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Braccianti-Facchini allo scioglimento del Voto, la lettera dell’arcivescovo Saba

«Valutatene il ricollocamento all’interno della comunità gremiale». Martedì scorso assemblea tra tutti i gremi. Lunedì prossimo invece incontro in Episcopio

Il Voto all’Assunta nel 2020

Sassari. Anche quest’anno i sassaresi non potranno assistere alla loro festa più importante. La Faradda infatti è rinviata al prossimo anno a causa dell’emergenza pandemica che ancora non si è spenta. Il prossimo 14 agosto, come già accaduto nel 2020, sarà però mantenuto il momento dello scioglimento del Voto, che normalmente chiude la Discesa dei Candelieri a Santa Maria di Betlem, con l’omaggio dei grandi ceri di legno all’Assunta collocata al centro di fronte all’altare maggiore. Stavolta i candelieri saranno ancora 11 ma con un dodicesimo gremio, quello degli Autoferrotranvieri, appena ammesso e che potrà quindi partecipare con la propria bandiera piccola, mentre tutti gli altri schiereranno i grandi ceri a corona del simulacro dell’Assunta e deporranno la candela secondo il rito della tradizione. La settimana scorsa il Consiglio comunale ha inoltre deciso che il tredicesimo gremio, quello dei Braccianti o dei Facchini, ancora per quest’anno non ci sarà: la norma transitoria contenuta nell’articolo 9 del Regolamento per la Discesa dei candelieri, come modificata dall’Assemblea Civica, dispone che i Braccianti potranno prendere «parte alla Faradda, a decorrere dall’anno in cui sarà certificato formalmente dalla Commissione storica l’avvenuto adeguamento alle condizioni e prescrizioni da questa dettate, aprendo la sfilata davanti al Gremio degli Autoferrotranvieri». “Prendere parte” insomma, ovvero partecipare con il proprio candeliere, non con una presenza simbolica come spettatori.

L’arcivescovo di Sassari Gian Franco Saba

Lunedì prossimo, 9 agosto, nel giardino dell’Episcopio, l’arcivescovo Gian Franco Saba incontrerà tutti i gremi cittadini, per un appuntamento diventato negli ultimi anni fisso, a pochi giorni dalla grande festa del 14 agosto (quest’anno, come detto, in versione ridotta e limitato al solo Voto). A complicare i rapporti con la comunità gremiale è però una lettera inviata lo scorso 29 luglio al presidente dell’Intergremio Fabio Madau, al sindaco Nanni Campus e al presidente della Commissione Storica Antonello Mattone, ma anche a monsignor Giancarlo Zichi, vicario episcopale e delegato della Curia nella Commissione Storica della Faradda, “ai Gremi della Città di Sassari e al vicario generale e ai vicari episcopali dell’Arcidiocesi di Sassari”. Un testo recapitato in vista di un incontro interno ai gremi, convocato per martedì scorso 3 agosto per “valutare il (ri)collocamento del Gremio dei Facchini all’interno della comunità gremiale e l’ammissione dello stesso Gremio alla Faradda”. Una sorta di assemblea non aperta al pubblico tra i rappresentanti dell’intera comunità gremiale, che si sarebbe svolto in un clima di grande serenità e che avrebbe visto i Braccianti ribadire quanto dichiarato già una decina di giorni fa, ovvero una completa disponibilità ad accogliere le richieste della Commissione Storica. Pace fatta insomma, almeno tra i gremi. E con l’arcivescovo?

«Nell’apprendere con piena soddisfazione l’inserimento nella Faradda del Gremio degli Autoferrotranvieri, mentre ringrazio la Commissione Storica per il lavoro svolto, per il tramite del Molto Reverendo Mons. Giancarlo Zichi, Vicario episcopale che mi rappresenta nella Commissione Storica della Faradda, è mia premura rinnovare l’invito affinché, il 14 agosto p.v., in occasione dello scioglimento del Voto nella Chiesa di Santa Maria di Betlem, sia presente anche il Gremio dei Facchini, come già richiesto a mezzo di esortazione pastorale in precedenti scritti del 2019 e 2020», ha scritto l’arcivescovo nella lettera. «Al fine di mostrare l’importanza ecclesiale del presente intervento, mi preme ricordare che “le regge appartengono all’imperatore, le chiese al vescovo”, come afferma Sant’Ambrogio in una sua lettera per porre in rilievo la differenza di identità tra la comunità ecclesiale e le altre associazioni di vita sociale altrettanto lecite e legittime. Questo principio non è da intendersi un atto de imperio, come una lettura laicista potrebbe lasciar intendere, ma come la somma espressione del Pastore per il suo gregge». Parole che già lunedì scorso, nel giorno della Festa Maggiore del gremio dei Muratori, al termine della cerimonia di Intronizzazione dell’Assunta e di benedizione della bandiera piccola degli Autoferrotranvieri (evento che significativamente ha registrato la presenza anche dei Braccianti-Facchini, che da tempo non partecipava agli eventi gremiali), si è capito avessero sollevato più di una perplessità tra i gremianti. In particolare, un passaggio: «Dispongo inoltre che le celebrazioni religiose afferenti alle “celebrazioni liturgiche” dei singoli Gremi facciano riferimento alla programmazione del Centro Pastorale Diocesano sotto la guida del rispettivo Vicario e del Consiglio dei Vicari di cui l’Arcivescovo si avvale». Ma anche l’invito a fare partecipare il gremio dei Braccianti già il prossimo 14 agosto allo scioglimento del Voto. In realtà, monsignor Saba nella lettera non fa menzione di una presenza con la bandiera piccola. I gremianti (o, meglio, una rappresentanza come sarà per gli altri gremi) potrebbero restare in chiesa semplicemente come spettatori.

Il mondo gremiale da sempre, da secoli per essere più chiari, non vede di buon occhio intromissioni nella quotidianità della vita delle corporazioni di mestieri prima e dei sodalizi che nel 1800 ne hanno preso il posto. E anche il presidente della Commissione Storica, il professor Antonello Mattone, ha ribadito, in una lettera, garbata nei toni ma ferma nel ricordare le competenze, inviata al presule sassarese, che la dimensione essenzialmente religiosa inizia dal portone della chiesa di Santa Maria. Subito dopo, la sera del 14 agosto, i candelieri vengono accolti dal padre guardiano e i portatori si inginocchiano di fronte all’Assunta. E si scioglie il Voto. Ma prima dell’ingresso intervengono Consiglio comunale e Commissione Storica, della quale fanno parte i rappresentanti di gremi, comune e chiesa. (lu.fo.)

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