Regione

Christian Solinas: «Il nostro è l’unico progetto davvero alternativo»

Il candidato governatore del centrodestra venerdì sera al Teatro Verdi di Sassari. «Il centrosinistra è vero che ha cambiato l’autista della corriera, ma i passeggeri sono sempre gli stessi»

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Sassari. Un’attesa con canzoni dei Tazenda con l’inconfondibile voce di Andrea Parodi e poi Maria Carta. Alle 18,45 la scena è però tutta per Christian Solinas, che attraversa la platea del Teatro Verdi fino al palcoscenico. Bandiere sardiste e tante strette di mano per lui, un’accoglienza che fa capire che il centrodestra sente la vittoria alle prossime elezioni regionali del 24 febbraio. I candidati consiglieri ci sono tutti o quasi. E al termine dell’intervento del candidato presidente saranno chiamati uno ad uno al suo fianco. Pubblico insomma delle grandi occasioni per un evento elettorale che la coalizione di centrodestra, civica e autonomista ha ben preparato: la platea è occupata in tutte le poltrone, come anche i palchetti ai lati, segno che davvero stavolta ci siamo. Non mancano i big del recente passato – discreti e non ingombranti nella loro presenza, come l’ex governatore e oggi deputato Ugo Cappellacci o l’ex deputato Carmelo Porcu – ma il protagonista della serata è uno solo, Christian Solinas. Niente frasi urlate o interventi scomposti, come oggi vanno di moda soprattutto sul proscenio della politica romana, ma analisi e proposte concrete.

ChristianSolinasPresenSS3«Grazie Sassari per un’accoglienza così calorosa. Questi sono i sondaggi che mi piacciono di più», esordisce.

«Il primo atto che faremo sarà l’abrogazione della riforma della rete ospedaliera», dice subito. «Abbiamo in mente un’idea di Sardegna che rimetta al centro le persone e i territori. Non può affrontare i problemi della sanità affidandosi solo a criteri ragionieristici. La salute i cittadini sardi la pagano già, abbiamo bisogno di una sanità per tutti e che funzioni», insiste. E ricorda che il famigerato decreto ministeriale 70 che prevede criteri per il mantenimento sul territorio dei presidi ospedalieri non ha senso sia applicato alla Sardegna, che si paga da sola, con il proprio bilancio, tutto il servizio sanitario.

Subito le questioni politiche. «Abbiamo una responsabilità. Il nostro è l’unico progetto davvero innovativo. Lo dico ai tanti disillusi e ai disincantati. A queste persone voglio dire da qui che per la prima volta c’è un appuntamento storico, undici liste si sono ritrovate e hanno deciso di affidare la guida della coalizione ad un candidato che viene da un partito che non ha né padrini né padroni, che ha la Sardegna nella testa e nel cuore. E io voglio essere garante. Vogliamo veramente dire tutti insieme che c’è un progetto alternativo di governo. Il centrosinistra è vero che ha cambiato l’autista della corriera, ma i passeggeri sono sempre gli stessi», dice. Cita il centrosinistra e non il M5s. La sfida il 24 febbraio per la guida della Regione è tutta solo con il primo.

ChristianSolinasPresenSS1Ci sono poi gli altri temi. I trasporti, con il declassamento dell’aeroporto di Alghero di questi ultimi anni e la continuità che non funziona. È giunto il momento che sia la Regione ad occuparsene, senza ingerenze del Governo romano. «Dobbiamo superare l’idea della convenzione che crea monopolio nel trasporto marittimo. Frequenze, rotte e tariffe devono essere decise da noi. E guardiamo a quello che accade altrove: ci sono esempi in Europa di continuità che funziona, come quella delle Baleari e della Corsica». E ricorda che nel 2020 ci saranno due miliardi di movimenti turistici, di cui uno solo in Europa. Un flusso che la Sardegna non può permettersi di non intercettare o, peggio, respingere. Solinas parla di turismi al plurale, perché oltre a quello classico balneare delle zone costiere c’è quello legato al territorio, alla cultura e ai siti archeologici di cui l’isola è ricca, 7 mila, c’è chi dice 8 mila nuraghi. Un tesoro che non è valorizzato abbastanza e, anzi, spesso dimenticato.

Altro tema è quello della semplificazione burocratica, necessaria in tutti i settori. «Crediamo che la Regione debba essere un luogo che risolve i problemi, non che li provochi». E annuncia una riforma della macchina centrale regionale. Si punterà sulle amministrazioni comunali, superando inoltre le leggi che disciplina la struttura della Regione e l’organizzazione della Giunta, non solo le norme del 1977. «Le Province sono state solo commissariate, ma sono state tolte solo le risorse. Sono rimaste invece le strade da manutenere e tutte le altre competenze. Si sono poi aggiunte le unioni di comuni. Un caos. Occorre ripartire dai territori, dai municipi, lasciando un ente di coordinamento come quello provinciale va ricostituito senza sprechi e dandogli le funzioni utili per i cittadini».

ChristianSolinasPresenSS4Tutela dell’ambiente sì ma in modo intelligente quando si applicano le regole dei piani paesaggistici. «Chi ha lavorato nell’agro è stato da sempre il migliore custode della nostra terra». E poi il nord ovest della Sardegna. «Il polo di Porto Torres è rimasto ostaggio dell’Eni. Quel modello di industrializzazione ci ha lasciato rottami. La prospettiva passa sì per le bonifiche, che vanno fatte, ma soprattutto per un diverso modello di industria, leggera. Penso allo sviluppo dell’industria farmaceutica con le erbe officinali», dice Solinas, che parla anche dell’Asinara. «Abbiamo fatto delle battaglie, condotte da noi in tempi non sospetti e con forza, per liberare l’isola. C’è il collegamento ma avete visto in che condizioni è l’Asinara? Se lo Stato vuole tenerla così, facciamo la battaglia per regionalizzare quel parco, per fare in modo che noi saremo i protagonisti del suo sviluppo».

ChristianSolinasPresenSS5Non è mancato un passaggio sulla storia del PSd’Az, il partito di cui Christian Solinas, senatore dallo scorso anno e prima consigliere e assessore regionale, è il segretario. Il ricordo è andato al movimento dei reduci della Prima Guerra mondiale, quei combattenti nella mitica Brigata Sassari che al rientro nell’isola sentirono forte il bisogno di una proposta politica forte per la loro terra. «Noi oggi diciamo che quella storia diventa la storia collettiva di questa comunità. È la storia di un popolo. E dobbiamo a quei giovani, ai nostri giovani, di realizzare quel progetto dopo cento anni e di raggiungere il riscatto e la rinascita della Sardegna. A questo dedicherò con voi ogni mia energia. Forza paris!».

Luca Foddai

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