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Carla Puligheddu (PSd’Az): «Centralità sardista nel futuro dell’Isola»

«Il Sardismo sarà il motore trainante della coalizione». Scuola, sanità, trasporti, lavoro le priorità. «Il nostro rapporto con la Lega è stato strategico e vincente»

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Carla Puligheddu

Sassari. Carla Puligheddu, insegnante, dirigente nazionale del PSd’Az, presidente dell’A.D.O.S. Associazione delle donne sardiste, vicepresidente dell’associazione “Coordinamento3 – Donne di Sardegna”, è candidata al Consiglio regionale della Sardegna nella lista del PSd’Az della circoscrizione di Sassari nelle elezioni che si terranno domenica prossima. «Ritengo che occuparsi di Politica in modo diretto e concreto, sia in quest’epoca, il primo dovere di cittadinanza attiva di ciascuna donna e ciascun uomo», scrive sul suo blog sanuschera.com.

Quanto pensa siano attuali i temi e le idee sardiste?
«L’attualità del PSd’Az risiede in quella straordinaria capacità di riproposizione della propria irrinunciabile missione, valida oggi più di ieri: autogoverno e felicità del popolo sardo. Ci sarebbe da dire: sardi tutti, teniamoci uniti, perché sta soffiando un forte vento.
La modernità del Partito Sardo d’Azione infatti è più attuale di chi lo rappresenta, più intrigante e più interessante delle fragilità che i detrattori gli attribuiscono. È un’attualità audace ma seria, temeraria ma responsabile, lungimirante e coscienziosa. Direi una vocazione a rompere gli indugi, raccogliere proteste per soddisfare il vigoroso e genuino bisogno di tutele. Un’attualità fondata sulla genuinità di un messaggio, la purezza di un ideale, quella che per molti sardi è sempre stata solo una bella utopia».

Christian Solinas non è solo il candidato presidente sostenuto dalla coalizione di centrodestra, civica, sardista e autonomista. È anche senatore e segretario del PSd’Az. Quanto pesa e potrà pesare il colore sardista nell’azione di governo, in caso di vittoria domenica prossima?
«Il Sardismo sarà il motore trainante della coalizione e il PSd’Az garantirà la centralità sardista del progetto di cambiamento in totale discontinuità con il governo di centro sinistra. Christian Solinas è innanzitutto segretario nazionale del Partito Sardo d’Azione, questo duplice incarico conferirà a lui e a noi tutti, l’onore e l’onere di governare guardando alla nostra isola quale Nazione con una forte identità da tutelare attraverso la valorizzazione delle risorse umane, materiali e immateriali».

Parliamo di scuola. Lei è un’insegnante e quindi è quotidianamente a contatto con i ragazzi. Di cosa hanno bisogno la scuola sarda e i giovani sardi?
«Il quadro della situazione scolastica in Sardegna è “devastato” dal fenomeno della dispersione. Parlano i dati, non le opinioni. In Sardegna uno studente su tre abbandona durante il percorso scolastico statale. Partiti, media, organizzazione del lavoro e anche degli Stati, editoria e disponibilità dei contenuti sono mutati profondamente. L’impianto della scuola invece no. Tuttavia, chi parla assennatamente di cambiamento di una società sa bene che il luogo dove si realizza un cambiamento è la dimensione educativa.
E se dunque qualcosa deve cambiare la prima attenzione del governo e del popolo dovrebbe essere sulla scuola, o meglio, sul campo educativo. La Regione dovrebbe a mio avviso investire sulla più grande opera sociale: la scuola, l’istruzione, l’università, la cultura, anche perché più istruzione vuol dire più lavoro»

Sanità, trasporti, lavoro. Quali sono le priorità?
«Si può e si dovrà intervenire simultaneamente su tutte e tre le priorità. Ciascuna ha bisogno dello sviluppo dell’altra. Dobbiamo ricostruire dalle ceneri che stiamo ereditando da un governo incompetente e incauto. Possiamo porre rimedio col buon senso e sempre guardando alla centralità della persona che richiede un efficiente servizio sanitario pubblico; una rete di trasporti che ci consenta forme di mobilità diversificate, eque, accessibili; un lavoro che restituisca dignità e soddisfazione alle cittadine e ai cittadini della nostra regione»

E le donne e la questione della parità? Lei, direttamente dalla società civile, è stata tra le promotrici della riforma della legge elettorale sarda con l’introduzione della doppia preferenza di genere.
«La questione femminile è profonda, direi, grave. Da promotrice della norma antidiscriminatoria sulla doppia preferenza di genere, misura che avrebbe dovuto favorire la partecipazione delle donne in politica, e non la strumentalizzazione maschile a scapito di un pieno e consapevole consenso femminile, dico: Votate donna! Non abbiate timore di dare la preferenza ad una donna. Esprimere due preferenze è una possibilità che gli elettori e le elettrici hanno, non è un obbligo. È semmai, il tentativo di accrescere il patrimonio di democrazia paritaria della nostra regione allo scopo di rendere giustizia ad un mondo fatto di donne e uomini».

Sassari sembra alla ricerca di una sua identità. Ha un’idea per il nord ovest della Sardegna? Se eletta cosa vorrebbe promuovere da consigliera regionale?
«Università, diritto allo studio, accesso regionalizzato alle scuole di specializzazione nella facoltà di medicina; Breast Unit certificate da Linee Guida Nazionali ed Europee, con personale medico e infermieristico dedicato; strutture sportive, recupero, bonifica e riattivazione del litorale di Platamona; definizione di norme e protocolli di impegni fra Comune e utenti dell’agro e riorganizzazione del sistema borgate; centro atorico; artigianato artistico di eccellenza, musei; trasporti».

Si parla spesso di “cagliaricentrismo”. Secondo lei esiste davvero? E allora Pigliaru e Ganau, entrambi sassaresi, il secondo addirittura sindaco per due mandati?
«Per Pigliaru e Ganau il tempo è scaduto, entrambi hanno certificato il decadimento della città di Sassari. Direi che è arrivato il momento di un cambiamento nell’ottica della discontinuità».

Un’ultima domanda: con la Lega il Psd’Az sembra avere un rapporto privilegiato. E i rapporti con il M5s invece? Come li vede?
«Il nostro rapporto con la Lega è stato strategico e vincente. Continueremo a privilegiarlo se ce ne saranno le condizioni, senza escludere dal dialogo politico nessuno, nemmeno il Movimento 5 stelle. Ma aggiungo che, in vista della imminente campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale di Sassari, la nostra massima attenzione sarà rivolta al “fronte civico”, portatore delle più urgenti e irrinunciabili istanze».

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