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Concorso Fiorenzo Serra, dal 12 al 15 dicembre la fase finale

La selezione ha carattere internazionale ed è rivolta a film e documentari etnografici. Previste anche masterclass. Insieme il Laboratorio di Antropologia Visuale della Società Umanitaria e l’Università di Sassari

SpagnaSassari. Arriva alla fase finale il secondo Concorso Internazionale “Fiorenzo Serra” per film e documentari etnografici, bandito nello scorso giugno dal Laboratorio di Antropologia Visuale “Fiorenzo Serra” della Società Umanitaria – Cineteca Sarda, con la collaborazione del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari. Questa edizione è dedicata a produzioni filmiche e documentaristiche su artigianato tradizionale e artistico. Nel 2015, quando si tenne la prima edizione, il tema dei documentari era invece quello della Settimana Santa.

Il concorso è intitolato a Fiorenzo Serra “sardo illustre”, sassarese, maestro indiscusso del cinema della realtà, pioniere dell’antropologia visuale nell’Isola, narratore critico e lirico di una società in bilico tra modernità e tradizione, cineasta prolifico e instancabile.

I lavori pervenuti alla segreteria del concorso sono stati 60, da Asia, America, Africa e ovviamente Europa. Il gruppo più consistente è quello dei film italiani, 30, alcuni scritti e prodotti a quattro mani e ambientati sia nella Penisola che in nazioni estere: Portogallo, Norvegia, Iran e addirittura nella lontana Cina; 13 invece sono quelli realizzati da filmmaker sardi e ambientati in Sardegna.

«I film hanno un taglio documentaristico tradizionale ma alcuni hanno caratteristiche quasi di fiction. Raccontano ciò che accade in diverse realtà del mondo», spiegano Alessandro Doneddu, Simone Ligas e Joseph Pintus, del Laboratorio di Antropologia Visuale “Fiorenzo Serra” della Società Umanitaria – Cineteca Sarda. Tra gli obiettivi del Laboratorio c’è quello di sviluppare progetti con altre istituzioni, come l’Università di Sassari e l’Accademia di Belle Arti, per fare conoscere i filmati, creando anche una banca dati. I documentari sono tutti già in formato digitale.

PresentazioneI documentari selezionati per la fase finale sono invece in tutto 16: 8 ambientati in Italia, gli altri (uno per paese) in Norvegia, Croazia, Algeria, Romania, Cina, Macedonia, Spagna e Messico. Gli autori sono originari di Italia (10), Messico (2), Croazia, Algeria, Romania, Macedonia.

La giuria è composta da Marco Milanese, Direttore del DISSUF, Alessia Glielmi, antropologa dell’Università di Torino, Giacomo Serreli, giornalista e scrittore, Simone Ligas antropologo della Società Umanitaria-Laboratorio Fiorenzo Serra, e il regista Pietro Mereu.

Il 15 dicembre nell’Aula A (Umanistica) del Dipartimento di Storia e Scienze dell’Uomo in via Zanfarino si terrà la giornata conclusiva, coordinata dal rettore emerito professor Attilio Mastino. Verranno premiati i vincitori. Ai primi tre classificati andranno premi in denaro e la targa: 3mila al primo, 2mila al piazzamento d’onore e mille al terzo. Quest’anno è prevista anche una sezione speciale dedicata ad Antonio Simon Mossa, grande amico e sodale di Fiorenzo Serra, per i documentari partecipanti fuori concorso.

Dal 12 al 14 dicembre sono invece previste tre masterclass, momenti formativi a iscrizione libera. Mercoledì 12 dalle 10 alle 13 “Le bugie della Guerra, istruzioni per l’uso”, con Alberto Calvi, giornalista Rai. Giovedì 13 dicembre, sempre dalle 10 alle 13, “Filmare musiche etniche: Sardegna, Alpi e Caucaso”, con Renato Morelli, etnomusicologo e regista. Venerdì 14 dicembre “Le declinazioni del documentario contemporaneo”, con Pietro Mereu, regista. Il 13 e il 14 inoltre, a partire dalle 16, sarà proiettata una selezione dei documentari finalisti.

 

 

Breve nota sul Laboratorio di Antropologia Visuale Fiorenzo Serra

Il Laboratorio di Antropologia Visuale dell’Università degli Studi di Sassari, attivo nel campo della ricerca e della documentazione etnografica sin dal 1981 per volontà del Prof. Mario Atzori, dal 21 gennaio 2014, a seguito della convenzione siglata tra il Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione, allora diretto dalla prof.ssa Maria Margherita Satta, ordinario di Antropologia Culturale dell’Università di Sassari, e la Società Umanitaria di Milano, con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, è stato intitolato al famoso antropologo visuale Fiorenzo Serra. Da tale data ha preso il nome di LABORATORIO DI ANTROPOLOGIA VISUALE FIORENZO SERRA.

Tale istituzione nasce dall’interesse del Dipartimento e della Società Umanitaria verso lo studio dell’Antropologia visiva, che negli ultimi decenni è assurta a disciplina universitaria. Il Laboratorio, che ha sede nei locali del Dipartimento di Storia Scienze dell’Uomo e della Formazione a Sassari, oggi diretto dal professor Marco Milanese, ordinario di Archeologia dell’Università di Sassari, ha raccolto, negli anni, centinaia di testimonianze sulla cultura materiale e immateriale della Sardegna, del mondo Mediterraneo e dell’Africa. Comprende una collezione di 250 documenti inediti e oltre 4mila foto e diapositive, di cui 3mila relative alla Sardegna e mille all’area mediterranea e africana. A questo materiale si è aggiunto il “fondo Campanelli”, donato dal prof. Riccardo Campanelli, storico collaboratore di Fiorenzo Serra, che conta 10mila diapositive a colori e 6mila in bianco e nero. Anche il “fondo Vodret”, donato dal professor Antonio Vodret, arricchisce la collezione di ulteriori 4mila elementi tra foto, diapositive e documentari. Di grande rilevanza è l’acquisizione del carteggio inedito di Antonio Simon Mossa, donato al Laboratorio dalla famiglia del noto architetto e politologo sassarese: tale documentazione comprende tutti i lavori di Simon Mossa in ambito cinematografico, sino al carteggio originale della sua collaborazione col regista Augusto Genina per il film BENGASI. Il Laboratorio di Antropologia visuale “Fiorenzo Serra” è stato riconosciuto come primo ente catalogatore dell’Università degli Studi di Sassari dall’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) per i beni demoetnoantropologici immateriali presenti all’interno di fotografie, video e audio nella maggior parte dei formati tuttora esistenti, presenti all’interno del Laboratorio.

Operatori Culturali del Laboratorio: Alessandro Doneddu, Simone Ligas, Joseph Pintus.

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