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Cittadinanza onoraria a Liliana Segre, sì dal Consiglio comunale di Sassari

Il sindaco Campus: «Lo farò volentieri, ma prima vorrei chiederle se la accetta». Approvata all’unanimità la mozione presentata da Carla Fundoni (Pd)

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Sassari. «Ritengo la senatrice Segre un simbolo e proprio per questo ha diritto a un rispetto, quello della sua volontà. Nel momento in cui ricevo la mozione nella quale il Consiglio comunale mi chiede di attribuire la cittadinanza onoraria, rispondo che volentieri lo farò. Ma tenendo presente che a volte l’eccessiva cortesia può diventare invadenza». È quanto ha precisato giovedì sera in Consiglio comunale a Sassari il sindaco Nanni Campus. Un intervento particolarmente atteso il suo, dopo il rinvio deciso nell’ultima seduta dell’Assemblea civica della discussione sulla mozione presentata dal Pd, con prima firmataria Carla Fundoni, e sostenuta da tutta la coalizione di centrosinistra. Al termine della scorsa seduta consiliare era stato deciso di rinviare la discussione sulla mozione con la motivazione degli ulteriori approfondimenti richiesti da Manuel Alivesi, capogruppo di maggioranza. Una decisione, presa all’unanimità dalla conferenza dei capigruppo, che per alcune ore ha rischiato di sollevare un polverone, prontamente evitate dalle prese di posizione prima del capogruppo del Pd Giuseppe Masala, poi dal presidente del Consiglio comunale Maurilio Murru e infine dallo stesso Alivesi che in una nota aveva fatto capire senza tanti giri che la maggioranza era favorevole alla concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz e oggi testimone vivente della Shoah.

Cittadinanza onoraria a Liliana Segre, Maurilio Murru: «La mozione sarà votata nella prossima seduta»

«La mia è una maniera di essere istituzionalmente corretto di cortesia. Interpretando il sentire comune della città che rappresento sarò ben lieto di attribuire alla senatrice Segre la cittadinanza onoraria di Sassari. Seguendo però quella giusta, consentitemi, signorilità che una città come Sassari usa nei confronti di una gentile signora nonché un enorme simbolo», ha spiegato il primo cittadino. Un passaggio preliminare quindi, «che ci consentirà, tra l’altro, di poterci distinguere dagli altri comuni. Un segno distintivo di una città che sa come comportarsi».

A Sassari il Pd propone la cittadinanza onoraria a Liliana Segre

«Prima le chiedo il permesso e se nei suoi confronti non è una costrizione, perché la cittadinanza onoraria prevede anche degli adempimenti, come quello di venire a Sassari in seduta solenne in questo Consiglio comunale per ricevere la cittadinanza onoraria che la città le vuole conferire, quel riconoscimento che la città le vuole giustamente conferire. Però è giusto che sia lei a deciderlo. I cento comuni della Sardegna non possono pensare di imporre alla senatrice Segre ultraottantenne di girare la Sardegna e di girare l’Italia e l’Europa e in particolare la Germania e ricevere il riconoscimento da quel popolo, per ciò che quel popolo ha perpetrato. Ritengo allora giusto prima chiederle se accetta il nostro riconoscimento. Sicuramente dirà di sì».

CarlaFundoni
Carla Fundoni

La mozione, illustrata da Carla Fundoni (Pd), è stata così approvata all’unanimità con una modifica al dispositivo proposta dal sindaco Campus e accolta dalla stessa Fundoni e dagli altri consiglieri presenti del centrosinistra. Sì, oltre che dalla maggioranza, anche dal centrodestra (con la Lega che inizialmente aveva predisposto alcuni emendamenti poi ritirati dopo la riformulazione del dispositivo da parte del sindaco) e dal M5s.

Questo il nuovo dispositivo: «Il Consiglio comunale impegna il signor sindaco a richiedere a nome della cittadinanza alla senatrice Liliana Segre la sua disponibilità e il suo gradimento a ricevere la cittadinanza onoraria del Comune di Sassari quale riconoscimento dei valori universali della lotta contro ogni forma di discriminazione e di violenza».

Tra i cittadini onorari sassaresi del passato, è stato ricordato dal primo cittadino, c’è anche il generale e senatore Giuseppe Garibaldi.

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