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“Ammentos de Alà”, Sa Die per orchestra giovanile e coro sardo

Sabato prossimo 28 aprile alle 21 nella chiesa di Sant’Agostino ad Alà la prima in forma di oratorio della nuova opera di G.B. Ledda, con giovane voce narrante femminile

AmmentosAlaAlà dei Sardi. L’associazione Coro “Sant’Austinu”, col presidente Gian Franco Beccu, nel solco di “Paràulas e Sonos de Sardigna”, promuove sabato prossimo alle 21 nella chiesa di Sant’Agostino un nuovo lavoro che la vede protagonista, tra tradizione e innovazione: “Ammentos de Alà”, seconda opera didattica di Gian Battista Ledda, in lingua sarda e nella parlata di Alà dei Sardi, per voce narrante, soli, coro maschile sardo e orchestra giovanile. Dieci i brani tratti dal repertorio dell’insieme vocale omonimo, diretto da Silvio Bossi, autore della quasi totalità delle composizioni. Dieci i brani elaborati da Gian Battista Ledda, che abbracciano un anno di vita ricco di “ammentos”, introdotti dal “Procurad’e moderare” nell’arrangiamento rispettoso della musicalità della lingua sarda di Antonio Deiara, coordinatore didattico del progetto triennale sostenuto con forza dall’Amministrazione comunale di Alà guidata dal sindaco Francesco Ledda. La parte rapsodica, sempre curata dall’Autore, è affidata alla voce narrante di Francesca Leoni, diciottenne alaese, accompagnata dai giovani strumentisti dell’orchestra “Cuncordu e Armonias”. Un’altra giovane donna, Giovanna Virdis, docente del Liceo Musicale “D.A. Azuni” diretto dal preside Roberto Cesaraccio, ha onorato il ruolo di maestro preparatore dei fiati.

“Fiore Galanu” racconta la storia di un soldato reduce dalla Cirenaica che, al suo ritorno, trova la promessa sposa convolata a nozze con un altro giovane. “S’Annunziu” apre la serie di brani religiosi, mentre “Salve de su Caru Linu” attinge alle fonti della tradizione religiosa alaese. “Beni in beranu” rappresenta la primavera della Sardegna che risponde a quella di Vivaldi; “Pessende a tie” è uno struggente brano dedicato da Mariolino Corda alla propria madre. “Sa vida mia est sidida”, che porta anche la firma del parroco di Alà dei Sardi, don Vittorio Falqui, si delinea come un Corale in Lingua Sarda, mentre “S’afidu de oro” narra del matrimonio di due anziani, innamorati fino alla fine. Seguono “Santu Franziscu”, poesia di Martino Addis sulla grande festa popolare di Alà, e “Sos Pastores”, testimonianza dell’apertura del Coro “Sant’Austinu” alle tradizioni musicali di tutta la Sardegna. Conclude “Su ballu topu”, danza storica alaese e primo ballo sardo dell’Isola elaborato per orchestra giovanile e coro sardo.

Al pari di “Paràulas e Sonos de Sardigna”, l’opera “Ammentos de Alà” si propone quale composizione rivolta in modo particolare ai giovani studenti sardi più lontani dalla nostra lingua madre, e intende offrire un’ulteriore opportunità di riflessione sulle proprie radici culturali, linguistiche e musicali. I brani non sono limitati dal raddoppio delle parti vocali da parte degli strumenti: fiati e archi dialogano con i tenori primi e secondi, i baritoni e i bassi utilizzando una nuova tavolozza armonica e timbrica che valorizza gli stilemi propri della musica della Sardegna. Da sottolineare la durata assai contenuta dell’opera (55 minuti), motivata dalle strategie metodologiche della moderna didattica dell’ascolto. La parte rapsodica e i testi musicati, scritti nella parlata di Alà con la collaborazione linguistica di Cristiano Becciu, per una maggiore comprensione e diffusione saranno proposti nel libretto di sala in sardo, italiano e inglese. Quest’ultima versione porta la firma di Giuseppe Serpillo, professore emerito dell’Università di Sassari.

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