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Dinamo, avanti con fiducia in attesa di avere la squadra al completo

Nessun dramma dopo la sconfitta con Bologna, maturata per le scarse rotazioni dovute agli infortuni. L’analisi di Aldo Gallizzi

La Dinamo non è una squadra corta, semplicemente lo era ieri. Un concetto basilare ma che va doverosamente puntualizzato, prima di analizzare il resto. Quindi calma e gesso, perchè si sa, all’indomani di una sconfitta, il giudizio istintivo di qualche tifoso tende a essere negativo. L’onestà intellettuale impone però un analisi che non può essere inquinata dal cattivo umore per il primo capitombolo stagionale di un certo peso, l’analisi va fatta tenendo conto di tutti gli elementi. E allora si può partire dal fatto che la Dinamo è arrivata al match con la Virtus (non la V di Roma, ma la V di Bologna) stanca e decimata. Un aspetto dal quale non si può prescindere e che già sarebbe sufficiente per voltare pagina e guardare avanti, lasciando da parte inutili allarmismi. Con Gentile e Treier fuori dalle rotazioni perchè infortunati e Tillman limitato da una botta subita appena entrato sul parquet, perdere contro la principale antagonista dell’Olimpia Milano nella corsa ai trofei stagionali, non è certamente uno scandalo. Lo è ancor di meno se si considera che i sassaresi hanno condotto per tre quarti di gara, cedendo solo nell’ultimo mini tempo perché ormai senza benzina, contro una formazione che oltre ad essere strutturata per vincere, ha potuto godere di rotazioni più profonde. Al di là di tutto il resto, la vera differenza nell’economia del risultato è stata solo questa. Poco importa se un cecchino come Pusica, ieri aveva le polveri bagnate, il ragazzo ha già dimostrato che il canestro lo vede eccome. Che dire poi di Bilan, che continua a dare lezioni di movimenti in post basso a chiunque gli si pari davanti. L’energia di Burnell, la spavalderia di uno Spissu sempre più leader anche al cospetto di due tipetti come Markovic e un certo Teodosic. La freddezza di Bendzius e dulcis in fundo lo straordinario capitano Jack Devecchi che in tanti davano per bollito e ormai destinato a portare le borracce ai compagni e che invece ha dimostrato per l’ennesima volta di che pasta è fatto, facendosi trovare pronto nel momento del bisogno. Respect.

Se proprio c’è da trovare uno scricchiolio, sotto la lente di ingrandimento rischia di finire Kruslin. Che non fosse un giocatore dal grande fatturato offensivo lo si sapeva e nessuno si aspetta da lui 20 punti a partita. Semmai qualche dubbio dopo le prime uscite ufficiali è venuto sulle sue capacità difensive. Il croato non sembrerebbe avere “gambe” per contrastare i pari ruolo avversari, quasi sempre americani atletici ed esplosivi e questo potrebbe diventare un problema. Di sicuro siamo solo all’inizio e la chimica di squadra, soprattutto in difesa va ancora trovata e affinata, lo spirito però è quello giusto, ci si aiuta e si lotta l’uno per l’altro, aspetto questo fondamentale per riuscire a sopperire ad eventuali carenze dei singoli.

Aldo Gallizzi

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