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Alghero, Mattarella ha visitato la Nave Scuola Palinuro

Il presidente della Repubblica è salito sull’imbarcazione della Marima Militare. Nota del Quirinale sull’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, avvenuto 77 anni fa

Alghero. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato la Nave Scuola della Marina Militare Palinuro, comandata dal capitano di fregata Antonio Strina, in navigazione nella rada di Alghero.  Mattarella è stato accompagnato dal capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone.

E sempre oggi il presidente Mattarella ha rilasciato la seguente dichiarazione in occasione del 77° Anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema:

«Il 12 agosto di settantasette anni or sono i militari delle SS compirono nelle frazioni di Stazzema un eccidio di civili indifesi, tra i più spaventosi dell’intera guerra. Centinaia e centinaia furono i morti. Bambini trucidati insieme alle loro madri e ai loro nonni. Stazzema era considerata un rifugio per i più deboli, per gli sfollati. Divenne invece terra insanguinata, teatro di crudeltà atroci e di un feroce disprezzo per la vita umana, fino allo scempio del rogo di vittime nella piazza di Sant’Anna.

Tanto orrore non potrà mai essere dimenticato. E’ iscritto nel testimone che le generazioni più mature consegnano ai giovani. In tanto dolore, in questo abisso di disumanità, affondano le radici della libertà riconquistata, nel nostro Paese e in Europa. La Repubblica nasce proprio nel ripudio della cultura di morte, della volontà di potenza spinta fino a divenire ideologia dell’annientamento. L’Europa divenuta comunità è la risposta pacifica e lungimirante a quel nazionalismo che tanti conflitti ha generato nel nostro continente.

La Repubblica oggi si inchina davanti al sacrario di Stazzema. Un sentimento profondo unisce gli italiani ai familiari delle vittime dell’eccidio e ai valorosi superstiti che per tutta la vita hanno portato il fardello di un dolore così grande, continuando a spendersi per far conoscere, per ricordare, per trasmettere, con la forza della loro testimonianza, il messaggio più semplice e potente: mai più.

Il riscatto dall’oppressione e da tante sofferenze fu possibile grazie allo spirito di solidarietà e giustizia, al rispetto dei diritti inviolabili, che il nostro popolo seppe far prevalere. La democrazia e la libertà richiedono ora di essere continuamente alimentate da valori civili e dal senso di comunità. Anche per questo, la memoria dei momenti più drammatici resta un patrimonio prezioso anche per affrontare le sfide dei tempi nuovi e delle necessarie innovazioni».

(fonte testi e immagini www.quirinale.it)

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