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Completati gli alloggi dell’Ersu nell’Ex Fondazione Brigata Sassari

La storica struttura è stata oggetto di un importante restauro conservativo costato oltre nove milioni di euro. Dal prossimo anno anno accademico accoglierà 75 studenti. Il video

Sassari. Bisognerà attendere il prossimo anno accademico per vedere gli studenti accolti negli spazi dell’Ex Fondazione Brigata Sassari. Venerdì mattina intanto è stata messa la parola fine ai lavori di recupero e restauro della storica struttura di via Carlo Felice (l’ingresso sarà però da viale Adua) curati dall’Ersu. Un risultato atteso non solo dall’Ente di viale Coppino ma dall’intera cittadinanza. Saranno ospitati 75 tra studenti e visiting professor, in 37 stanze doppie e una singola, soppalcate e dotate di angolo cottura e bagno privato. «Questo – ha commentato il presidente dell’Ersu Massimo Sechi – è il frutto di un lavoro sinergico di una squadra di lavoro che è riuscita a compiere un pregevole risultato nonostante le lungaggini che caratterizzano la realizzazione delle opere pubbliche. Questo risultato lo si deve all’impegno di ben due amministrazioni dell’Ente, e a ciascuna va riconosciuta la sua parte di merito per dedizione e caparbietà. Il mio personale plauso va al gruppo di lavoro che mi onoro di aver potuto presiedere che è riuscito a portare a compimento gli impegni nei tempi concordati, nonostante non siano mancati momenti di stop di carattere tecnico amministrativo che ne hanno inesorabilmente rallentato il percorso. Questo studentato, insieme ai nuovi dodici posti letto che a breve verranno resi disponibili nella mini residenza in via Canopolo, contribuiranno a soddisfare pienamente ad alti standard quella che è la domanda di posti letto per gli aventi diritto a Sassari».

«Ancora una volta – ha dichiarato il sindaco Nanni Campus – mi ritrovo a parlare di qualcosa che affonda le sue radici vent’anni fa, così come il Cinema Astra, il mattatoio di Truncu Reale, il Centro intermodale e tante altre opere. Sono comunque lieto che si sia arrivati al completamento e alla inaugurazione. Ma soprattutto sono fiero che si sia conservato il ricordo della Fondazione Brigata Sassari, nata all’ora dal contributo dei cittadini di tutta la Sardegna per dare l’occasione di studiare ai figli degli orfani della Grande Guerra. Il fatto che oggi ci andranno studenti della nostra Università è un modo per ricordare sia quei morti sia quel senso di solidarietà e comunità del popolo sardo».

È intervenuto anche il direttore gernale dell’Ersu, Libero Meloni: «Per me è un bel momento, tocco con mano il risultato di un grande lavoro che l’Ersu e il Comune hanno portato avanti con impegno; un lavoro di pregio che con l’alta sorveglianza della Soprintendenza ha portato a un pregevole risultato a beneficio della comunità studentesca. Si tratta di una struttura riattata con stilemi distributivi attuali nel rispetto della veste storica. Il risultato è un complesso alloggiativo di elevata qualità per comfort e distribuzione degli spazi sia interni che esterni. Il tutto a seguito del grande impegno delle figure coinvolte, non ultimo il personale dell’Ente a cui va il mio ringraziamento».

Dopo il taglio del nastro l’arcivescovo Gian Franco Saba ha benedetto i locali, che sono poi stati visitati dalle autorità presenti e dalla stampa. Il rettore Mariotti era rappresentato dal prorettore vicario Andrea Piana. All’ingresso il presidente Massimo Sechi e il colonnello Luigi Viel, vicecomandante della Brigata Sassari, hanno scoperto una lapide. All’architetto Sandro Roggio è stato affidato il compito di richiamare la storia della struttura.

L’iter dei lavori. Dopo la chiusura delle attività della Fondazione, seguita da anni di incuria e abbandono, durante i quali il sito è stato interessato da ogni genere di atto vandalico, l’Amministrazione Comunale ha espresso la volontà di alienare il bene a favore dell’Ersu di Sassari, con il parere favorevole della Soprintendenza di Sassari. Nella Conferenza di Servizi del 21 febbraio 2000 l’Ersu aveva contestualmente espresso la volontà di recuperare e restaurare l’edificio destinandolo a residenza collettiva per studenti.

