza alla figura del consigliere comunale”. Bene, prendiamolo in parola e chiediamogli ora di dimostrare quanta autonomia possiede rispetto a chi gli garantisce l’attuale rendita di posizione (che non sono certo gli elettori) e sia inflessibile nel pretendere il rispetto del volere del Consiglio Comunale almeno per le risoluzioni votate all’unanimità, che siano ordini del giorno o mozioni, partendo da quella simbolo di questi ultimi mesi: il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre, chiedendo al sindaco di smetterla con questa pantomima dell’attesa di una risposta positiva della senatrice a vita. Senza questi tratti fondamentali sarà inutile lucidare ottoni e spolverare tappeti per le sale destinate ai consiglieri comunali, perché per restituire dignità a qualcuno occorre prima di tutto non dare motivi a chicchessia di pensare di non averne una».

«Perciò, al momento, registrando ancora un sostanziale nulla di straordinario e poco di ordinario, siamo convinti che la Befana porterà solo carbone per l’infante amministrazione Campus-Murru», conclude Fabio Pinna.

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