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Campus al centrosinistra: «Continuate a non capire la città»

Accantonato per un momento l’emergenza per il coronavirus, ritorna a Palazzo Ducale la contrapposizione post elettorale. «Il vostro mal governo è stato rigettato»

Sassari. Si chiude con l’approvazione del documento di Verifica dello stato di attuazione del programma il 2020 della Giunta Campus e del suo Progetto Civico, recentemente rinforzato, anche formalmente, dall’accordo con il M5S. Martedì pomeriggio, tra i tanti punti di un ordine del giorno monopolizzato da cause civili all’Amministrazione e debiti fuori bilancio, si è discusso di programmi e di politica. Accantonato per un momento il tema della gestione dell’emergenza coronavirus, è così ritornata la contrapposizione tra sindaco e opposizione di centrosinistra. Un duello già iniziato nella seduta precedente, post ingresso del M5S in maggioranza: in quell’occasione, il 22 dicembre, i consiglieri del centrosinistra avevano abbandonato l’aula (in realtà virtuale, le sedute si svolgono da alcune settimane in streaming sulla piattaforma Zoom).

Martedì 29 dicembre, nell’ultimo consiglio comunale del 2020, il primo a dare fuoco alle polveri è stato Mariano Brianda (Futuro Comune), che senza mezzi termini ha parlato di «documento arido, che non dà risposte». Poi è stato il turno di Giuseppe Masala (Pd): «Era fisiologico che dopo 15 anni arrivasse un cambio. Sull’oggi però ci sono risposte che tardano ad arrivare. E manca il coinvolgimento, della città, ma anche di una parte della maggioranza, che adesso non è più maggioranza. Lamentano l’assenza del sindaco e dell’Amministrazione».

«Sto sempre al gioco delle parti in politica, ma, dai banchi della sinistra, si parla di aria fritta – è stata la dura replica di Nanni Campus –. Mi piace citare Armando Diaz, che nel Bollettino della Vittoria, in riferimento allo sconfitto esercito austriaco disse: “I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”. Voi siete ancora convinti di avere non so quale certificato di buona condotta. Non avete neanche capito cosa vi ha detto la città e come abbia rigettato il vostro mal governo. Ha rifiutato voi, vi ha giudicato la peggiore classe politica che la città abbia mai avuto. Come si fa a parlare di ritardo quando in 15 anni non avete completato l’Astra, perso milioni per la metro di superficie, portato a rischio il centro intermodale o perduti 20 milioni di euro per la città universitaria? Siete stati capaci di programmare talmente male i soldi, che arrivavano dalla Ue e che non siete stati capaci di spenderli, che noi siamo ancora impegnati a correggere le vostre scelte errate». Ci sono allora degli interventi rivisti e salvati. «La città la svolta l’ha fatta perché vi ha cacciato. Ricordo poi gli Iti: dal 2016 non avete sperso una lira. E avete iniziato un intervento folle al Palazzetto, sottofinanziato e sbagliato. Noi abbiamo dimostrato che trattando nel modo efficace con i soggetti privati si possono spendere soldi non pubblici, ad esempio come per il Vanni Sanna. Per il Palazzetto invece siete riusciti a sperperare 4 milioni di euro in un intervento che non potevamo finire. La vostra è una liturgia di falsità ,che questa è una giunta lontana dalla città. Continuate a discendere quelle valli… Potete analizzare, stimolare, criticare, ma non nascondere la verità con bugie davanti a fatti non contestabili. Quelle aree commerciali nel Puc le avevate messe voi in via Luna e Sole. O la previsione di villaggi con cliniche e spazi teatrali a Predda Niedda. In un anno e mezzo abbiamo fatto più di quello che avete fatto voi in cinque anni. Ci rimproverate di non partecipare a riunioni con i comitati di quartiere. Ma noi qui lavoriamo, programmiamo».

No al documento anche da Mariolino Andria (PSd’Az): «Questo lo giudico un documento politico. I complimenti alla struttura sono sempre doverosi. Ma la responsabilità di tutto va addossata alla politica, a tutti i livelli». Variegate invece le scelte degli altri due consiglieri dell’opposizione di centrodestra: mentre Francesco Ginesu (Lega) non ha partecipato al voto, Daniele Deiana (Fratelli d’Italia) ha votato a favore. Sì anche dai sei consiglieri (ex) “ribelli”.

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