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Domenica prossima la Festa di Nostra Signora della Mercede

Sarà celebrata nella chiesa di San Giuseppe dall’omonimo Arcigremio. No al cambio di nome e alle modifiche al vestiario: la Faradda si allontana

Mercede16Sassari. Domenica prossima nella chiesa di San Giuseppe sarà celebrata la festa di Nostra signora della Mercede. Alle 11 prenderà il via il solenne pontificale presieduto dall’arcivescovo monsignor Gian Franco Saba, concelebranti il parroco don Massimiliano Salis e il vice don Alessandro Pilo, con i canti eseguiti dalla Cappella Musicale del Duomo diretta dal maestro Antonio Tamponi. Durante la messa avverrà il tradizionale rito dell’intregu, con il passaggio della bandiera dall’obriere uscente Massimo Pintus al nuovo obriere maggiore Pier Angelo Casu. In serata, al termine dei secondi vespri delle 17,30, partirà sempre dalla chiesa di San Giuseppe, la processione fiaccolata con Nostra Signora della Mercede. Oltre al Corpo Bandistico “Luigi Canepa”, saranno presenti i Carabinieri in alta uniforme, gli agenti della Polizia Penitenziaria e i Vigili del Fuoco. Parteciperanno inoltre il Gremio dei Viandanti, le Arciconfraternite dei Servi di Maria, della Santa Croce e dei Santissimi Misteri, le religiose dei vari ordini e gruppi di fedeli in costume sardo. Già da diversi anni, Papa Francesco concede l’indulgenza plenaria a chi partecipa alla messa del mattino e alla processione del pomeriggio alle solite condizioni: confessione, comunione, preghiera secondo le intenzioni del pontefice.

Mercede18La giornata di domenica prossima vedrà quindi l’Arcigremio della Mercede rinnovare la propria festa maggiore. Un’occasione anche per rendere esplicita la posizione definita nelle ultime settimane, in seguito alla mancata partecipazione alla Faradda del 14 agosto. «L’arcigremio non si sente più in dovere di fare proprie quelle prescrizioni della Commissione Storica per la Faradda del 14 agosto data la mancata partecipazione del Gremio alla Discesa dei Candelieri. Pertanto ribadisce che l’unico nome con il quale l’Associazione si identifica è Arcigremio della Mercede, popolarmente noto dalla sua costituzione ottocentesca come Gremio della Mercede. Ribadisce altresì che non apporterà alcuna modifica al vestiario che tramanda immutato da oltre trent’anni in qu anto elemento identificativo dell’associazione, come peraltro ribadito di recente all’autorità ecclesiastica: per il gremiante la divisa è sacra!», si legge nella nota firmata dall’obriere maggiore Massimo Pintus. Per poter sfilare con un proprio candeliere come Gremio dei Facchini la Commissione Storica (composta da Paolo Cau per il Comune, Giancarlo Zichi per la Curia e Salvatore Spada per l’Intergremio) aveva infatti chiesto che, oltre al cambio di nome, venissero rimossi alcuni elementi della divisa, come, per esempio, la cappa bianca. Per il 2017 la stessa Commissione aveva ritenuto che non ci fossero ancora le condizioni per la partecipazione alla Faradda ed ecco allora che ai primi dello scorso agosto il Consiglio comunale aveva modificato il regolamento della Discesa, che nel testo introdotto nel 2016 prevedeva l’esordio già da quest’anno del cero dei Facchini, il dodicesimo candelieri, ma, appunto, a determinate condizioni. Che l’Arcigremio, deluso per quanto accaduto, a questo punto non accetta più.

La chiusura non è però totale. Uno spiraglio viene comunque lasciato aperto. «L’Arcigremio di Nostra Signora della Mercede non è disposto a barattare la propria identità per partecipare alla Discesa dei Candelieri. Qualora si dovesse un giorno riaprire il caso per la partecipazione del Gremio alla Faradda, tutto dovrà essere effettuato nel pieno rispetto della fisionomia e dell’identità che configura l’associazione. Pertanto si ritiene superfluo e totalmente inutile ogni forma di monitoraggio». Per adesso quindi il discorso è chiuso. In futuro, chissà.

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