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Bonifiche industriali a Porto Torres, ecco i numeri

Eni Rewind ha finora speso 380 mln di euro e stima di spenderne altri 435. Il sindaco Mulas: «Diventare buona pratica nelle politiche ambientali»

Porto Torres. «La relazione con Eni Rewind si fondi sulla volontà di pianificare insieme il futuro, abbandonando logiche di contrapposizione. Ci sono le condizioni affinché Porto Torres diventi a livello internazionale una buona pratica nel campo delle bonifiche industriali». Così il sindaco Massimo Mulas commenta i dati forniti da Eni Rewind in risposta alla lettera inviata due settimane fa. Nel documento il primo cittadino aveva chiesto aggiornamenti sull’avanzamento degli interventi di risanamento ambientale e sul coinvolgimento delle risorse locali.

Nel corso di una videoconferenza, i delegati della società del gruppo Eni hanno fornito un quadro dei risultati raggiunti e il cronoprogramma dei lavori.

Eni Rewind, società ambientale di Eni, opera nel sito di Porto Torres dal 2001 per la messa in sicurezza e bonifica di suoli e falde. È stata realizzata ed è in esercizio la barriera idraulica, lunga circa 10 km, e dei cinque impianti di trattamento acque, che consentono di trattare fino a 340 mc/ora di acqua e di recuperarne una parte, che viene impiegata come acqua demineralizzata negli impianti industriali del sito.

Il progetto Nuraghe, dopo il subentro ad Astaldi, è più che a metà dell’opera: è in costruzione la piattaforma polifunzionale per il trattamento dei terreni scavati. La piattaforma, basata sulle più avanzate tecnologie in campo ambientale (desorbimento termico, soil washing, biopila, inertizzazione), consentirà in un’ottica circolare di riutilizzare nelle stesse aree i terreni, puliti e conformi agli obiettivi di bonifica.

Eni Rewind ha finora speso 380 mln di euro e stima di spenderne altri 435, di cui 250 mln di euro per la gestione degli impianti di trattamento acque di falda nei prossimi 15 anni, con un investimento in interventi ambientali di oltre 800 milioni di euro (rispetto ai 530 mln euro previsti dal Protocollo Chimica Verde 2011). Dal punto di vista occupazionale, Eni Rewind ha 72 dipendenti e in media impiega in questa fase 220 persone di ditte in appalto, che al 90% risiedono in Sardegna.

«Grazie alle bonifiche, nella nostra città si stanno formando competenze spendibili in tutto il mondo – spiega il sindaco –. Porto Torres si candida così a diventare un’eccellenza nel campo delle politiche ambientali. L’aspetto fondamentale è fare gioco di squadra e sentirsi tutti dalla stessa parte, senza contrapposizioni. Il Nord Ovest dell’Isola ha bisogno di ragionare su progetti a lungo termine, che regalino una prospettiva di sviluppo. Dobbiamo percepirci come un laboratorio di innovazione ambientale. Ce lo chiede la popolazione e soprattutto i nostri giovani che sognano di sviluppare qui un’attività sostenibile che chiuda i conti con il passato e regali a Porto Torres il futuro che abbiamo sempre sognato».

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