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Dinamo, primi due punti e fiducia nella strada intrapresa

Oltre ai “big” note di merito per Gandini e Devecchi, due giocatori veri a disposizione di Pozzecco. L’analisi di Aldo Gallizzi

 

Bicchiere mezzo pieno e primi due punti disponibili in saccoccia. L’exploit della Dinamo Banco di Sardegna alla Vitrifrigo Arena di Pesaro alla prima di campionato, ha un buon sapore. Gli ingredienti a disposizione di coach Pozzecco, con qualche piccolo aggiustamento qua e là, sembrerebbero avere tutte le caratteristiche per far sì che alla fine venga fuori davvero un bel piatto bilanciato e saporito. La nota più lieta è rappresentata dal fatto che i sassaresi siano riusciti a vincere una partita contro una squadra ostica e ben allenata, nonostante le assenze e un approccio al match ai limiti della decenza sotto l’aspetto della concentrazione e dell’intensità. Le otto palle perse nel primo quarto ne sono lo specchio fedelissimo. Nonostante questo, i biancoblu con l’andare dei minuti sono stati capaci di ricompattarsi in entrambe le parti del campo, rendendo la vita difficile all’attacco di casa e trovando ordine e fluidità nella circolazione di palla e nell’alternanza, dentro, fuori, delle scelte offensive. Se l’ex di turno Pusica ha tenuto in piedi la baracca nei primi due quarti con triple e penetrazioni sino al ferro, Burnell e Bendzius sono stati gli uomini che alla lunga hanno fatto pendere la bilancia dalla parte sassarese. Il primo con intensità ed energia, il secondo con il suo glaciale e silenzioso killer instinct. Tra le considerazioni da mettere a bilancio, ci sono quelle riguardanti Devecchi e Gandini. Entrambi a causa delle assenze di Tillman e Gentile hanno avuto minuti importanti da coach Poz ed entrambi hanno dimostrato di non essere nel roster solo per fare numero. Perché questa considerazione? Semplicemente perché lo scorso anno il capitano è stato tenuto ai margini delle rotazioni e ha sostanzialmente fatto solo numero, mentre Magro ovvero il Gandini di oggi si è rivelato più un ex giocatore, non dando mai la sensazione di essere in grado di fornire certe garanzie, a differenza di Gandini che, non sarà un fulmine di guerra ma è ancora un giocatore a tutti gli effetti. È chiaro che con il rientro di Gentile e Tillman gli spazi per i due si restringeranno ed è possibile che in qualche partita vengano lasciati fuori dalla rotazioni, ma con la consapevolezza che su di loro si potrà realmente contare in caso di necessità. Una considerazione va fatta anche su Treier, ieri al suo esordio assoluto nella massima categoria e reduce da un fastidioso infortunio che gli ha fatto saltare sostanzialmente tutta la pre season. Il ragazzo, al netto delle normali ingenuità dovute alla mancanza di esperienza, promette davvero bene e la sensazione è che alla lunga possa rivelarsi un elemento molto prezioso nelle rotazioni di Pozzecco.

Aldo Gallizzi

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