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Dinamo, a Cremona un brutto passo indietro sotto tutti gli aspetti

Male la squadra nell’insieme, impalpabile il pacchetto dei lunghi. Il punto di Aldo Gallizzi

Il coach della Dinamo Piero Bucchi

Diciamoci la verità, avevamo tutti pensato che il peggio fosse alle spalle e che a simili prestazioni, almeno per quest’anno, non avremmo più assistito. Ebbene, la sconcertante sconfitta subita al PalaRadi di Cremona, al cospetto di una squadra onestamente modesta e in grosse difficoltà di classifica, ha riportato ad una realtà che colloca la Dinamo li dove si merita di stare. Nelle zone basse e fuori definitivamente dalle Final Eight di Coppa Italia. I venti giorni di stop causa Covid 19 sono attenuanti di cui tener conto, ma lo stesso valeva per gli avversari. Nessuno si aspettava champagne appena stappato, ma da qui ad avere tra le mani una bottiglia completamente sgasata ce ne passa. E dire che la prima parte di gara, seppur farraginosa e rugginosa da ambo le parti, non era stata neppure così male con il Banco che, dopo le schermaglie iniziali era riuscito a prendere per mano le redini del match allungando sino al +11 e sbagliando il canestro del +13 sul sul possibile 34-21. Erano le battute centrali del secondo quarto. Da li in avanti il crollo psicologico e fisico di una squadra confusa, senza energia, spaesata e diciamocela tutta, parecchio irritante. Irritante nell’insieme ma sicuramente in gran parte dei singoli. Al di là di Devecchi e Gentile, anima e cuore, fra gli altri i non pervenuti abbondano, ad iniziare dal pacchetto dei lunghi: Mekowulu, Burnell e Diop. Del primo si è detto e ridetto, ha avuto tante occasioni, sembrava che la cura Bucchi lo avesse rivitalizzato e coinvolto maggiormente ma il segnale che è arrivato ieri fa trarre conclusioni ben diverse e il problema ora è serio. Se la società ha le risorse per farlo, bisogna cambiare. Che dire poi di Burnell? Non il fratello, bensì il cugino e neanche di primo grado del giocatore dominante ammirato lo scorso anno. Cosa è successo? Altra delusione Diop, da cui onestamente ci si aspettava ben altro. Non è un caso se ieri Bucchi, nel ruolo di centro si è dovuto affidare per tanti minuti ad un pur positivo e volenteroso Treier. Un pochino meglio è andato Bendzius, ma anche per lui parliamo di una copia sbiadita del giocatore letale visto con Pozzecco e per questa ragione rifirmato. Impalpabile invece Kruslin, troppo altalenante nelle prestazioni, così come questa volta nè Logan e né Robinson sono riusciti a cambiare l’inerzia negativa. Di sicuro il disappunto di coach Bucchi è emerso nelle dichiarazioni post partita e c’è da giurare che alla ripresa degli allenamenti non saranno rose e fiori. Fortuna vuole che i giocatori abbiano l’immediata possibilità di riscatto, dimostrando che quello con Cremona è stato solo un incidente di percorso nel processo di crescita messo in atto da quando è arrivato Bucchi. Mercoledì alle 20.30 a Bologna infatti, in calendario c’è il recupero del match contro la Fortitudo. Si attendono risposte dal campo.

Aldo Gallizzi

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