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Antonio Bisaccia rieletto direttore dell’Accademia Mario Sironi di Sassari

Rimarrà in carica per il triennio 2020-2023. Le prospettive di sviluppo della formazione nel campo delle arti. L’intervista video

Antonio Bisaccia

Sassari. Per l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi”, che rappresenta uno snodo fondamentale delle arti nell’Isola, arriva – per acclamazione, il 97,22% degli aventi diritto al voto lo hanno scelto – la rielezione del direttore Antonio Bisaccia, che rimarrà in carica nel triennio 2020-2023.

Un nuovo mandato, se possibile più interessante e più stimolante di quello appena concluso, anche se il livello cui ha portato l’Accademia della Sardegna ha già un posto sul podio delle accademie nazionali. Anche in epoca di Covid l’Accademia traccia la sua linea di sviluppo incessante. Una rielezione di questo tipo segna il grande spirito di squadra che ha saputo creare tra docenti, amministrativi, coadiutori, studenti. Su 35 votanti, il direttore confermato ha raccolto ben 35 preferenze. Come dire: la rotta è quella giusta, proseguiamo su questa idea di Accademia. Che sperimenta, rischia e si confronta, che ha una gran voglia di crescere benché negli ultimi anni abbia già fatto passi da gigante, raggiungendo risultati importanti. Ma questo è il momento di proseguire considerato il fatto che sono numerosi gli obiettivi che si possono raggiungere.

La prima novità sarà in primavera inoltrata: l’Accademia gestirà al Mas.Edu il prestigioso Premio Nazionale delle Arti, cui partecipano tutte le accademie italiane e anche con accademie straniere ospiti.

Antonio Bisaccia, saggista, collaboratore di riviste e quotidiani, docente di Teoria e metodo dei Mass Media, presidente della Conferenza dei Direttori delle Accademie di Belle Arti italiane e membro del Tavolo Permanente che riscriverà l’architettura delle normative Afam, rimane alla salda guida dell’Accademia, unica in Sardegna, sul fronte dell’Alta Formazione artistica. 

L’Accademia Sironi rappresenta oltre che un centro di formazione didattica per il sistema dell’arte, anche un vettore propulsivo per la ricerca, la produzione e la cultura in generale.

«E questo, oggi, è uno di quei momenti dedicati a far comprendere alla società civile e alle Istituzioni che l’Accademia “Mario Sironi” è una risorsa di grande spessore a disposizione di tutta la Regione – dice il direttore Bisaccia –. L’Accademia ha dimostrato con i fatti che in Sardegna opera in sintonia con tutti quei soggetti, pubblici o privati, che vogliono contribuire alla crescita artistica e culturale del territorio».

L’Accademia Sironi ha organizzato, in questi ultimi anni, una vasta attività di produzione artistica, editoriale e cinematografica, investendo quindi sulla settima arte. In più si prepara ad aprire il corso quinquennale di restauro negli spazi comunali dell’Ex-Ma, ribattezzato Ex-Mater. Lo ha fatto e lo fa con il contributo dei suoi docenti, intellettuali e artisti, e soprattutto degli studenti, per i quali il lavoro di approfondimento didattico si correla sempre a concreti momenti di produzione. Quest’attività si è realizzata in termini strutturati, per cicli di iniziative, manifestazioni complesse, accompagnandosi, a volte, a momenti di approfondimento culturale, come conferenze, seminari di livello internazionale e numerosi altri eventi.

All’attività di ricerca, inoltre, che è sostenuta sono sostenuta e programmata, secondo procedure definite e rispetto a obiettivi condivisi, si unisce la cosiddetta Terza Missione. Il progetto europeo Art Lab, già alla sua quarta edizione, ha dimostrato e dimostra la capacità di questa istituzione di saper intercettare anche fondi comunitari di grande rilievo, che hanno consentito di creare il Centro Risorse per l’alto artigianato artistico del Mas.Edu, specializzato in prototipazione 3D. La ricerca in campo artistico è da considerarsi peculiare, perché mira anche all’esplicitazione, pubblicazione, e produzione di risultati specifici.

«La nostra Accademia – aggiunge Antonio Bisaccia – è la più giovane, forse la più attiva, di certo la più coraggiosa nelle scelte finora operate, a volte anche controcorrente. Ed è su questa giovinezza, che è anche energia, che si deve puntare. La Sardegna – che amo visceralmente – non è solo un’isola col suo mare di domande, con i suoi problemi, con i suoi tesori, ma un grande libro aperto sull’immaginario collettivo che crea un indistruttibile e seduttivo senso di appartenenza: potente motore per raggiungere altre mete ancora più importanti».

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