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Cantori a Cuncordhu di Sassari, alla riscoperta della tradizione

Giovedì scorso a Sant’Apollinare hanno eseguito un canto nella versione a due voci. Pronto un cd dei canti sacri e profani a quattro voci

I Cantori nella versione a due voci

Sassari. Giovedì scorso, Giovedì Santo, nella chiesa di Sant’Apollinare di Sassari i Cantori a Cuncordhu, dopo avere donato un pane votivo (realizzato dal Panificio Mocci) per l’altare della riposizione, hanno eseguito, dopo la messa delle 19, con le luci della serata dedicata alle Cerche, un brano della tradizione del canto a cuncordu. Nell’occasione è stata proposta una versione a due voci, mentre nel cd appena realizzato e che sarà presto disponibile al pubblico hanno registrato i canti nella classica formazione a 4 voci. Accolti dal parroco don Giampiero Satta, i Cantori a Cuncordhu hanno richiamato l’eco musicale di un passato tutto da riscoprire, segno anche del ricordo degli anziani cantori cittadini e degli studiosi che hanno lasciato importanti testimonianze dedicate al cuncordu sassarese, quali Gavino Gabriel, Remo Branca e Pietro Sassu.

Il gruppo a quattro voci dei Cantori a Cuncordhu riscoprono così la tradizione sassarese de Li Tre Re e stanno attualmente riprendendo il restante repertorio canoro sacro e profano. Inoltre, si sono proposti al pubblico in occasione della Notte Europea dei Musei in collaborazione col demoentoantropologo Antonio Luiu, presso il Museo Nazionale Sanna e la Pinacoteca Mus’a, ma anche durante la Festa della Musica ancora al Museo Sanna, nel 19° Festival Eleonora d’Arborea nel chiostro di Santa Maria di Betlem e nella festa dell’antico Gremio degli Ortolani di Sassari, non dimenticando i “Laboratori di canto a 4 voci” sotto la docenza di Bruno Lombardi nell’ambito dei progetti culturali suggeriti dalla Regione Sardegna.

Un codice antropologico detta le dinamiche della pratica dei Cantori a Cuncordhu di Sassari. Il progetto si rifà alla tradizione canora a cuncordhu di Sassari. Il gruppo è inoltre identitario e presenta cantori sassaresi. Il repertorio canoro si rifà principalmente agli appuntamenti tradizionali sacri e profani della città di Sassari in cui il canto si presentava (e vengono proposti nei loro relativi contesti): Carrasciari, Ghedda Santa, Pascha d’Annunziu (e quella di Nosthru Signori), feste dei Gremi e altro ancora. Non mancano però di partecipare a festival e concerti canori. Ancora, hanno una chiesa di riferimento per il reimpianto diretto dei canti sacri tradizionali ed è una chiesa identitaria di Sassari: il Santissimo Crocifisso Miracoloso di Sant’Apollinare. Questo perché cantare a cuncordhu non può prescindere dal contesto religioso, e soprattutto da quello confraternale. Nelle loro articolate impostazioni a quattro voci (intervalli musicali, etc), ci sono le dinamiche musicali e corporali tipiche del cuncordhu degli anni ‘60 a Sassari e simili a quelle delle più conosciute località: Castelsardo, Santu Lussurgiu, etc. Non utilizzano diapason e altri supporti acustici per accordarsi, perché non è tradizione del cuncordu, come chiarito nel punto, né melodie di altri paesi dichiarandole come tradizionali di Sassari – e non le cantano proprio, maggiormente durante la Settimana Santa: sarebbe un gravissimo errore –, né melodie di cori polifonici sul modo di cantare a cuncordu; questo perché è illogico e lontano dalla tradizione. Utilizzano la dicitura “cuncordhu” e non “cuncosdhu” e non “coru”, perché cuncordhu si rifà al sardo-logudorese cuncordu ed è attestato dai maggiori studiosi di riferimento per il gruppo.

Mentre cantano a cuncordu, non utilizzano testi tra le mani per leggere; i canti son tutti nella loro mente e cuore. I loro brani mantengono una stretta assonanza con quelli registrati dall’etnomusicologo Pietro Sassu negli anni ‘60 a Sassari: il progetto è del tutto dedicato a Pietro Sassu (fondamentale studioso). Non mancano, inoltre, di ricercare e abbracciare il lavoro di altri stimati studiosi che si sono occupati di Sassari: tra questi, come detto, si citano Gavino Gabriel e Remo Branca. Infine, i Cantori a Cuncordhu propongono canti scritti e musicati da loro secondo le dinamiche della tradizione.

Il cd appena pubblicato contiene 14 tracce audio di canti e didattica, un percorso, un viaggio di ricerca a quattro voci per Sassari. I brani sono stati registrati, oltre che nella chiesa di Sant’Apollinare, presso il Museo Nazionale G.A. Sanna, la Pinacoteca Mus’A, l’I.T.I. G.M. Angioy e la festa del Gremio degli Ortolani. Tra le tracce registrate emergono quelle tradizionali in sassarese di Lu Pardhonu, Li Tre Re e de I Mestieri, e il brano composto da Bruno Lombardi (fondatore del gruppo) Gosos di lu Santu Naddari.

La formazione dei Cantori a Cuncordhu è composta da Bruno Lombardi (bozzi), Gaetano Piras (contra), Gianni Canalis (mezza bozzi), Vincenzo Pirastru (bassu); presente anche Emilio Depau (bassu).

Per ulteriori informazioni www.brunolombardi.net

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