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Al Teatro Comunale New Magic People Show

Dall’opera di Giuseppe Montesano, messa in scena da Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi e Luciano Saltarelli. In tournée nell’Isola sotto le insegne del CeDAC, per la Stagione di Prosa 2017-18

NewMagicPeopleShowSassari. Una “commedia nera” per uno spietato ritratto del Belpaese con “New Magic People Show” dall’opera di Giuseppe Montesano, messa in scena da Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi e Luciano Saltarelli in tournée nell’Isola sotto le insegne del CeDAC, per la Stagione di Prosa 2017-18 nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna.

Viaggio tra vizi e miserie di una folla di consumatori e sudditi televisivi, schiavi della pubblicità e sedicenti “risanatori dell’economia nazionale”, venditori di spiagge o magari di aria da respirare e mercanti di anime con lo spettacolo – firmato Teatri Uniti – che debutterà in prima regionale lunedì 26 febbraio alle 21 al Teatro Comunale di Sassari, per approdare martedì 27 febbraio alle 21 al CineTeatro “Olbia” di Olbia, poi mercoledì 28 febbraio alle 21 al Teatro San Bartolomeo di Meana Sardo e infine giovedì 1 marzo alle 21 sul palco del Padiglione Tamuli alle ex Caserme Mura di Macomer.

La pièce originale intreccia la grande tradizione del teatro napoletano, dalle commedie di Eduardo De Filippo alle funamboliche invenzioni del principe Antonio De Curtis in arte Totò, senza dimenticare i maestri della farsa, con l’ironia pungente di Woody Allen e la cifra satirica di Francisco de Quevedo, traendo altresì ispirazione – come sottolinea lo scrittore Giuseppe Montesano – dalla comicità dei Simpson e dalla serie dei Soprano, ma anche dal genio di Aristofane, dalla Commedia dell’Arte e dall’avanspettacolo nonché dal teatro dell’assurdo di Samuel Beckett con l’immortale “Apettando Godot” – tra dramma e poesia.

“New Magic People Show” affronta la tragicità del reale e il senso di impotenza davanti al tramonto di una civiltà in chiave umoristica e grottesca, attraverso una galleria di personaggi, tutti abitanti in un condominio che diventa così in metafora della città partenopea e quindi del mondo contemporaneo, in una dimensione claustrofobica in cui sogni e desideri sono come imprigionati tra gli orrori del quotidiano, tra la miseria morale e materiale e la faticosa lotta per la sopravvivenza.

Variazioni sul tema – dai domestici “reality show” alla trasformazione della famiglia, dove gli anziani, schiavizzati nel mondo del lavoro con lo slittamento dell’età pensionabile rappresentano spesso l’unica fonte di sostentamento per figli e nipoti disoccupati, dall’invadenza dell’universo mediatico e i messaggi subliminali della pubblicità, che accendono le ansie consumistiche, alla perdita degli antichi principi e valori, allo smarrimento della propria identità sulla spinta della globalizzazione. Nel surreale “condominio” si incontrano donne e uomini, vecchi e bambini con le loro storie, le loro crisi e i loro problemi – specchio di una società impoverita e priva di ideali, in cui il benessere si misura nel possesso di oggetti e in ipotetici status symbols senza nessun riguardo per la felicità – e tanto meno per la verità.

«Si può ridere su cose drammatiche? Si può fare ironia su ciò che ci sta strangolando?» si chiede l’autore, che nel suo “Magic People Show” ha raccolto le cronache scritte per “Il Mattino”, per comporre un unico grande e terribile affresco dell’Italia di oggi. In una società in cui trionfano curiosi ossimori, come la “guerra umanitaria”, o la stravagante idea di “esportare la democrazia” – naturalmente con le armi, magari con le famigerate “bombe intelligenti”, per non parlare di neologismi imbarazzanti come i “respingimenti” che sembrano star tanto a cuore a una certa parte politica, e di simpatici anglicismi come il “Jobs Act” o magari del concetto non molto condiviso di “buona scuola” perfino il significato dei vocaboli pare confondersi nel fiume della retorica dei nuovi populismi. «Non si possono più usare innocentemente le parole che i nemici dell’umano hanno deformato nella menzogna, e se si vuole restare vivi bisogna provare a smascherare quelle menzogne: ma come?» si chiede Giuseppe Montesano.

