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Dinamo, devi darti una svegliata

Umiliata all’esordio in BCL, la squadra sassarese deve cambiare atteggiamento. Il punto di Aldo Gallizzi

Impresentabile e inadeguata. Potrebbe sembrare un giudizio estremamente severo, ma quella vista ieri in Germania nell’esordio in BCL, è stata una Dinamo per larghi tratti imbarazzante, in totale balia degli avversari, che già a metà del secondo quarto ridevano e sghignazzavano rilassati e divertiti in panchina. Una fotografia che ha descritto in modo chiaro e umiliante la facilità con la quale i tedeschi stavano asfaltando Bendzius e compagni. È vero che quello del Ludwigsburg è un progetto tecnico consolidato e rodato e ieri è emerso in tutto e per tutto con organizzazione di gioco e una compattezza da top team ed è doveroso tener conto, ma dalla Dinamo era lecito aspettarsi, se non meccanismi oliati e perfetti, quanto meno la rabbia e l’intensità agonistica da cui non si può prescindere, né in ambito nazionale e tanto meno in Europa dove il livello sale e dove se si vuole competere è necessario adeguarsi, se non si vogliono fare magre figure come quella di poche ore fa. Non c’è stata partita, se non per tre minuti, dopo di che il pressing asfissiante a tutto campo (che i gialloneri di Germania hanno attuato per trenta minuti) ha trovato inerme e impreparato il Banco, costretto a sprecare una buona dose di energie fisiche e mentali già solo per riuscire a superare la metà campo in tempo utile. Per non parlare delle enormi difficoltà a costruire un azione d’attacco fluida da chiudere con un tiro pulito. Non è praticamente mai successo e questo per merito degli avversari, ma anche per demerito dei sassaresi che non sono mai riusciti, neanche dopo i time out a mettere dei granelli di sabbia negli ingranaggi della schiacciasassi teutonica. Tutti gli attacchi sono stati giocati a difesa schierata, assaliti da mastini assatanati che hanno pressato come se non ci fosse un domani, chiudendo tutte le linee di passaggio, raddoppiando e scalando le marcature, senza mai lasciare un avversario libero. La conseguenza per la Dinamo sono stati tanti palloni persi, canestri in contropiede subiti e appunto attacchi giocati tutti con grandissime difficoltà contro una difesa schierata. Senza addentrarsi troppo in questioni tecnico tattiche che probabilmente allo stato attuale contano il giusto, ciò che deve cambiare prima di tutto è la marcia. Staff tecnico e giocatori devono trovare quella sintonia che al momento non sembra essere totale, magari non per volontà, ma semplicemente per caratteristiche. Ecco, serve capire cosa non va e se e come si può provare a risolvere. In questo momento il motore della Dinamo è affogato. Prima che si spenga, urge dare una bella scalata, far salire il numero di giri, guardarsi negli occhi e scrollarsi di dosso il torpore e le facce dimesse, provando a prendere velocità, onde evitare che la situazione si ingarbugli ulteriormente. Come già sottolineato, il tempo c’è tutto, ma è necessario capire se continuando a sbattere nello stesso punto, si possa rompere prima il muro o la testa.

Aldo Gallizzi

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