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Dinamo, i due punti conquistati sono la miglior cosa

Ancora tanto da lavorare per i sassaresi, nonostante la vittoria contro Pesaro. Il punto di Aldo Gallizzi

Il coach biancoblù Demis Cavina

Non c’è dubbio, i due punti portati a casa con le unghie e con i denti al cospetto di una solida ma non trascendentale Vuelle Pesaro, rappresentano per la Dinamo la nota più positiva all’indomani dell’esordio nella LBA 2021/2022. In linea generale, per il momento la Dinamo non si può definire certamente una squadra fatta e finita, ma un progetto decisamente work in progress.

Scendendo nei particolari infatti, sono ancora tante le criticità emerse, sia a livello di squadra, che di singoli. Ma partiamo dalle cose buone, ovvero, la difesa (seppur solo a tratti) e il carattere, che non è mai mancato. La totale incapacità di uccidere la partita nei momenti di difficoltà dell’avversario, gli up and down costanti, l’insicurezza, gli errori non provocati e le ingenuità, i rimbalzi, sono invece state le principali note stonate. La difesa è il tasto sul quale sta ossessivamente pigiando coach Cavina e non potrebbe essere altrimenti, dal momento che è il marchio di fabbrica dell’allenatore che ha preso il posto di Gianmarco Pozzecco, punto di partenza per lo sviluppo del suo gioco. Onestamente, ieri qualche passo in avanti nell’organizzazione e nell’aggressività si è visto, anche se come ha sottolineato lo stesso coach, si è ancora parecchio lontani dal punto di arrivo. L’attacco invece è stato poco fluido e fantasioso. Molti i tiri da tre, non tutti costruiti con dei movimenti di squadra, ma frutto di iniziative personali (Logan e Gentile su tutti) specie nei momenti di difficoltà. Ciò denota ancora dei meccanismi da mettere a punto, almeno sino a quando il gioco assumerà anche una dimensione interna. Da questo punto di vista, c’è da segnalare la crescita di Mekowulu, ieri nettamente il migliore dei suoi. I progressi di questo giocatore, saranno imprescindibili nella crescita della squadra. Senza dimenticare che Jason Burnell, l’altro uomo di energia dello scacchiere biancoblù, è andato in campo grazie ad un mezzo miracolo dello staff medico (ma ovviamente non poteva essere al meglio) dopo aver avuto dei problemi di salute in settimana. Detto questo, non si può non tener conto dell’assenza di Anthony Clemmons, volato negli States per assistere alla nascita di due gemellini. Un discorso a parte va fatto per Tyus Battle che dopo una prima parte di precampionato che aveva fatto sfregare le mani a tifosi e addetti ai lavori, sta probabilmente pagando lo scotto iniziale del suo primo basket italiano che conta. Il suo sembrerebbe però essere più un condizionamento mentale che altro. A Cavina e al suo staff, il compito di liberarlo mentalmente e metterlo nelle condizioni di esprimere tutto il suo innegabile talento, facendogli tirar fuori quella personalità che per il momento non ha saputo esprimere. Riepilogando, il lavoro per poter esprimere al meglio il tipo di gioco che chiede l’allenatore è ancora molto lungo e complesso e passa imprescindibilmente da una crescita dal punto di vista fisico atletico dei singoli, che va poi applicata alla squadra. Il gioco di Cavina richiede infatti un dispendio di energie molto elevato e solo dopo aver riempito al massimo il serbatoio, ci si potrà rendere conto del grado di efficacia che potrà avere con gli attuali interpreti.

Aldo Gallizzi

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