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A Sassari restaurate le statue dei Misteri

Martedì 2 aprile la chiesa delle Monache Cappuccine mostra i suoi tesori. L’evento è organizzato dalla delegazione Fai

Sassari. Martedì 2 aprile alle 18,30 la chiesa delle Monache Cappuccine dedicata a Gesù, Giuseppe e Maria sarà aperta al pubblico per un evento organizzato dalla delegazione Fai di Sassari in cui si potranno ammirare alcune statue settecentesche raffiguranti i momenti della Via Crucis. Le statue sono state recentemente restaurate grazie all’impegno del Fai e ripristinate nei loro originari colori pastello. Alla serata, introdotta dal capo delegazione Fai Sassari Maria Teresa Accardo, parteciperanno l’arcivescovo Gian Franco Saba, Giancarlo Zichi, direttore Ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi, Maria Paola Dettori, storico dell’arte della Soprintendenza, e la presidente regionale del Fai Monica Scanu. «Il restauro si è concretizzato grazie al contributo del Banco di Sardegna – Maria Teresa Accardo – e al generoso apporto degli iscritti e di quanti partecipano alle varie manifestazioni Fai. Infatti una buona parte della raccolta fondi viene mantenuta e riservata alla tutela e salvaguardia del patrimonio locale. Piccole e delicate ma espressione importante della storia e della cultura di Sassari, le statue sono affidate alle cure della Confraternita dei Misteri che le custodisce nella sagrestia della chiesa per tutto l’anno. È tradizione che la processione dei Misteri apra le celebrazioni della Settimana Santa durante la quale le immagini, esposte nella chiesa a comporre la dolorosa Via Crucis, sono oggetto della speciale devozione popolare dovuta proprio a tutto ciò che rappresentano».

Alcune statue sono lignee, altre di cartapesta, tutte sono finemente decorate e di pregio artistico come il luogo che le ospita. La chiesa e l’attiguo convento di clausura sorsero alla fine del 1600 sul sito dell’antica chiesa di San Salvatore, grazie alle donazioni che un medico e una nobildonna sassaresi fecero a un gruppo di cinque giovanissime suore spagnole cappuccine giunte a Sassari da un convento di Madrid nell’intento di realizzare il loro sogno, fondare un nuovo convento in una terra lontana. Questo fecero, non appena ebbero l’assenso del Comune di Sassari dopo una lunga trattativa

A distanza di secoli e nonostante le demolizioni che hanno interessato quella parte della città, la chiesa e parte del convento restano a testimoniare coi loro tesori una lunga storia che è giusto conoscere e conservare per mantenere la memoria della città.

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