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Cordedda (Pd): «Dl sicurezza, il governo scarica sui sindaci i compiti dello Stato»

«È difficile applicarlo». Il segretario provinciale del Partito Democratico: «Nessuna risposta da Salvini invece sugli attentati agli amministratori sardi»

GPCordedda
Gianpiero Cordedda

Sassari. «Il decreto sicurezza è una schifezza per dirla alla Salvini, andrebbe ribattezzato decreto insicurezza. Per dirla più educatamente non è degno di un Paese civile: riesce in un colpo solo a non garantire diritti riconosciuti dalla nostra Costituzione e a creare maggiore insicurezza. Per questo motivo comprendo la posizione dei sindaci che sollevano perplessità e annunciano di non poter applicare il decreto. Capiamo perfettamente la loro difficoltà e sosteniamo la scelta di sollevare la questione di costituzionalità». Così il segretario provinciale del Partito Democratico Gianpiero Cordedda che in un comunicato si schiera apertamente contro il decreto sicurezza di Salvini

«Ho fatto il sindaco nel mio comune e conosco perfettamente i doveri ma anche le difficoltà che i primi cittadini devono quotidianamente affrontare – afferma Cordedda –. Il Governo ha scelto di scaricare sui sindaci compiti che sono dello Stato, proprio a partire dalla sicurezza. E proprio mentre crescono le aggressioni e gli attentati contro i sindaci e gli amministratori locali, il ministro dell’Interno non risponde ne interviene su questa emergenza e carica di altri compiti di sicura conflittualità i primi cittadini».

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