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Dote di San Nicola, Sassari ha festeggiato il proprio patrono

Cinque le neospose che riceveranno un sostegno economico. Tre le parrocchie estratte: Santa Maria di Pisa, Latte Dolce e San Gavino in Bancali. Il video

DoteSanNicola6Sassari. Nel giorno dedicato al patrono di Sassari San Nicola, è stata rinnovata l’assegnazione della “Dote di San Nicola”. Un rito che ancora una volta in una cattedrale gremita si è svolto al termine della solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Gian Franco Saba, alla presenza di parroci e del Capitolo turritano e di un sacerdote della chiesa latina di rito bizantino dell’Ucraina in questi giorni in città. La “Dote di San Nicola” consiste in un sostegno economico riservato alle ragazze che affrontano il matrimonio. Sono state estratte le tre parrocchie cittadine a cui appartengono le giovani spose che avranno in dono la dote: Santa Maria di Pisa, Nostra Signora del Latte Dolce e San Gavino in Bancali. L’estrazione è stata effettuata da due giovanissimi gremianti ed è stata coordinata dal canonico parroco di San Nicola, monsignor Dino Pittalis.

A ciascuna delle tre ragazze andranno 5500 euro, mentre le altre giovani avranno 1150 euro a testa oltre a capi di corredo donati da commercianti. Il fondo complessivo è stato di 18.800 euro (12 mila euro dal Comune, 6 mila dalla Fondazione Righi, la parrocchia di Sant’Orsola con 200 euro, l’associazione Mosa con 300 e privati per 300 euro). Nel 2017 andarono sempre 5500 euro a testa alle tre spose, con un fondo complessivo di 21.430 euro.

Quest’anno sono state cinque in totale le parrocchie che hanno aderito all’iniziativa: San Nicola, Santa Maria di Pisa, Nostra Signora del Latte Dolce, San Gavino di Bancali e Cuore Immacolato.

Nell’omelia monsignor Saba ha ripreso parte dei temi trattati durante la mattinata nell’auditorium San Giovanni Paolo II in occasione della presentazione del Messaggio alla città nella solennità di San Nicola “Oltre l’indifferenza”. «Stasera celebriamo la mistica della relazione di stamattina. La nostra vita è un cammino e quest’anno vogliamo riflettere sul male dell’indifferenza. Non si può dare la pace senza l’umiltà».

 

DoteSanNicola3L’accompagnamento musicale è stato curato dal Coro della Cappella del Duomo, guidato da monsignor Antonio Tamponi. Alla santa messa hanno assistito le massime autorità cittadine e regionali, tra cui il sindaco Nicola Sanna, il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, il commissario della Provincia Guido Sechi, assessori e consiglieri comunali, amministratori di comuni della diocesi, tra cui il sindaco di Porto Torres Sean Wheeler, i vertici del Banco di Sardegna con il direttore generale Giuseppe Cuccurese, oltre ad una rappresentanza dei Gremi cittadini, dei Cavalieri del Santo Sepolcro, insieme alle Dame, e delle confraternite di Pozzo San Nicola.

San Nicola non è solo il patrono di Sassari (oltre che delle città di Bari, Venezia, Merano, Ancona e Amsterdam). È infatti anche uno dei simboli delle festività natalizie. Fu lo scrittore Clement C. Moore nel 1821 a descriverlo come un anziano signore barbuto allegro e cicciottello, vestito di rosso con bordature bianche. Ovvero Babbo Natale, che infatti nei paesi di lingua germanica è chiamato Santa Klaus. San Nicola in realtà col Natale – almeno da un punto di vista religioso e liturgico – non c’entra niente. Vescovo di Mira, nella Lycia (regione nell’attuale Turchia), visse tra il 250 (o 260) e il 343. Subì le persecuzioni anticristiane dell’imperatore Diocleziano ma fu liberato dall’imperatore Costantino. Le sue spoglie arrivarono a Bari nel 1087. Tante le leggende e gli aneddoti legati alla sua vita. Si racconta che Nicola venne a conoscenza della decisione di un padre, che, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie, aveva deciso di mandarle a prostituirsi. Il vescovo allora fornì tre sacchetti di monete d’oro che costituirono così la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.

 

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