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Campus sull’emergenza Covid: «A Sassari numeri non drammatici»

«In città non c’è un indice di contagio superiore alla media regionale, ma cluster controllati». Dal 20 aprile una cinquantina di casi, tutti residuali nelle rsa e nelle strutture sanitarie. Il futuro di Casa Serena

L’intervento del sindaco Nanni Campus

Sassari. «In città non c’è un indice di contagio superiore alla media regionale, ma abbiamo avuto cluster controllati». Lo ha spiegato ieri pomeriggio il sindaco Nanni Campus, in risposta a una richiesta della consigliera Carla Fundoni (Pd). Una seduta del Consiglio comunale, convocato nella Sala Langiu del Comando della Polizia Municipale, che ha registrato anche uno scambio di battute tra Lello Panu (Italia in Comune) e lo stesso Campus. L’argomento, ancora una volta, la gestione dell’emergenza epidemiologica, in particolare la sicurezza del personale sanitario nelle strutture dell’Aou e la situazione a Casa Serena.

Sull’istituto di via Pasubio «è accaduto un qualcosa che ci ha segnato», ha esordito il primo cittadino. «Abbiamo ereditato una struttura muraria che aveva visto l’ultimo intervento alla conclusione del mio primo mandato da sindaco. Poi c’è stata una progressiva decadenza della struttura. Ho lasciato Casa Serena con infermieri che erano della Asl e coordinati dalla Asl. Nel 2013 la scelta dell’Amministrazione comunale fu invece di togliere questo rapporto diretto con la Asl per affidare anche questa parte di assistenza sanitaria direttamente alla Coopas, che ha in gestione la struttura. Questo, nel tempo e adesso con l’emergenza epidemiologica, ha determinato una criticità gravissima, tanto da richiedere, come abbiamo visto, l’intervento dei medici dell’Esercito», ha spiegato Campus, che ha riposto a un’altra interpellanza di Lello Panu. «Dovremo valutare il futuro di Casa Serena, anche della struttura muraria. L’istituto univa in sé quattro comunità al suo interno, una psichiatrica, un’altra per anziani sani, un’altra ancora per anziani con varie patologie».

Ma qual è attualmente la presenza del virus a Sassari? «I dati sulla città non sono così drammatici. I tamponi è vero che sono stati mirati verso target prestabiliti. Ma è indubbio che Sassari in qualche maniera è riuscita a tamponare una situazione di diffusione del virus che all’inizio sembrava importante. Casa serena è stato un cluster, un punto di debolezza grave», ha detto ancora il primo cittadino, che ha poi aggiornato il Consiglio sulla situazione attuale. Su oltre settemila tamponi processati dal Laboratori di Virologia dell’Aou diretto dal professor Salvatore Rubino dal 20 aprile al 13 maggio solo 56 sono risultati positivi. Di questi 26 sono riferiti a Sassari, di cui 15 sono da attribuire a case di riposo, rsa e Aou, mentre altri dieci sono tamponi di controllo (non quindi nuovi positivi, più quelli fatti a San Camillo). Si tratta quindi nel complesso di positivi da intendere come casi residuali. Stesso discorso per i tamponi analizzati dall’Istituto Zooprofilattico: su un totale di 2500, 24 sono risultati positivi e di questi ben 21 fanno riferimento a comunità e case di riposo.

Su Casa Serena ha preso la parola anche l’assessore ai Servizi Sociali Antonello Sassu. «Questa amministrazione è immediatamente intervenuta per ripristinare le condizioni di sicurezza. Se ci sono state disattenzioni vanno ricercate nei governi cittadini precedenti». (lu.fo.)

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