Il 6 ottobre del 2009 viene affidato, tramite procedura aperta, l’incarico per la progettazione e la direzione dei lavori all’atp Baldo Progetto Engineering srl: il progetto esecutivo, dell’importo complessivo di 7 milioni e 668.437 euro, prevede la realizzazione di 75 posti letto, con alloggi soppalcati, oltre ad ampi spazi verdi, ambienti comuni sia per attività culturali che ricreative dedicate agli studenti.

L’ingresso da viale Adua

Per l’acquisto dell’area (per un importo pari a un milione e 842.718,26 euro) e la realizzazione dell’intervento edilizio, l’ente si avvale di un primo stanziamento regionale (Deliberazione della Giunta Regionale n.58/35 del 6 dicembre 1995, resa esecutiva con D.A.LL.PP. N.532/2 del 12 dicembre 1995) pari a quattro milioni e 115.645,03 euro, confermato nel 2006 con D.A.LL.PP. n. 23. Per coprire gli altri costi, il cda dell’Ersu, con deliberazione n. 9 del 5 marzo 2008, ha disposto di avvalersi di un ulteriore finanziamento, pari a 3 milioni di euro, a valere sui fondi FSC 2007/2013: a tali risorse si aggiunge, inoltre, un finanziamento del Miur pari a un milione e 976.022,42 euro tramite la Cassa Depositi e Prestiti.

Per la realizzazione della nuova Casa dello Studente, l’Ersu di Sassari dispone complessivamente di 9 milioni e 91.667,45 euro.

Il progetto esecutivo è stato approvato dall’Unità Tecnica Regionale per i Lavori Pubblici della Regione Sardegna (U.T.R.) l’11 settembre 2014.

In seguito all’espletamento della gara, tramite procedura aperta, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, i lavori di recupero sono stati affidati all’impresa “Dott. Mario Ticca srl” di e alla “Buccellato srl” di Sestu (CA).

Il cantiere è stato aperto il 28 settembre 2015 ed il termine di ultimazione è stato in prima battuta previsto per il 24 febbraio 2018.

Con un atto modificativo integrativo del 6 luglio 2017 sono stati perfezionati gli accordi tra l’Ersu e il Comune di Sassari, a seguito delle deliberazioni del Consiglio Comunale nella seduta del 28/3/2017 (DCC n. 17/2017), che prevedono da un lato il ripristino dell’accesso principale al complesso “Ex Brigata Sassari” da viale Adua e dall’altro l’inversione della localizzazione di alcune funzioni preesistenti all’intervento – come il campo di calcetto, gli spogliatoi e altri servizi accessori – o previste dal progetto di appaltato (parcheggi), situati sia su area di proprietà dell’Ersu che su area comunale e a servizio di entrambi gli Enti.

Lo scoprimento della lapide

Allo scambio di aree ha fatto seguito la riqualificazione dello spazio esterno verso viale Adua, sistemato a giardino con possibilità di fruizione da parte della comunità del quartiere, nonché l’impegno assunto da parte dell’Ersu di completare l’area sportiva adiacente, realizzando un campo di calcetto, spogliatoi, uffici, servizi e clubhouse a servizio anche dell’impianto sportivo comunale di viale Adua, recentemente rinnovato dal Comune, oltre alla sistemazione dell’area esterna a parcheggio e verde, così completando la riqualificazione dell’intero contesto.

I lavori del blocco principale hanno subito uno stop nel corso del 2018: il progettista e direttore dei lavori è stato sollevato dall’incarico nel mese di luglio per la sopravvenuta perdita dei requisiti professionali previsti dalla legge per svolgere l’incarico. Gli uffici dell’Ente, procedendo a verifiche nella fase preliminare di affidamento dei lavori complementari per l’ultimazione della nuova Casa dello Studente di via Carlo Felice, hanno evidenziato la perdita dei requisiti da parte del progettista. I vertici aziendali hanno così deciso di sollevare dall’incarico il professionista in via cautelativa, il quale ha immediatamente depositato la propria opposizione al provvedimento al Tribunale Amministrativo Regionale.

Nell’aprile del 2019 Ersu Sassari ha vinto il ricorso davanti al Tar della Sardegna contro l’atp Baldo Progetto Engineering srl. In seguito al pronunciamento del Tar l’ente di via Coppino ha potuto procedere con lo scorrimento della graduatoria e la prosecuzione delle opere complementari.

