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Bonus regionale di 800 euro, il Comune di Porto Torres chiede alla Regione ulteriori fondi

Il sindaco Sean Wheeler: «I soldi stanziati non sono sufficienti, abbiamo necessità di altri 300 mila euro»

Porto Torres. Il Comune di Porto Torres ha inviato in Regione la richiesta di ulteriori fondi da destinare al Bonus di 800 euro. Dall’analisi delle istanze arrivate negli uffici, infatti, sono necessari altri 300 mila euro. È stato così sollecitato il rimpinguamento del finanziamento e l’accreditamento di quello già stanziato, per una cifra totale di un milione e 101 mila euro.

Gli uffici hanno infatti già proceduto ad effettuare i mandati di pagamento per l’intero anticipo erogato dalla Regione, pari a 198.000, e le somme saranno accreditate nei prossimi giorni. Le domande, come previsto esplicitamente dal bando, vengono processate in base all’ordine di arrivo e quindi evase in ordine cronologico.

«Gli uffici delle Politiche sociali hanno lavorato intensamente per dare risposte ai cittadini – spiega il sindaco Sean Wheeler – e nei giorni scorsi è partita un’importante richiesta alla Regione. I fondi destinati al nostro Comune non sono infatti sufficienti a coprire tutte le richieste, che ricordo sono in totale 1224. Sono necessari al più presto altri 300 mila euro e l’accreditamento di quelli già stanziati, per una somma totale di un milione e 101 mila euro. Solo così potremo far fronte alle domande dei cittadini di Porto Torres».

«Le pratiche arrivate ci indicano che in media eroghiamo 531 euro per ogni nucleo familiare richiedente e il nostro Comune ha ricevuto un finanziamento totale di 992.531 euro che non basta – prosegue il primo cittadino – anzi è necessario che la Regione accrediti da subito la seconda tranche già stanziata di 794.024 euro in modo tale da proseguire con l’iter dei pagamenti. Questi fondi devono però essere rimpinguati al più presto, perché rischiamo di tagliare fuori centinaia di famiglie. Probabilmente c’è infatti stata una sottostima delle esigenze della nostra popolazione, forse anche perché gli uffici regionali hanno dovuto usare i dati del censimento del 2011 che riportano un numero di disoccupati che non corrisponde più alla realtà».

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