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Assegnata la Dote di San Nicola

Quest’anno va alle parrocchie di Santa Maria di Pisa, Sant’Orsola e San Pio X (Li Punti). Ma una quota viene ripartita anche tra le altre sei parrocchie concorrenti

 

DoteSanNicola1Sassari. È un rito che affonda le sue radici in un lontano passato, quando ancora si parlava di dote per la sposa. Ha oggi una diversa funzione, un sostegno economico iniziale per le ragazze che affrontano il matrimonio, ovvero un aiuto economico ad una famiglia appena costituita. Nel giorno dedicato al suo patrono, a Sassari si assegna la “Dote di San Nicola”. Sabato sera, al termine della solenne funzione religiosa in cattedrale, sono stati estratti i nomi delle tre parrocchie cittadine a cui appartengono le giovani spose che avranno in dono la dote: Sant’Orsola, Santa Maria di Pisa (premiata per il terzo anno consecutivo) e San Paolo. L’estrazione è stata coordinata dal canonico parroco di San Nicola, monsignor Dino Pittalis, coadiuvato dal giovane seminarista Matteo.

Quest’anno erano nove in totale le parrocchie che hanno aderito all’iniziativa: San Nicola – Santa Caterina, Santa Maria di Pisa, San Domenico (Caniga), San Pio X (Li Punti), Sant’Orsola, San Gavino Martire (Bancali), San Giuseppe, Sacro Cuore e Cristo Redentore.

DoteSanNicola2A ciascuna delle tre ragazze andranno 4800 euro, mentre le altre sei giovani non estratte avranno 1230 euro a testa. Il fondo complessivo era di 21.800 euro (12mila euro dal Comune, 6mila dalla Fondazione Righi, la parrocchia del Sacro Cuore con 250 euro, San Giuseppe con 500 euro, Santa Maria di Pisa con 200, Sant’Orsola con 100, offerta di privati 250 euro. Per un totale di 19300 euro. A questo va aggiunto il residuo del 2013 di 2500 euro. Il totale complessivo è di 21800 euro. Il nome delle sette ragazze è rimasto anonimo. Nel 2013 andarono 4850 euro a testa alle tre spose.

«Che Dio benedica le nuove spose», ha detto l’arcivescovo di Sassari, padre Paolo Atzei, che al termine dell’omelia ha rivolto un saluto all’Amministrazione comunale. L’accompagnamento musicale è stato curato dal Coro della Cattedrale. Alla santa messa hanno assistito il sindaco Nicola Sanna e gli assessori comunali Amalia Cherchi, Maria Francesca Fantato e Grazia Manca, il presidente della Fondazione Righi Raimondo Rizzu, il consigliere comunale Manuel Alivesi ed una rappresentanza dei Gremi dei Fabbri e dei Calzolai, che hanno le cappelle nel Duomo di San Nicola, e dei Massai.

San Nicola non è solo il patrono di Sassari (oltre che delle città di Bari, Venezia, Merano, Ancona e Amsterdam). È infatti anche uno dei simboli delle festività natalizie. Fu lo scrittore Clement C. Moore nel 1821 a descriverlo come un anziano signore barbuto allegro e cicciottello, vestito di rosso con bordature bianche. Ovvero Babbo Natale, che infatti nei paesi di lingua germanica è chiamato Santa Klaus. San Nicola in realtà col Natale – almeno da un punto di vista religioso e liturgico – non c’entra niente. Vescovo di Mira, nella Lycia (regione nell’attuale Turchia), visse tra il 250 (o 260) e il 343. Subì le persecuzioni anticristiane dell’imperatore Diocleziano ma fu liberato dall’imperatore Costantino. Le sue spoglie arrivarono a Bari nel 1087. Tante le leggende e gli aneddoti legati alla sua vita. Si racconta che Nicola venne a conoscenza della decisione di un padre, che, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie, aveva deciso di mandarle a prostituirsi. Il vescovo allora fornì tre sacchetti di monete d’oro che costituirono così la dote delle fanciulle, salvandone la purezza. (lufo)

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