Candelieri 2019Evidenza

“Con Straordinario Trasporto”, i Candelieri a Milano

Dal 17 dicembre una mostra dedicata alle Grandi Macchine a Spalla Italiane. Per le prima volta insieme

Milano. Per la prima volta in mostra e per la prima volta insieme, i Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, i Ceri “mezzani” di Gubbio e i Candelieri del Gremio dei Sarti, dei Massai e dei Fabbri in rappresentanza di tutta Sassari.

La “Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane”, Patrimonio dell’Umanità e simbolo della tradizione mediterranea, sarà al centro di una imponente installazione, “Con Straordinario Trasporto”, prodotta dallo Studio Museo Francesco Messina Comune di Milano, in collaborazione con la Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane Patrimonio Unesco e l’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologiche inaugurerà il 17 dicembre prossimo, alle ore 18, allo Studio Museo Francesco Messina di Milano. Costruzioni monumentali, manufatti antichi, o frutto della creatività contemporanea, passeranno dunque dal clamore delle rispettive piazze in festa all’atmosfera sospesa di questa peculiare sala museale nella chiesa sconsacrata di San Sisto.

“Con straordinario Trasporto” è un’installazione visionaria. “Insieme di può” fare tutto, vuole ricordarci questa mostra: trasportare una montagna, una torre alta quattro piani con orchestra a bordo, far volare una bambina, ballare per ore caricando “candelieri” votivi, trasportare una “macchina lucente” alta quasi trenta metri che pesa oltre cinquemila chili. Lo dimostrano le Grandi Macchine a Spalla decretate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, “come fonte di ispirazione e modello da seguire” che per la prima volta insieme, saranno in mostra al centro di Milano in una installazione imponente mai tentata prima d’ora, metafora anch’essa dell’impresa impossibile. I Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, i Candelieri di Sassari, e i Ceri di Gubbio, della gloriosa “Corsa” eugubina, ricongiunta alle altre quattro feste in attesa dell’estensione della candidatura Unesco, sono costruzioni monumentali, manufatti antichi, o frutto della creatività contemporanea, e passeranno dunque dal clamore delle rispettive piazze in festa, all’atmosfera sospesa di questa peculiare sala museale nel centro di Milano. Si tratta infatti del Museo, nella chiesa sconsacrata di San Sisto, che fu atelier di uno dei più rappresentativi maestri della scultura figurativa del Novecento, Francesco Messina. Uno spazio dell’arte “accademica” dove entreranno a pieno titolo queste opere storiche, forgiate da artigiani, architetti e scultori. Torri come il Giglio di Nola che svetterà dal piano inferiore fino alla cupola, “Spirale di Luce” che riproduce una storica Macchina di Santa Rosa, la struttura “svestita” della gigantesca Varia di Palmi sulla cui cima il giorno della festa “vola” una bambina, i Candelieri di Sassari con i loro nastri colorati e, infine i “Ceri mediani” di Gubbio. Alle strutture “a riposo”, private delle centinaia di corpi che le sostengono e le animano durante il faticoso percorso, rispondono le “macchine vive”, catturate nei loro movimenti vertiginosi dall’obbiettivo del regista-compositore Francesco De Melis per il film “Un patrimonio sulle spalle” prodotto dalla Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane, già presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, e nei nuovi lavori cinematografici voluti dall’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia. Visioni dell’impresa, che verranno proiettate sulla volta e sotto gli archi, come l’epico affresco digitale di questo straordinario trasporto.

Saranno presenti all’inaugurazione il sindaco di Milano Sala, insieme ai sindaci di Viterbo, Palmi, Nola e Gubbio, insieme al presidente della Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane Raimondo Rizzu. Per Sassari saranno presenti il presidente del Consiglio comunale Maurilio Murru e il presidente dell’Intergremio città di Sassari Fabio Madau. Inoltre la ditta dei Fratelli Rau, per l’inaugurazione offrirà gratuitamente ai presenti i dolci ed i liquori della tradizione Sarda.

La mostra è a cura di Patrizia Nardi, responsabile tecnico Scientifico Progetti Unesco per la Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane, di Maria Fratelli, dirigente Case Museo e Progetti Speciali del Comune di Milano, e Patrizia Giancotti, antropologa.

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