Candelieri 2020Evidenza

«Alla Faradda i candelieri dei Gremi dei Braccianti e degli Autoferrotranvieri»

È il desiderio dell’arcivescovo Saba, che ha scritto al sindaco Nanni Campus. L’annuncio nella trasmissione Oghes sulla pagina Facebook di Libertà Settimanale

Sassari. Nasce la nuova commissione speciale della Curia dedicata alla Faradda nell’anno del Covid. Non solo. L’arcivescovo arcivescovo Gian Franco Saba si rivolge al sindaco Campus e promuove l’allargamento del numero dei candelieri, con l’ammissione dei due gremi della Mercede (in realtà formalmente già accolto da alcuni anni ma la cui partecipazione come Gremio dei Facchini è stata sospesa) e degli Autoferrotranvieri. È tempo insomma di possibili e importanti novità per la Festha Manna di Sassari. È però ancora presto per poter dire da quanto tutto questo sarà realmente operativo. Anche perché quando si tocca qualcosa della Faradda storicamente le polemiche sono dietro l’angolo. Ma procediamo con ordine.

Lunedì scorso, nella Sala Isgrò dell’Episcopio, si è insediata la nuova commissione ecclesiale speciale «che sappia, in azione congiunta con l’Autorità Civica, l’Intergremio e l’intera comunità gremiale, fare sintesi delle numerose proposte [per l’imminente Sciolgimento del Voto all’Assunta il 14 agosto, ndr] e giungere a definire un programma dove ognuno si senta effettivamente rappresentato», scriveva l’arcivescovo nella Disposizione dello scorso 3 luglio. Di questa commissione fanno parte i monsignori Antonio Tamponi, vicario Generale e delegato per i Gremi, Marco Carta, vicario episcopale per la Pastorale, Dino Pittalis, direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano, padre Salvatore Sanna OfmConv, guardiano del Convento di Santa Maria di Betlem, e Antonello Canu, segretario generale dell’Accademia Casa di Popoli, Culture e Religioni. La prima seduta si è tenuta in forma di assemblea ed è servita in particolare per l’insediamento del nuovo organismo della Curia. Erano presenti infatti non solo i soggetti che storicamente sono i protagonisti della Discesa del 14 agosto, ovvero il padre guardiano Salvatore Sanna, il sindaco Nanni Campus e, per il mondo gremiale, il presidente dell’Intergremio Fabio Madau, oltre all’arcivescovo Saba, ma anche il prefetto Maria Luisa D’Alessandro ed il rettore dell’Università Massimo Carpinelli.

L’arcivescovo Gian Franco Saba

È di questi giorni però anche un altro documento dell’arcivescovo Saba, finora rimasto riservato e il cui contenuto è stato annunciato questa sera (mercoledì) dallo stesso Saba intervenuto alla trasmissione “Oghes”, felicemente rinnovata nella scenografia e nella veste grafica, del canale Facebook del settimanale diocesano Libertà, diretto dal giornalista Antonio Meloni. «La cultura della solidarietà che nasce dall’incontro con Maria ci spinge a diventare testimoni del nuovo umanesimo dell’incontro, divenendo sempre più testimoni di solidarietà, dove le singole individualità si fondono pur senza confondersi, perché sia privilegiato il bene comune e le peculiarità di ciascuno si integrino cordialmente in un’autentica e armoniosa comunione», scrive l’arcivescovo Saba in una lettera inviata al sindaco Nanni Campus. Il passaggio più significativo del testo viene subito dopo. «In questo spirito comunionale di rinnovamento, desidero caldamente che siano inseriti nella Faradda i due Gremi finora esclusi: quello dei Braccianti posto sotto il patrocinio della Beata Vergine della Mercede e quello degli Autoferrotranvieri che ha come patrono San Cristoforo. Tale atto, oltre a far cadere spiacevoli e inappropriate distinzioni, che talvolta rischiano di configurarsi in divisioni e discordie, non è semplicemente segno di quelle naturali evoluzioni, che anche nel recente passato hanno portato a sempre maggiori coinvolgimenti e a nuove presenze all’interno della Discesa dei Candelieri, ma rappresenta un modo concreto di rendere davvero corale e condiviso il nostro atto di affidamento a Maria, e di promuovere concretamente il “nuovo umanesimo dell’incontro”».

https://www.facebook.com/liberta.settimanale/videos/2780925792008677/

Una sollecitazione che porterà sicuramente discussioni e anche critiche. Innanzitutto si supererebbe la dizione utilizzata negli ultimi anni di Facchini, come maestranza a cui farebbe riferimento l’Arcigremio della Mercede (che ha la cappella a San Giuseppe) ammesso alla Faradda. Si adotterebbe quella di Braccianti,  con riferimenti storici meglio definiti e sicuramente più gradita dagli stessi gremianti. Ma ancora più clamorosa sarebbe quella di ammettere il candeliere del Gremio degli Autoferrotranvieri, il più giovane, nato solo nel 1938, e che ha la cappella a Santa Maria e San Cristoforo come patrono.

Candeliere dei Facchini, tutto rinviato

«Sono molto fiducioso. Ho percepito negli animi, nel presidente dell’Intergremio, un atteggiamento favorevole, benevolo e dialogico. E questo ritengo sia importante. La Faradda, la festa dei Candelieri, è la festa della città e quindi della famiglia. Se in famiglia, quando si fa festa, qualcuno viene escluso, non c’è la gioia di tutti. Qui, tra una norma transitoria e un elemento di fede importante che è l’unità all’interno della Chiesa, credo che debba prevalere il principio della fede. Sulla base di questo ho chiesto al sindaco che possa trasmettere questa richiesta al presidente del Consiglio comunale». Spetta infatti all’Assemblea Civica discutere e approvare le modifiche al Regolamento sulla Faradda. E chissà che già nel 2021 i candelieri saranno diventati 13. Prima però occorrerà definire il rinnovo dello scioglimento del Voto il prossimo 14 agosto. Senza Faradda. (lu.fo.)

L’ultimo candeliere ammesso è stato nel 2016 quello dei Macellai, portando il totale dei grandi ceri di legno protagonisti della Faradda a 11

Macellai, benedetto il candeliere

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