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Campus: «Anche a Sassari abbiamo una diffusione del virus estremamente alta»

Ma meno di altre città in Sardegna. Viaggia sui giovani ma colpisce mediamente anziani e fragili. «Sono favorevole al posticipo del rientro a scuola»

Il sindaco di Sassari Nanni Campus durante la conferenza stampa del 7 gennaio

Sassari. «La situazione epidemica è estremamente preoccupante». Il sindaco Nanni Campus interviene sull’emergenza pandemica a margine della conferenza stampa di venerdì mattina dedicata al bilancio di metà mandato dell’attività della Giunta. L’ondata virale che sta travolgendo l’Europa e l’Italia ha toccata anche Sassari. «Come ho espresso più volte sono favorevolissimo del rinvio del rientro scolastico in attesa che si scatenino definitivamente gli effetti delle festività in termini di contagi – ha detto Campus –. La variante Omicron, che sappiamo aver ridotto a un terzo, da dieci a tre giorni, il tempo di incubazione del contagio, al momento, sui campioni analizzati dal laboratorio dell’Aou guidato dal professor Salvatore Rubino, con il quale siamo in contatto quotidianamente, è già al 68 per cento. Anche a Sassari abbiamo avuto sino a metà dicembre botte di nuovi contagiati dal virus che si calcolavano in qualche decina. Poi è partito l’aumento, da 59 in un giorno, 63, 70, 99 casi in un giorno e via dicendo. Numeri che forse sono un terzo di quelli reali, da moltiplicare allora per tre o per quattro volte come presenza di positivi infettanti in giro per la città».

Gli ultimi dati, diffusi venerdì, parlano di 829 sassaresi positivi al coronavirus, con 138 nuovi casi in città rispetto al 5 gennaio. Sono invece 19 i cittadini sassaresi ricoverati col covid.

«Abbiamo una diffusione del virus estremamente alta, che viaggia sui giovani. Ma colpisce mediamente anziani e fragili. Ecco perché sono assolutamente favorevole al rinvio del rientro a scuola, che posticiperei di un’altra settimana – ha ripreso il primo cittadino –. Mi si potrebbe chiedere: perché allora non lo fai? Non lo faccio perché come noto i dati di Sassari città, e questo è un discorso fatto altre volte, vanno inseriti nel contesto più ampio della provincia, nella quale sappiamo ci sono aree come la Gallura più “euforiche” di noi. I cui numeri però sono genericamente spalmati su tutta la provincia. I dati di Sassari città sono invece i più bassi del nord Sardegna in termini di incidenza del contagio, almeno quelli ufficiali che ci fornisce la Asl, anche rispetto a Cagliari, Oristano, Olbia e Nuoro. Quindi giustificare una mia ordinanza che impatterebbe su migliaia di famiglie non sarebbe semplice. Sassari non è Dorgali. Mi serve una giustificazione sanitaria vera. Al momento non la abbiamo. Siamo certamente stati in passato più “aggressivi” rispetto ad altri territori. Ricordavo che le ordinanze che noi e il comandante Serra abbiamo scritto le ritrovavamo dopo qualche giorno nelle disposizioni ministeriali, tanto che ci veniva il sospetto che venissimo monitorati…».

Infine, un’analisi sui ricoverati. «La percentuale di ricoverati sassaresi – ha proseguito Nanni Campus – è una porzione bassa sui ricoverati totali. A metà dicembre eravamo in pratica a zero. Ho parlato nelle ultime ore con il professor Sergio Babudieri, che dirige la clinica di Malattie infettive. Attualmente abbiamo 14 pazienti assistiti col casco, 19 in ricovero ordinario, otto che necessitano di terapia intensiva, trenta ricoveri leggeri all’ospedale marino, ma abbiamo altri 25 casi fermi all’osservazione breve del pronto soccorso in attesa di trovare posto. Abbiamo il sistema che è già in crisi. Quest’ultima situazione è il preludio alle file di ambulanze che purtroppo abbiamo già conosciuto. E tengo a precisare che tra tutti questi casi, compresi intubazione e ricovero ordinario, ci sono per la stragrande maggioranza pazienti sopra i 50 anni non vaccinati o con sole due dosi di vaccinazione, e questi ultimi quasi sempre con comorbilità, che ritroviamo invece sempre, in ogni caso, tra quelli ricoverati che hanno avuto la terza dose. In assenza di comorbilità la terza dose non porta al ricovero. Sono favorevole allo screening che si farà in questi giorni come disposto dalla Regione. Ho chiesto alla struttura dell’Assl che daremo tutto il supporto come sempre ma non voglio vedere rallentamenti nell’attività vaccinale, altrimenti mi tiro indietro. I vaccini sono la strada maestra, lastricata, per allontanare l’eventualità che da quei 25 pazienti bloccati al pronto soccorso si arrivi a 50. Lo screening è utile per capire quanto è diffusa la positività tra i giovani prima di riaprire le scuole. Ecco perché due giorni per lo screening sono troppo pochi. Consentitemi di dirlo da medico, e non completamente scemo, che non mi basta. Anche perché quanto sia diffuso il virus lo possiamo dedurre già dai dati che abbiamo. Qual che è sicuro è che sappiamo che per ridurre il rischio è necessaria la terza dose di vaccino. E vanno vaccinati i bambini, perché sono loro che portano il virus in casa, o i giovani tra i 19 e i 25 anni, tutti, perché sono quelli che si muovono di più. I più stupidi di loro, lo abbiamo toccato con mano, si ritengono “balenti”. Come dico io – ha concluso il sindaco di Sassari –, la mamma degli imbecilli è sempre incinta, ma abbiamo dovuto constatare con i colleghi della ginecologia che quelle madri fanno anche parti plurigemellari».

Lu.Fo.

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