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Al nuovo Astra da mercoledì “Autunno a Teatro”

Doppio appuntamento con un recital di poesie di Salvator Ruju e l’atto unico di Cosimo Filigheddu “La turrada di lu puetu”. Giovedì si replica

Sassari. Dopo l’emozionante inaugurazione del Cine Teatro Astra la Compagnia Teatro Sassari inaugura la stagione teatrale nella sua nuova sede con il primo spettacolo della Rassegna “Autunno a Teatro 2021”. Il doppio appuntamento (mercoledì 15 settembre alle 19 e in replica giovedì 16 settembre alle 21) si aprirà con un recital di poesie di Salvator Ruju lette e interpretate da Teresa Soro con l’accompagnamento musicale di Sabina Sanna. Seguirà l’atto unico “La turrada di lu puetu” di Cosimo Filigheddu, per la regia di Mario Lubino. Con Mario Lubino, Alessandra Spiga, Alfredo Ruscitto, Michelangelo Ghisu, Pasquale Poddighe.

Salvator Ruju, può essere annoverato come una delle voci più autentiche e importanti della poesia sarda. I suoi temi trattano del paesaggio della città nei suoi riti più antichi e popolari. Il suo legame con il mondo contadino è autentico, egli rimpiange di quella civiltà le usanze del mondo zappadorino, la assennata e ironica tranquillità degli umili, la loro accettazione della vita, la loro filosofia bonaria, unita alla arguta intelligenza per la battuta e l’invettiva. Il ritratto di tipi umani che non sono mai caricature ma personaggi veri e il mondo degli affetti, dei sentimenti di una popolazione che amava la propria città e le sue professioni dal mondo artigiano a quello degli olivicoltori e dei viticoltori. Con la “Turradda di lu puetu” Filigheddu tiene conto di questo profondo legame con la città ed immagina il ritorno del poeta, ormai vecchio, nella sua casa natia, sita in via Decimario, di fronte alla cattedrale di San Nicola abitata da un’altra famiglia. Gli abitanti del quartiere della sua fanciullezza si preparano ad accoglierlo con tutti gli onori. In questa attesa che un po’ ricorda il Beckett di, “Aspettando Godot”, i personaggi si muovono tra equivoci, litigi e anche con un pizzico di mistero unito a disincanto per la figura di un abitante chiamato “il commendatore” che però non appare mai. L’autore con finezza pone un quesito: Ma sono veri gli abitanti che animano il luogo natio del poeta, o sono i personaggi delle sue poesie usciti magicamente dalle pagine come in un libro animato?

Necessaria la prenotazione al 349/1926011- 336/817361, teatrosassari@tiscali.it. Obbligatoria l’esibizione del green pass.

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