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Al carcere di Bancali “balla” il candeliere di San Sebastiano

Ancora una volta il cero votivo ha portato lo spirito della Faradda nel penitenziario sassarese. Il sindaco Campus consegna una targa alla direttrice Incollu. Il video

Sassari. E anche quest’anno il candeliere di San Sebastiano ha “ballato” nel carcere di Bancali. Con una novità: l’iniziativa, organizzata dalla direzione dell’istituto, stavolta si è svolta nel cortile interno del penitenziario sassarese, anziché nell’angusto spazio dell’auditorium della struttura carceraria. Per il secondo anno è stato fatto “ballare” il nuovo candeliere, con i portatori, ospiti della casa di reclusione, che nelle ultime settimane hanno curato proprio i movimenti e l’allestimento del cero di legno. «Anche quest’anno siamo riusciti a fare “ballare” il candeliere nonostante qualche porta chiusa in faccia. Facile scaricare le responsabilità sulla parte più debole. Nonostante tutto quindi ci siamo messi d’impegno», ha detto la direttrice Patrizia Incollu. «Il candeliere è la cosa più bella che abbiamo realizzato in carcere. La primissima versione era molto semplice, fatta con pezzi di cartoni e residui di carta igienica», ha ricordato.

L’evento è stato coordinato da don Gaetano Galia, cappellano del carcere. In apertura è intervenuta Ilenia Troffa, responsabile dell’area educativa del carcere di Bancali.

Presenti autorità civili, militari e religiose, tra cui la prefetta Maria Luisa D’Alessandro e l’arcivescovo Gian Franco Saba, oltre a una rappresentanza della Giunta e del Consiglio comunale, con il sindaco Nanni Campus e il presidente del Consiglio comunale Maurilio Murru. «Mi sono insediato da pochissimo e subito c’è stato il problema della esibizione del candeliere di San Sebastiano. Ora, tutto si può si dire ma non che io non lo voglia, nel senso che nasce quando io ero sindaco. Questi sono dati», ha detto subito dopo il sindaco. Altra novità di quest’anno l’assenza dei rappresentanti della comunità gremiale.

«Quello che ho poi vissuto allora nella Rotonda del vecchio carcere mi ha dato il senso di quello che doveva essere il candeliere di San Sebastiano, il suo spirito». Adesso l’obiettivo dell’Amministrazione comunale è organizzare dal prossimo anno un evento che garantisca un giusto palcoscenico per l’iniziativa, una serata dedicata all’esterno, da affiancare alla presenza in carcere del candeliere. «Da parte mia, e lei lo sa, ci sarà sempre un tappeto rosso per lei e per loro», ha concluso il primo cittadino rivolto alla direttrice Patrizia Incollu, alla quale ha poi consegnato una targa simbolicamente destinata a tutti i protagonisti.

Al termine i portatori del candeliere hanno eseguito un inchino alla statuetta della Madonna esposta nel cortile, alla presenza del padre guardiano di Santa Maria di Betlem Salvatore Sanna.

I passaggi musicali sono stati curati da Maria Speranza Russo, che ha dedicato anche un omaggio alla Dinamo.

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