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Dinamo, la doppia beffa ceca

I sassaresi tornano a casa con una sconfitta al fotofinish e i portafogli vuoti. Il punto di Aldo Gallizzi

Gianmarco Pozzecco (archivio)

La furia di Pozzecco nella conferenza stampa post partita è l’emblema dello stato d’animo biancoblù, dopo il doppio furto subito in Repubblica Ceca. Sul campo dagli arbitri e negli spogliatoi dall’Arsenio Lupin di turno che in barba a restrizioni e severi (abbiamo visto) controlli anticovid è riuscito ad intrufolarsi nella rest room sassarese ripulendo i portafogli di giocatori e staff. Roba d’altri tempi, ma soprattutto da campi di provincia di posti poco raccomandabili. Un episodio quello accaduto negli spogliatoi che lascia veramente basiti a questi livelli e che si auspica possa essere valutato a fondo dagli organi competenti e per il quale anche il direttivo della Champions possa in qualche maniera prendere provvedimenti. Ma il furto in questione è stato solo l’epilogo di una serata nella quale le circostanze non sono state certamente favorevoli alla Dinamo. La sconfitta in campo è arrivata dopo aver gestito e controllato, non senza difficoltà ma con grande caparbietà e carattere, una partita il cui esito finale sembrava, poteva e doveva essere differente. Sì, perché se il Banco avesse vinto, i due punti sarebbero stati strameritati. Invece, oltre a qualche sbavatura evitabile nelle fasi conclusive quando negli ultimi 100 secondi Spissu e soci si sono fatti imporre uno sciagurato parziale di 10-2 dai padroni di casa, il vero capolavoro lo hanno servito gli arbitri, che con due decisioni più che dubbie nello spazio di una manciata di secondi, ma soprattutto incoerenti l’una con l’altra, hanno di fatto indirizzato la partita, consegnando al Nymburk l’ultimo possesso che poi, grazie alla precisione dell’americano Dalton (una via di mezzo fra Richie Cunningham e Ralph Malph di Happy Days) è valso il tiro della vittoria a fil di sirena. Gli arbitri dicevamo; due le decisioni incriminate, la prima per una rimessa che era stata inizialmente assegnata alla Dinamo ma che poi è stata invertita dopo aver dato uno sguardo all’instant replay (rivedendolo da casa a noi i dubbi sono rimasti). Ma non è tutto, perché nell’azione successiva in un’analoga situazione nella quale l’ultimo tocco di un giocatore di casa sembrava evidentissimo, gli arbitri hanno deciso di non verificare all’instant replay nonostante la richiesta dello staff sassarese, assegnando la palla ancora una volta ai cechi, che poi nello sviluppo dell’azione hanno fatto canestro vincendo la partita.

Perché gli arbitri hanno scelto di non avvalersi della tecnologia nel momento decisivo della partita, dopo che 5 secondi prima lo avevano fatto e sempre (casualmente?) a danno della Dinamo? Nello sport le sconfitte vanno accettate, ma lo sport ha certe regole che ieri sono state calpestate. Tanto più che la posta in palio era molto alta, specialmente dopo la sconfitta casalinga maturata contro Saragozza, che “consigliava” di andare immediatamente a riprendersi i due punti on the road. Sì, perché in un mini girone di sei partite, perdere le prime due significa sostanzialmente dover vincere le altre quattro per avere la certezza di qualificarsi al turno successivo e onestamente l’impresa allo stato attuale sembrerebbe di quelle titaniche.

Aldo Gallizzi

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