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Dinamo, ecco i primi segnali positivi

Certi problemi restano, ma la vittoria contro Reggio Emilia è una tappa importante nel percorso di crescita. Il punto di Aldo Gallizzi

Per crescere è necessario seguire un percorso, prendendo schiaffi, ma anche vincendo partite come quella di ieri. Se dopo le sconfitte contro Brindisi e Ludwigsburg, le nubi che aleggiavano erano piuttosto grigie e cariche di pioggia, dopo la partita di ieri potrebbe essere scattato il classico click, si potrebbe essere accesa la lampadina che serve ad illuminare quel famoso percorso appunto. È stata una battaglia, la si poteva anche perdere, ma indipendentemente da come la si è vinta, avrebbe comunque fornito qualche spunto positivo. Certo è che, però dal punto di vista del morale e della convinzione sul lavoro intrapreso, averla vinta fa la differenza, eccome se la fa.

Partiamo però dalle note negative, ovvero il primo quarto. Anche coach Cavina lo ha confermato, il primo quarto dei biancoblù è ancora un problema. Sotto di 15 punti dopo un terzo di gara, Gentile e compagni hanno dovuto spendere energie nervose e fisiche per rimettersi in carreggiata, vincendo poi all’ overtime. In generale, nei primi due quarti si è vista una squadra preoccupata, spaesata e troppo poco energica e tutto ciò è stato evidenziato, dal tipo di atteggiamento e organizzazione degli avversari, che da questo punto di vista, grazie al volpone Caja e alla disponibilità dei suoi giocatori, è stato quasi imbarazzante.

L’intervallo: cosa sia successo negli spogliatoi a metà gara non è dato sapere, ma lo si può intuire. Fatto sta che la scossa è arrivata e anche forte e porta un nome su tutti, quello di Kaspar Treier. Il giovanotto, spesso sacrificato per esigenze di squadra in un ruolo non propriamente suo, ieri è stato utilizzato da ala forte e non da centro, ha dato la sveglia ai compagni sia in difesa che in attacco. L’estone ha acceso la miccia e da li in avanti, sono entrati in partita i vari Logan, Battle, Clemmons e soprattutto Bendzius, disastroso nei primi due quarti e clamorosamente efficace nella seconda metà di gara. Al di là dei singoli però, il Banco ha dato segnali di squadra; con il giusto atteggiamento agonistico l’orologio inizia a girare, si recuperano palloni, si riesce a fare qualche giocata in campo aperto. Con una migliore circolazione di palla, gente come Clemmons, Battle e Logan, ma anche lo stesso Gentile, possono trovare gli spazi per andare al ferro in uno contro uno, cosa che altrimenti, contro difese schierate e organizzate come quella di Reggio Emilia, diventano improbabili, finendo poi col costringere a tirare (forzando e spesso sbagliando) solo da tre. Tiri da tre che, va da sé, diventano più efficaci, quanto più ampio è il ventaglio delle soluzioni offensive, perché ciò rende meno prevedibili e di conseguenza meno controllabili dalle difese.

Insomma, uno step c’è stato e ora si attende il successivo, ovvero non concedere il primo quarto agli avversari, evitando una partenza ad handicap che innegabilmente va a condizionare e a incidere sullo svolgimento e sull’esito finale delle partite. Certo è che il calendario non aiuta, perché ora mette i sassaresi di fronte ad una doppia tostissima trasferta, mercoledì a Tenerife per il secondo turno della BCL e domenica sul campo di Treviso, che nonostante la sconfitta contro Napoli, ha mostrato di essere una delle squadre più in forma del momento.

Aldo Gallizzi

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