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Dinamo, una semifinale regalata a Venezia

I sassaresi finiscono ancora una volta la benzina sul più bello e i lagunari ringraziano. Il punto di Aldo Gallizzi

Il tiro libero di Bilan che a una manciata di secondi dalla sirena non arriva neanche al ferro è l’emblema delle tre partite giocate e perse nello stesso identico modo al Taliercio in questa appassionante ma allo stesso tempo amarissima serie play off. Una squadra, questa Dinamo, che a livello di puro basket ha dato lezioni un po’ a tutti (anche ieri, con Venezia che per tre quarti di gara ha tirato solo da tre) ma che nella sostanza ha pagato un roster troppo corto per poter pensare di arrivare sino in fondo. Ieri i sassaresi a meno di un quarto d’ora dalla fine, avevano ben 19 punti, diciannove, di vantaggio e l’inerzia completamente a loro favore. Purtroppo però è successo ancora, il tre su tre è andato in scena impietosamente con la corrente che è mancata all’improvviso. Alla Reyer è bastato alzare l’intensità difensiva per piazzare due o tre canestri consecutivi che hanno riacceso la miccia e ciaone Dinamo, con il sorpasso all’ultima curva. Si possono poi fare tante considerazioni, sugli avversari si può serenamente affermare che oltre alla innegabili qualità, non difettano certo di fortuna. Ieri alla fine non ci credevano neanche loro di aver vinto. Ma tant’è e al di là delle pacche sulle spalle, dei complimenti a tutti sempre e comunque, nella vittoria e nella sconfitta, nella salute e nella malattia, in casa Dinamo non si può essere contenti per come si è gettata al vento una semifinale che, per quanto visto, sarebbe stata più che meritata e sostanzialmente era già in tasca. Tralasciando gara uno e due, delle quali abbiamo già parlato a sufficienza, aver dilapidato un vantaggio di 19 punti non solo fa rabbia, ma induce a riflessioni. Okay la stanchezza, ma qualcosa in più la si poteva e doveva fare nella gestione della partita. Va bene la fortuna di Venezia, ma è onesto dire che il Banco ci ha messo tanto del suo. Palle perse, l’intestardirsi a darla dentro a Bilan che dopo una partita stratosferica aveva la lingua sotto i piedi e lo si evinceva chiaramente. Il time out chiamato a tre minuti dalla fine, per poi cercare invano di annullarlo accorgendosi in ritardo che era l’ultimo a disposizione, il rimbalzo offensivo concesso a Chappel, la palla banalmente persa da Spissu. Il +4 a 1.20 dalla fine, concedendo poi un 6-0 ai padroni di casa che increduli hanno ringraziato.

Intendiamoci, tirando le somme di una stagione intera, i complimenti al Banco vanno fatti e sono meritatissimi, considerando tutte le vicissitudini che si sono succedute, ma il disappunto per tre gare del Taliercio regalate a una squadra forte che era stata messa sostanzialmente nel sacco, resteranno a lungo negli occhi dei tifosi, insieme al rammarico per ciò che sarebbe potuto essere e invece non è stato. I se e i ma non valgono, lo sappiamo, ma poter giocare la semifinale con l’Olimpia Milano, finalmente di fronte ai propri tifosi, avrebbe rappresentato la degna conclusione di una stagione anomala, nella quale persino tanti giornalisti (compreso chi scrive) e addetti ai lavori, hanno dovuto svolgere il proprio lavoro, guardando le partite attraverso lo schermo di un computer o di una tv.

Aldo Gallizzi

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