Ultimata la progettazione, nel mese di ottobre 2020 sono stati avviati i lavori di sistemazione del giardino verso viale Adua strettamente interconnessi con i lavori principali. Completati gli accertamenti sulle opere interne al fabbricato, nel mese di agosto 2021 sono stati ripresi i lavori principali (sospesi da luglio 2018), prevedendo quale data di ultimazione il l6/05/2022.

Gli spazi esterni e il campo sportivo

La progettazione e la direzione dei lavori di sistemazione dello spazio esterno su viale Adua sono state affidate allo studio degli architetti Gavini e Roggio, subentrati per scorrimento della graduatoria dopo la risoluzione del contratto con il primo progettista. La progettazione dell’area sportiva su via Carlo Felice è stata affidata – a seguito di procedura di gara – alla società di ingegneria Metassociati srl. L’opera è finanziata con risorse del fondo FSC 2014/2020.

Nel frattempo, ottenuto il permesso di costruire a luglio 2021 per l’esecuzione dei lavori dell’area sportiva, è stato approvato a dicembre il progetto esecutivo – redatto dalla società di ingegneria Metassociati srl – e il 09/12/2021 è stata indetta la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori, aggiudicando l’appalto il 31 gennaio 2022 (costo dell’opera €1.650.000). Nuova battuta d’arresto: nei primi giorni di febbraio 2022 è arrivato lo stop al finanziamento da un milione e 300 mila euro con nota dell’Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione a causa della necessità da parte della Regione Sardegna di rimodulare il fondo FSC 2014-2020, così come chiesto dal Governo centrale. Attualmente l’Ersu è in attesa di avere indicazioni dalla Regione circa la conferma del finanziamento per definire la stipula del contratto con l’impresa aggiudicataria e l’avvio dei lavori, ed onorare quindi gli impegni assunti con l’amministrazione comunale. Per i lavori di realizzazione degli impianti sportivi e dei servizi è prevista una durata di circa un anno.

L’11 maggio 2022, entro il nuovo termine contrattuale (16.5.22) riprogrammato con la ripresa dei lavori del 2021, il Direttore lavori arch. Gavini ha dichiarato ultimati ufficialmente i lavori dell’opera principale e lo stabile, dopo decenni di inattività, può essere restituito alla città.

La storia. Edificato alla fine dell’Ottocento, il primo impianto edilizio è stato dapprima sede della vecchia Conceria Dussoni, come risulta da alcune mappe d’epoca.

La prima proposta per l’istituzione della Fondazione Brigata Sassari risale al febbraio del 1918, quando viene aperta una sottoscrizione pubblica a favore delle famiglie dei soldati sardi del primo conflitto mondiale: l’acquisto risale al gennaio 1920 grazie a fondi stanziati dal Comitato Provinciale di Assistenza e dal Comitato Cittadino di Mobilitazione Civile e lo stabile viene destinato per l’accoglienza di orfani di guerra e per ospitare corsi di istruzione per mutilati. La vendita si concretizza nel maggio del 1920 tra la signora Gavina Demuro ved. Ardisson e il Commissario del Comune di Sassari, su incarico della Fondazione, per un importo di 117 mila lire.

Nel marzo del 1921 prendono il via i lavori di adattamento e di restauro dello stabilimento per un importo complessivo di 510 mila lire, affidato con gara d’appalto alla cooperativa falegnami e al mutilato Enrico Sechi. La Fondazione viene inaugurata ufficialmente nel mese di agosto 1921.

Nel corso del tempo, la struttura ha subito delle modifiche con l’edificazione della chiesa e della sacrestia nel lato est dell’edificio sul finire degli anni ’20 e, nei primi anni sessanta il fabbricato assume l’assetto attuale con la forma a u.

Col progressivo esaurirsi del compito delle origini, la Fondazione decide di riconvertire l’attività, ampliando il raggio delle funzioni assistenziali in collaborazione con Enaoli (Ente nazionale di assistenza agli orfani dei lavoratori italiani) ed Enao (Ente Nazionale Assistenza Orfani).

Negli anni settanta cessa le funzioni di “collegio psico-pedagogico con scuola elementare e media”, e svolge attività in collaborazione con il tribunale dei minori, prima di passare come bene IPAB al Comune di Sassari per via della l. 31/1984.

Per approfondimenti, in allegato gli atti del Convegno “La Sardegna e la prima Guerra mondiale” del 2015, a cura dello storico Paolo Cau, già direttore dell’Archivio Storico Comunale di Sassari

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