La risposta dello scrittore partenopeo è semplice e insieme provocatoria, e riassume in pieno l’idea drammaturgica del “New Magic People Show”: «Non resta che dare la parola a loro, ai mutanti di quella che è già da tempo la ex società del benessere: facendo confessare a loro stessi la propria vergogna e assurdità, la mancanza d’amore, la banalità nel male. Allora bisogna far salire in scena Lallo e Gegè, la signora madre Torza e la signorina figlia Torza, l’osceno avvocato Morfo e l’ultimo resistente, il dottor G. e bisogna lasciarli liberi di sproloquiare, lasciare che i mostriciattoli si esprimano in tutta la loro ridicola e ripugnante miseria, per vedere ciò che troppo spesso è nascosto dall’abitudine e dal così fanno tutti quindi è normale fare così. Non è vero: diventare disumani e cretini e servi e morti in vita non è normale, e non tutti lo fanno: e quindi è normale essere umani, e miti, e gentili, e liberi, e poetici, e vivi».

Sotto i riflettori quattro straordinari interpreti – a partire da Andrea Renzi, uno dei fondatori di Falso Movimento, poi confluito in Teatri Uniti, vincitore del premio Opera Prima con “Sangue e Arena”, attore di teatro e cinema, nonché regista – da “Fuochi a mare per Vladimir Majakoskij” a “Tradimenti” di Harold Pinter a “Giorni Felici” di Samuel Beckett con Nicoletta Braschi – in tournée anche nell’Isola – in nei giorni scorsi in scena ne “Il servo” di Robin Maugham su inquietanti giochi di potere – con Lino Musella e Tony Laudadio.

E appunto l’eclettico attore e autore (nonché musicista) Tony Laudadio: nato a La Spezia ma cresciuto a Caserta, diplomato alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman, poi gli esordi con Federico Tiezzi e Sandro Lombardi e la tournée accanto ad Arnoldo Foà, la fondazione dell’Onorevole Teatro Casertano con Enrico Ianniello, le collaborazioni con Toni Servillo, Andrea Renzi, Francesco Saponaro e al cinema – con Paolo Sorrentino (“L’uomo in più”), Nanni Moretti (“Habemus Papam” e “Mia madre”) ed Edoardo De Angelis (“Mozzarella Stories” e “Indivisibili”) ha pubblicato con Bompiani il romanzo “Esco”.

L’attore e scrittore casertano Enrico Ianniello, formatosi alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman, noto al grande pubblico per il ruolo del commissario Vincenzo Nappi in “Un passo dal cielo” a fianco di Terence Hill, nonché del direttore generale in “C’era una volta Studio Uno”, è apparso sul grande schermo in “Habemus Papam” e “Mia Madre” di Nanni Moretti.

Infine l’attore-autore e regista Luciano Saltarelli, nato a Marino (Roma), appassionato di fotografia, sul grande schermo ne “Il resto di niente” di Antonietta De Lillo, in teatro ha lavorato con registi come Andrea Renzi (“Santa Maria d’America) e Francesco Saponaro (“Giallo Napoli”), già nell’Isola con “Jucatùre / I Giocatori” – intrigante versione partenopea de “Els jucadors” di Pau Mirò con Enrico Ianniello (sue anche traduzione e regia) e Tony Laudadio.

“New Magic People Show” mette a nudo fragilità e aberrazioni di un’umanità ammaliata dal rutilante mondo dello spettacolo, nutrita di falsi ideali e asservita al più bieco consumismo, assuefatta al peggio e a sua volta perfettamente amorale e “dis-umana” – e ormai perfino incapace di immaginare un mondo migliore. Uno spettacolo divertente e crudele, una “farsa nera” che fa sorridere (delle nostre stesse debolezze) e pensare.

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