Sassari

Breast Unit a Sassari, il Consiglio comunale sollecita la Regione

Approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato da Alessandro Boiano (Sassari Bella Dentro). Ma ancora mancano atti ufficiali per il mantenimento del servizio

 

 

Conscom10nov1Sassari. Unanimità. Il Consiglio comunale, tramite il sindaco Nicola Sanna, chiede che i commissari straordinari di Asl e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari, il presidente della Regione, il presidente del Consiglio Regionale e l’assessore alla Sanità creino le condizioni favorevoli per la nascita della Breast Unit nella città di Sassari. L’ordine del giorno del consigliere comunale Alessandro Boiano (Sassari Bella Dentro) martedì pomeriggio ha così ricevuto il sì di tutti i consiglieri, particolamente sensibili al tema, che investe il diritto alla salute, che rischia ancora una volta di essere calpestato da scelte errate prese dalla Regione.

«Con viva preoccupazione assistiamo all’evolversi della riorganizzazione della rete ospedaliera della nostra Regione – ha ribadito Boiano, che ha illustrato l’ordine del giorno –. Ciò non deve essere in conflitto con le direttive (B6/0528/2006) del Parlamento Europeo, che richiama tutti gli stati membri, ad assicurare su tutto il territorio nazionale la costituzione dei centri Breast Unit. Infatti entro il 2016 tutte le donne con carcinoma mammario dovranno essere operate all’interno di una Breast Unit, una unità specializzata di senologia che tratta il tumore al seno in tutte le sue fasi dalla diagnosi precoce, alla cura e ricostruzione fino alla risoluzione del cancro alla mammella. Non dimentichiamo che questo tipo di tumore colpisce le donne minando la loro identità femminile (psicologico-spirituale-progettuale) oltre che il fisico. L’obiettivo dei centri multidisciplinari è di trattare specificatamente il tumore al seno per incrementare la sopravivvenza e la qualità della vita delle donne. È infatti dimostrato da evidenze scientifiche che il tumore trattato in unità multidisciplinari riduce la mortalità fino al 20% ed evita pelligrinaggi della salute, causa di costi sociali e familiari. I requisiti per organizzare una Breast Unit per certificare questi centri è il trattamento di almeno 150 nuovi casi all’anno, chirurghi dedicati, presenza di radiologi all’interno dei centri. Requisiti esistenti soltanto all’ospedale oncologico di Cagliari e alla AOU di Sassari,come riconosciuto anche dalla delibera Regionale n°38/12 del 27.7.2015 all.3) pagine 16 e 17. Ad oggi esiste solo la Breast Unit, istituità con delibera Regionale 3/25 del 31.1.2014 , dell’oncologico di Cagliari che avrà anche funzioni di centro di riferimento regionale. Con delibera regionale n°24/1 del 26.6.2014 viene inserita a livello di possibile progammazione la costituzione di una Breast Unit nel nuovo ospedale di Olbia».

Boiano
Alessandro Boiano

«Ad oggi non esiste e non si parla di delibere passate o future di una Breast Unit a Sassari. Nonostante i requisiti previsti e la presenza di specialisti come chirurghi, anatomo-patologi, oncologi, radiologi, psicologi, genetisti, chirurghi plastici e dei servizi necessari come radioterapia e medicina nucleare e sopratutto non impegna nuove risorse economiche, nel 2016 per tutte le donne con carcinoma mammario si aprirà uno scenario dai mille imprevisti in attesa di prendere corpo una riorganizzazione delle rete ospedaliera che suscità già polemiche e criticità». Ecco perché un intervento del sindaco di Sassari presso le istituzioni sanitarie locali e le massime istituzioni politiche regionale deve essere rivolto a «risolvere definitivamente la problematica in oggetto e in primis tutelare chi ha necessità di cure mediche, perchè in una società di diritto la salute deve andare oltre a semplicistiche operazioni economiche o colori politici», ha detto Alessandro Boiano.

In realtà, rispetto al testo dell’ordine del giorno, protocollato nello scorso settembre, qualche rassicurazione dalla Regione è arrivata. Ma la legge di riforma della rete ospedaliera isolana ancora non è stata approvata dal Consiglio regionale. «È una situazione che richiama quella della città metropolitana. Non chiediamo niente di più di quello che spetta a questo territorio. Dobbiamo vigilare e prepararci ad un eventuale confronto serrato», ha ammonito nel corso del dibattito Mario Pala (Pd). «Il timore è che da gennaio per le donne ci possa essere il supplizio di essere costrette ad andare a Cagliari. Il tempo passa e non vediamo documenti scritti. Chiediamo che il sindaco si faccia portavoce di questa istanza», ha aggiunta Francesca Arcadu (Città Futura). «Il tumore al seno è ancora oggi la prima causa di morte delle donne. Ecco perché l’istituzione della Breast Unit anche a Sassari è una scelta obbligata e di civiltà», ha detto Carla Fundoni (Pd). «Occorre vigilare, difendere il territorio ed i suoi servizi. I rappresentanti del mio partito sono già usciti allo scoperto sul tema della città metropolitana e lo hanno fatto in maniera forte», ha ricordato Franco Era (Centro Democratico). Sì all’ordine del giorno anche da Rosanna Arru (Sassari Progetto Comune) e dal M5S.

Uniti per una vera breast unit. L’associazione Nido di mamme ha sfilato per le vie della città per sensibilizzare la cittadinanza. A Palazzo Ducale incontro con il sindaco Nicola Sanna (archivio 2 ottobre 2015)

«Il servizio c’è già. E allora il nostro obiettivo è mantenere questa eccellenza, che va trasformata in Breast Unit con le caratteristiche richieste dalla legge», ha detto il sindaco Nicola Sanna, intervenuto al termine del dibattito. «La mobilitazione delle ultime settimane a favore del mantenimento del servizio dimostra quanto sia sentito il problema. Va in ogni caso constatato ancora una volta che chi in Regione ha elaborato il progetto di nuova rete ospedaliera si è dimenticato di inserire la Breast Unit per Sassari. Una dimenticanza che dimostra quanto sia distante chi elabora quei documenti». E non conosce la necessità di lasciare servizi essenziali, che devono esistere anche a 200 km da Cagliari.

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