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Da Amnesty International solidarietà alla giovane vittima di bullismo in un paese in provincia di Sassari

«Riteniamo che il fenomeno possa essere limitato attraverso l’educazione e la prevenzione nelle scuole, anche tramite il coinvolgimento delle famiglie»

Amnesty International Sassari esprime solidarietà alla giovane studentessa di 15 anni vittima di ripetuti episodi di bullismo avvenuti in un paese della provincia di Sassari e prova rammarico e sconcerto per quanto accaduto.

Purtroppo, anche nel recente passato Sassari e la sua provincia sono state teatro di episodi di questo genere che hanno destato in alcuni casi particolare attenzione: si pensi alle aggressioni di due minorenni ad opera di un gruppo di ragazzi, avvenute nel giugno del 2020 e nel marzo del 2016, o all’aggressione di una tredicenne davanti a una scuola media nel novembre del 2010.

Una persona che è stata vittima di bullismo durante l’infanzia o l’adolescenza, può sviluppare da adulta gravi problemi come rifiuto scolastico, riduzione dell’autostima, attacchi d’ansia, depressione, disturbi del sonno, isolamento, paura di uscire di casa e somatizzazioni dovute alla condizione di stress. Il bullismo è una violazione dei diritti umani poiché lede la dignità di chi lo subisce ed è contrario a principi fondamentali come l’inclusione, la partecipazione e la non discriminazione.

Amnesty International ritiene che il fenomeno possa essere limitato attraverso l’educazione e la prevenzione nelle scuole, anche tramite il coinvolgimento delle famiglie, per esempio con la formazione specifica e la creazione di laboratori durante i quali studenti e studentesse realizzino proposte di prevenzione e di contrasto al fine di rendere il proprio ambiente scolastico più sicuro e ospitale. I ragazzi e le ragazze impegnate nelle attività potrebbero analizzare i concetti di stereotipo, di pregiudizio e di discriminazione, mettendo in relazione quest’ultimo con il fenomeno del bullismo all’interno dei contesti scolastici. In seguito, i ragazzi e le ragazze coinvolti nelle attività potrebbero realizzare delle mappe della propria scuola per evidenziare i luoghi dove ritengono che avvengano con maggior frequenza episodi di bullismo e di discriminazione, e in seguito a ciò realizzare proposte per rendere i luoghi maggiormente sicuri.

https://www.amnesty.it/…/progetti-educativi/stop-bulliyng/

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