EvidenzaSport

Dinamo, per guarire ci vuole tempo, ma la cura è quella giusta

Nonostante la sconfitta si sono visti dei sensibili miglioramenti ma sembra inevitabile un ritorno sul mercato. Il punto di Aldo Gallizzi

(foto tratta da https://www.dinamobasket.com/it/gallery/lba-g9-dinamo-napoli)

Lo aveva sicuramente immaginato diverso il suo esordio coach Piero Bucchi, ma a parte la sconfitta al fotofinish, gli spunti positivi emersi costituiscono il miglior viatico per ripartire e guardare con fiducia al futuro. Certo è che due punti oltre a smuovere una classifica sempre più deficitaria, avrebbero di fatto dato una spinta morale e psicologica ad un gruppo frustrato dalle negatività, ma la voglia messa in campo dai giocatori è un chiaro indirizzo da seguire per togliersi dai guai. Tanto più che analizzando i numeri della gara persa di uno con Napoli, il misero 6 su 31 da tre, fra l’altro aggiustato solo nell’ultimo quarto, rappresenta un dato negativo difficilmente ripetibile. Sarebbe probabilmente bastata un pizzico di precisione in più dall’arco per portare a casa la vittoria. E’ chiaro che con i se e i ma non si fanno punti, ma le sconfitte, come le vittorie, non sono tutte uguali ed è doveroso tenerne conto. Contro Napoli la Dinamo, pur con i suoi attuali limiti, ha dato indicazioni utili e confortanti, soprattutto sotto l’aspetto dell’atteggiamento. Cavina non rappresentava certamente l’unico male, ma Bucchi ha già dato la sensazione di essere l’uomo giusto, per riportare tranquillità in uno spogliatoio che nell’ultimo periodo era entrato in una pericolosissima spirale di negatività. Un giocatore su tutti, Mekowulu, ieri si è reso protagonista della sua miglior prova in maglia biancoblù e siccome non si diventa nè brocchi e né tantomeno fenomeni in due giorni, è evidente che il lungo nigeriano, fosse uno dei meno sintonizzati con coach Cavina. Ciò sta a significare che prima ancora che tecnici i problemi di questa squadra fossero mentali. Intendiamoci, i limiti nel roster ci sono e sicuramente la società e l’allenatore si siederanno a brevissimo intorno al tavolo per fare le valutazioni del caso e scegliere le strategie da adottare. Si è parlato dell’assenza di un play puro, Clemmons è stato sostituito numericamente da Kruslin, prima dell’avvento di Bucchi si vociferava di un addio proprio a Mekowulu, ma dopo la prova di ieri questo pare decisamente improbabile. E allora ecco che nel gioco di incastri, visto anche il suo rendimento insufficiente, la pedina sacrificabile potrebbe diventare Tyus Battle, giocatore sicuramente dalle grandi potenzialità ma forse ancora troppo acerbo per certi palcoscenici. La domanda è, la Dinamo può permettersi di aspettarlo? Onestamente in questo momento, considerata la situazione di classifica da non sottovalutare, le Final Eight di Coppa Italia ormai difficilmente raggiungibili, la risposta sarebbe no. Resta però da capire la fattibilità eventuale dell’operazione, legata ai costi e da ciò che potrebbe offrire il mercato. Valutazioni che sicuramente la società farà a 360 gradi.

Aldo Gallizzi

Tags

Articoli collegati

Back to top button
Close
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: