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Banco di Sardegna, 2020 chiuso con utile lordo di 49,5 milioni

Approvati i risultati preliminari di bilancio al 31 dicembre. Cuccurese: «Un anno di solidità patrimoniale»

La sede della Direzione del Banco di Sardegna in viale Umberto a SassariSassari. Il Banco di Sardegna chiude l’esercizio 2020 con un utile lordo di 49,5 milioni di euro, rispetto al risultato negativo di 27,8 milioni dell’esercizio 20191. Al netto delle imposte per 8 milioni, l’utile netto è pari a 41,5 milioni. Gli indicatori di solidità patrimoniale si confermano tra i migliori del sistema e sono largamente superiori ai requisiti normativi; CET 1 Ratio e Tier 1 Ratio Phased-in al 31,96%. La raccolta complessiva da clientela ordinaria perviene a 16,4 miliardi (in crescita del 6,9% su dicembre 2019), di cui raccolta diretta da clientela a 10,7 miliardi (+9,7% su dicembre 2019) e raccolta indiretta a 5,7 miliardi (+2% a/a). I finanziamenti netti a clientela in bonis salgono a 6,8 miliardi, in aumento di 310 milioni rispetto a fine dicembre 2019 (+4,8%), con nuove erogazioni di mutui casa per circa 488 milioni (+11%) e nuovi finanziamenti garantiti dallo Stato per l’emergenza Covid 19 per 393 milioni. I crediti netti deteriorati scendono a 371 milioni (-25% su dicembre 2019), con le sofferenze nette che calano a 190 milioni (-23,6% su dicembre 2019) e le inadempienze probabili a 156 milioni (-27,6% su dicembre 2019), a seguito degli effetti del processo di derisking di Gruppo. Il rapporto delle sofferenze nette sul totale dei finanziamenti verso la clientela cala dal 3,3% di fine dicembre 2019 all’attuale 2,7%; così come quello degli UTP scende dal 2,9% del 2019 all’attuale 2,2%. Il dato cumulato NPL netti/Finanziamenti netti scenderebbe al 4,8% considerando anche le prossime imminenti cessioni di UTP, mentre il dato lordo scenderebbe al 9,2%. L’indice di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 49,8%, tra questi la copertura delle sole sofferenze è pari al 57,8%, mentre quella degli UTP si attesta al 39,6%. Il default ratio al 31 dicembre 2020 si posiziona all’1%. Il primo margine si attesta a 335,6 milioni. I costi della gestione sono pari a 247,1 milioni (-1,3% a/a), con le spese per il personale a 135,8 milioni in calo dell’1,7% e le altre spese amministrative16 a 96,6 milioni (-2%). Nell’esercizio sono stati stanziati contributi ai fondi di risoluzione delle crisi bancarie per 12,4 milioni. Il cost/income si posiziona al 67,5% e il Texas Ratio scende ancora e si attesta ad un virtuoso 56,7% rispetto al 71,1% di fine 2019.

Sono questi i numeri dei risultati preliminari riferiti al 31 dicembre del 2020 e approvati ieri dal Consiglio di Amministrazione del Banco di Sardegna riunito sotto la presidenza di Antonello Arru. «Il bilancio 2020 del Banco di Sardegna si chiude nel segno della continuità e della sostenibilità, con un risultato economico in positiva evoluzione. Si confermano la grande solidità patrimoniale e la notevole liquidità e si registrano la buona tenuta dei ricavi e il significativo calo dei costi, l’incremento della raccolta complessiva e dei finanziamenti in bonis con la clientela, la riduzione del credito deteriorato. La buona dinamicità dell’andamento commerciale si associa alla crescita del numero dei clienti», commenta il direttore generale Giuseppe Cuccurese. «Pur in un contesto di grandi difficoltà esogene di carattere sanitario ed economico, il Banco ha dimostrato una forte resilienza e una grande proattività nella vicinanza al territorio e nello sviluppo di iniziative a supporto di famiglie e imprese. Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti, sia sul fronte reddituale – grazie ad un utile lordo di 49,5 milioni di euro e netto di 41,5 milioni – sia sul fronte commerciale e operativo, dove abbiamo realizzato crescite significative tanto sul fronte della raccolta quanto sul lato degli impieghi. Sul fronte della raccolta complessiva, che si conferma un vero punto di forza del Banco, siamo particolarmente soddisfatti della fiducia che ci continuano a riservare i nostri clienti, con una crescita del 9,7% nella diretta, che sale a 10,7 miliardi di euro, e del 2% in quella indiretta, che raggiunge i 5,7 miliardi. Siamo infine molto gratificati dall’acquisizione di 26.300 nuovi clienti, che hanno fatto salire il numero complessivo a oltre 640 mila».

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